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WelfareNet: quando il welfare aziendale fa bene (anche) al territorio
Un progetto per valorizzare e promuovere esperienze di secondo welfare. Il Veneto si conferma laboratorio di innovazione sociale
28 novembre 2014

Il secondo welfare è composto da tanti attori diversi – dalle aziende ai sindacati, dagli enti pubblici territoriali al terzo settore – che singolarmente o in partnership decidono di dare vita a esperienze innovative nell’ambito dei servizi alla persona per rispondere a nuovi rischi e bisogni sociali emergenti nei propri ambiti operativi.

In quest’ottica in Veneto, che si conferma ancora una volta laboratorio di innovazione, si sta sviluppando un progetto che mira a rispondere a nuove necessità sociali ponendo in rete una vasta gamma di attori interessati a diverso titolo allo sviluppo di forme di welfare aziendale, territoriale o contrattuale. Il progetto si chiama WelfareNet ed è nato su iniziativa dell’Ente Bilaterale Veneto FVG con l'obiettivo di essere il punto di riferimento per tutte quelle esperienze di welfare innovativo che sono nate o stanno nascendo nelle province di Padova e Rovigo.

L'idea è di valorizzare le esperienze già presenti sul territorio e, contemporaneamente, facilitare la creazione di nuovi servizi dedicati ai lavoratori, strutturandoli e rendendoli accessibili al tessuto imprenditoriale veneto, composto da piccole e piccolissime imprese, andando oltre quel pregiudizio che vuole il welfare aziendale alla portata solo delle grandi imprese. WelfareNet in questo senso mira alla costituzione di un network di PMI interessate ad elaborare piani di welfare aziendale, se possibile da sviluppare in sinergia con le componenti sindacali, facilmente declinabili anche al di fuori delle mura delle aziende in un’ottica territoriale.


Gli attori coinvolti

WelfareNet, come detto, è promosso dall'Ente Bilaterla Veneto FVG ed è finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del Fondo Sociale Europeo POR 2007-2017.  Il progetto ha come obiettivo prioritario di creare “valore condiviso e per fare questo si propone di stimolare la collaborazione di quattro categorie di attori ritenute fondamentali per lo sviluppo e l’innovazione sociale di un territorio: imprese, enti bilaterali, enti pubblici e terzo settore. Al fine di creare reti di collaborazione solide e funzionanti, che favoriscano l’interscambio delle informazioni e del know how, è stato ritenuto opportuno coinvolgere realtà che possano fungere da “nodi della rete”, che permettano cioè di allargare le trame delle relazioni in diversi ambiti fra loro non direttamente collegati. In questo senso sono stati coinvolti alcuni importanti attori del territorio: l’Ente Bilaterale della Provincia di Padova e l’Ente Bilaterale di Rovigo, la Fondazione Adapt, Innova Srl, a cui poi si sono aggiunti la Confesercenti di Padova e di Rovigo, Confcommercio di Padova e Rovigo, Confcooperative, le federazioni regionali e provinciali di Padova e Rovigo di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, AgForm, AGSG, la Fondazione Giuseppe Corazzin, la Camera di Commercio di Padova, Job Select, il Forum del Terzo Settore, l’ULSS 15, ETRA, l’Associazione Genitorialità e alcuni Comuni del territorio.


Conoscere, mappare, riflettere: la creazione della rete

La prima azione, su cui verteranno tutte le attività successive del progetto, consiste nella realizzazione di due indagini volte a definire la fisionomia dei bisogni del territorio. Da un lato si effettuerà una mappatura dei servizi di welfare già attivi sul territorio nell’ambito dei servizi socio-sanitari, servizi familiari all'infanzia, per la cura di anziani e di portatori di handicap, servizi socio-educativi, culturali, servizi di mensa o di trasporto collettivi per gli spostamenti casa-lavoro. Dall’altro verrà effettuata un’analisi dei fabbisogni dei lavoratori del territorio in riferimento alla gestione dei tempi di vita e di lavoro e ai servizi di welfare che tenga conto delle diverse esigenze che possono caratterizzare diverse categorie di lavoratori a seconda dell’età, del genere, della mansione lavorativa, dei legami familiari e sociali.


Una piattaforma per sviluppare welfare aziendale

A fronte dei risultati delle indagini sarà quindi creata una piattaforma che possa aiutare le aziende nella definizione, strutturazione e governance di progetti di welfare aziendale personalizzati, costruiti sulle esigenze dei lavoratori della singola azienda attraverso servizi nuovi o già presenti sul territorio. Attraverso questo strumento saranno sviluppati confronti e focus group con la leadership aziendale e con i lavoratori per la definizione delle esigenze di welfare e verranno quindi elaborate proposte ad hoc che saranno sviluppate, gestite e monitorate in costante collaborazione con l’azienda. Il potenziale progetto di welfare aziendale potrà prevedere quattro macro-tipologie di interventi: 1) servizi gratuiti offerti da enti bilaterali o enti pubblici; 2) servizi convenzionati erogati dai soggetti della rete; 3) azioni di riorganizzazione aziendale o modifica orari di lavoro; 4) servizi costruiti ad hoc dall’impresa sulle esigenze dei lavoratori.


