TERZO SETTORE /
Per finanziare il Terzo settore non esiste solo la logica concorrenziale
Claudia Fiaschi, Vita, 11 maggio 2018
13 maggio 2018

Quello delle modalità di finanziamento delle attività del Terzo settore, sul quale di recente è stato aperto su un dibattito tanto positivo quanto necessario che ha coinvolto Carola Carazzone di Assifero, Federico Mento di Human Foundation, Elisa Ricchiuti di Cergas, Flaviano Zandonai di Iris Network e Andrea Pastore di Fondazione della Comunità Salernitana, è un tema di assoluta importanza per il mondo del non profit.

Secondo Claudia Fischi - portavoce Forum Nazionale Terzo Settore - già da diversi anni, infatti, sia nel settore pubblico che in quello privato esistono esperienze di rapporto con il Terzo settore che all’impianto concorrenziale dei bandi sostituiscono o affiancano uno inclusivo e partecipativo, fatto di relazioni orizzontali tra i diversi attori. Questo impianto, che si sviluppa grazie alla co-progettazione e co-programmazione con il Terzo settore, offre il vantaggio di adattarsi efficacemente ai cosiddetti “mercati sociali” e di produrre risultati migliori, tanto negli outputs e outcomes delle attività, quanto nelle organizzazioni stesse, che riescono a vedere e a operare anche oltre la vittoria di singoli bandi, improntando la propria sopravvivenza su decisioni e progettualità ben più strutturate.

La progettazione partecipata nelle aree terremotate del centro Italia, attuata nell’ambito del “Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile”, gestito dall’impresa sociale “Con i Bambini”, è un esempio di come sia possibile rispondere a un’emergenza sociale in modo decisamente più efficace in un’ottica non concorrenziale, coinvolgendo attori del privato sociale e del volontariato, scuole, enti locali e altre risorse educative del territorio. Modelli compartecipativi si realizzano anche altrove: FOQUS (Fondazione Quartieri Spagnoli), sostenuta anche dalla Fondazione CON IL SUD, porta avanti dal 2014, nell’ex Istituto Montecalvario di Napoli, un progetto di rigenerazione urbana in una delle aree con il tasso di dispersione scolastica più alto d’Italia grazie a una rete di imprese private e pubbliche, diverse per identità ma attive nello stesso contesto.


Per finanziare il Terzo settore non esiste solo la logica concorrenziale
Claudia Fiaschi, Vita, 11 maggio 2018