Primo Welfare

Con il termine “primo welfare” ci riferiamo al sistema tradizionale di protezione sociale organizzato e gestito dallo Stato tra fine Ottocento e inizio Novecento per rispondere a rischi e bisogni sociali dei cittadini. Per questo esso è spesso indicato anche come “Welfare State” o “Stato Sociale”

Il primo welfare include una serie di politiche pubbliche e programmi “essenziali” – come pensioni, assistenza sanitaria, tutele contro la disoccupazione, istruzione, politiche per la famiglia, politiche abitative, etc. – che intendono garantire il benessere dei cittadini attraverso la redistribuzione delle risorse e la fornitura di servizi.

Il primo welfare rappresenta quindi la base del sistema di protezione sociale. Su di esso si innestano le evoluzioni e le integrazioni del secondo welfare, che coinvolge attori non-pubblici (Terzo Settore, aziende, corpi intermedi…) per rispondere ai rischi e bisogni in una logica sussidiaria e integrativa rispetto alle politiche pubbliche tradizionali.

Di seguito i nostri articoli in cui approfondiamo dinamiche e esperienze realizzate nel perimetro del primo welfare.

Lo sport, sia sul piano professionistico che dilettantistico, continua a riflettere profonde disuguaglianze di genere. Il secondo welfare può emergere come leva chiave per promuovere cambiamento e inclusione per affrontare insicurezza, stereotipi e sotto-rappresentazione. Lo dimostra l’iniziativa “Fuori Rosa” del CSI Milano che si svolgerà nei prossimi giorni.
Molte imprese, anche grazie alla collaborazione con organizzazioni della società civile, sono impegnate per offrire soluzioni aggiuntive ai neo-genitori. La creazione di reti (a partire dagli asili) e le interlocuzioni col Pubblico stanno permettendo di strutturare diverse iniziative interessanti.
Il Governo ha introdotto diverse modifiche dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, necessario per ottenere molte prestazioni sociali. Cosa riguarda, chi ne beneficia e in che direzione si sta evolvendo? Facciamo il punto.
Guardare a quanto accade a livello internazionale può essere utile per evidenziare gli interventi che servirebbero a creare setting di cura al di fuori degli ospedali. Nonostante alcune sperimentazioni, come i Centri di Assistenza Urgenza dell’Emilia Romagna, il nostro Paese appare ancora in difficoltà nel rispondere alla nuova domanda di salute emersa nel post-Covid.
Tutti gli indicatori mostrano una convergenza verso il basso, in cui l’Italia risulta uno dei Paesi con l’andamento più negativo. Per la demografa Alessandra Minello, questa situazione è il risultato di dinamiche anche culturali che riguardano ormai tutto il Vecchio Continente, e non solo.
L’uso di sistemi di intelligenza artificiale generativa sta creando nuove opportunità di apprendimento più flessibili e inclusive. Alessia Borromeo propone un’analisi del quadro normativo di riferimento e approfondisce alcune modalità didattiche emergenti che coinvolgono studenti, docenti e sistemi educativi.