Welfare Card: per i lavoratori, per il territorio

WelfareNet prevede anche la creazione della cosiddetta “Welfare Card”, una carta sconti che sarà distribuita a tutti i dipendenti delle aziende aderenti al progetto per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori e rivitalizzare le piccole attività commerciali del territorio, messe a dura prova dalla crisi e dalla concorrenza della grande distribuzione. Questa iniziativa mira a creare un canale privilegiato tra gli esercizi commerciali e le imprese locali per garantire lo sviluppo di un sistema money-saving dedicato ai lavoratori e, contemporaneamente, la valorizzazione degli esercizi commerciali di prossimità e i piccoli artigiani, che potranno così diventare parte integrante della rete del progetto.


Start-up dedicate al welfare

WelfareNet mira anche a favorire la creazione di nuove imprese, o nuovi rami d’impresa, al fine di attivare servizi di welfare di cui il territorio è carente, specialmente per quel che riguarda le esigenze dei lavoratori rilevate nella fase di indagine. Saranno in particolare sostenute le nuove imprese attive in ambiti individuati come prioritari: la realizzazione di software per la gestione delle banche del tempo; centri estivi e laboratori per bambini; consegna a casa o in azienda della spesa con la valorizzazione dei produttori e dei rivenditori locali; sviluppo di spazi ludico-creativi per bambini. Tali nuove aziende potranno usufruire di servizi di formazione e consulenza per l’avvio dell’impresa e saranno sostenute nell’acquisto di attrezzature, materiali e impianti (che rientrano nell’ambito del fondo FESR) e verranno inserite nella rete già esistente per facilitarne lo sviluppo.


Tanti vantaggi potenziali…

WelfareNet possiede le potenzialità per dar vita a un’interessante iniziativa capace di cambiare l’approccio degli attori del territorio delle province di Padova e Rovigo nell’ambito dei servizi di welfare.

Le aziende avranno la possibilità di elaborare un progetto di welfare aziendale che generi un aumento della produttività, migliorare la qualità di erogazione dei servizi, ottimizzare la gestione dei costi e dei risparmi fiscali, migliorare il clima e l’immagine aziendale, oltre a creare maggiori sinergie con il territorio. Le componenti sindacali e di categoria potranno sviluppare e sperimentare un nuovo modello di contrattazione grazie a un sistema esplicitamente orientato a migliorare il benessere dei lavoratori.

Le organizzazioni del terzo settore operanti nell’ambito dei servizi alla persona potranno entrare a far parte di una rete che coinvolge numerosi attori presso i quali potranno promuovere i servizi inquadrabili in una progettazione di welfare aziendale. Si aprirà in questo senso un mercato completamente nuovo attualmente quasi completamente ignorato da questo tipo di strutture. Potranno inoltre essere realizzate convenzioni, accordi e progetti di sviluppo insieme ad altri partner con i quali si condividono scopi comuni. Gli attori pubblici avranno a disposizione un ulteriore strumento atto a definire i bisogni del territorio e capace di indicare loro quegli attori del settore privato, sia profit che non profit, in grado di integrare o rafforzare quei servizi di welfare che il pubblico non riesce più a presidiare.


… e alcuni rischi

Non bisogna tuttavia sottovalutare anche alcuni rischi che il modello proposto dal WelfareNet porta con sé. Da un lato si rischia di generare “incastri distorti” e opportunistici fra primo e secondo welfare, con implicazioni negative in termini di efficienza ed equità. Promuovendo un sistema capace di offrire nuovi servizi, infatti, si possono indebolire gli incentivi alla ricalibratura del primo welfare e consolidare tendenze alla conservazione dello status quo.
Il forte coinvolgimento di una vasta gamma di attori del territorio, sia pubblici che privati, può forse scongiurare parte di questo rischio, a condizione che i soggetti siano consapevoli che la loro azione non deve essere considerata come sostitutiva di quella pubblica.

Dall’altro si rischia di accentuare ed esasperare la segmentazione del mercato del lavoro, generando contrapposizione tra coloro che hanno accesso ai servizi della rete e coloro che non hanno accesso. La connotazione “aperta” del progetto potrà forse permettere di evitare che questo avvenga, ma occorre attenzione al fine di non creare disparità troppo forti tra lavoratori operanti nei medesimi settori produttivi o nella medesima area geografica.

 

Riferimenti

Il sito del progetto WelfareNet


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