PRIMO WELFARE / Inclusione sociale
Il target europeo in materia di povertà: a che punto siamo?
Alcune riflessioni dalla conferenza “The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward” organizzata dalla Commissione Europea
21 novembre 2014

La Commissione Europea ha di recente pubblicato il rapporto di sintesi della conferenza “The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward” tenutasi a Bruxelles lo scorso 9 ottobre. La conferenza - che ha visto protagonisti ministri e altri responsabili politici a livello nazionale, parti sociali, società civile, accademici, imprenditori sociali e rappresentanti delle istituzioni europee - ha risposto all’obiettivo di sviluppare una riflessione sul target europeo di lotta alla povertà (fissato nel quadro della strategia Europa 2020) e sulle prospettive di policy in questo settore.


Il background: l’introduzione del target europeo

Nel 2010, la strategia decennale per la crescita e l’occupazione “Europa 2020” ha, per la prima volta, definito un obiettivo quantitativo comune in materia di lotta alla povertà. In particolare, la strategia è finalizzata a ridurre di 20 milioni le persone in condizione di povertà ed esclusione sociale entro il 2020. I trend dei paesi sono misurati attraverso l’indicatore relativo al numero di coloro che sono “a rischio di povertà o di esclusione sociale". Questo indicatore è a sua volta composto da tre sotto-indicatori che si legano a diverse dimensioni della povertà: i) rischio di povertà (relativa) successivo ai trasferimenti monetari, ii) grave deprivazione materiale; iii) appartenenza a famiglie a intensità di lavoro molto bassa.

Nel quadro della strategia Europa 2020, l’obiettivo europeo si traduce nell’adozione di target nazionali attraverso i Programmi Nazionali di Riforma elaborati annualmente dai paesi membri. A questi ultimi è riconosciuta la possibilità di scegliere a quale dei tre sotto-indicatori fare riferimento.

In questo quadro, la conferenza dello scorso 9 ottobre ha portato in primo piano cinque punti chiave: 1) gli sviluppi e i fattori esplicativi della povertà; 2) la revisione degli obiettivi nazionali; 3) il miglioramento dell’attività di monitoraggio; 4) il coinvolgimento degli attori locali e degli stakeholder; 5) l’investimento nel capitale umano e il miglior bilanciamento della governance europea. Vediamoli più nel dettaglio.

1) Sviluppi e fattori esplicativi della povertà
I relatori della conferenza hanno sottolineato che la povertà è un fenomeno complesso e multi-causale e che, anche se la crisi economica ha chiaramente peggiorato la condizione sociale in molti paesi, la disuguaglianza e l’inclusione sociale rappresentavano sfide importanti già in precedenza. Inoltre, la conferenza ha evidenziato la necessità di garantire una maggiore coerenza fra le politiche economiche, fiscali, sociali e per l’occupazione. In questo quadro, gli effetti sociali della crisi e delle riforme adottate per farvi fronte dovrebbero essere valutati anche considerando l’interazione fra le differenti politiche.

2) Revisione degli obiettivi nazionali da parte degli stati membri
Nel quadro della strategia Europa 2020, la competenza primaria in materia di lotta alla povertà rimane degli stati membri e il basso livello di ambizione che essi hanno mostrato nella fissazione degli obiettivi nazionali rappresenta una criticità. Per questa ragione, nel corso della conferenza i paesi sono stati incoraggiati a fissare obiettivi più ambiziosi. Con riferimento agli indicatori adottati, diversi relatori hanno invece sostenuto la necessità di definire un unico indicatore europeo al fine di facilitare la comparazione fra paesi.

3) Migliorare l’attività di monitoraggio
La necessità di migliorare il monitoraggio e la valutazione della situazione sociale dei paesi è stata un altro argomento centrale. In particolare, i relatori hanno evidenziato che il benchmarking può fornire indicazioni utili all’individuazione “preventiva” delle problematiche sociali e delle divergenze sociali estreme.

4) Un più strutturato coinvolgimento degli attori locali e della società civile
Nel quadro della strategia Europa 2020, i livelli locali e regionali di governo hanno avuto una scarsa visibilità. Come evidenziato nel corso della conferenza, si tratta di un nodo particolarmente critico dato che, in molti casi, sono gli attori locali e regionali a essere maggiormente coinvolti nell’implementazione delle politiche di lotta alla povertà. I relatori della conferenza hanno inoltre posto l’attenzione sulla necessità di promuovere un più significativo coinvolgimento degli stakeholders attivi a livello europeo e nazionale. Il loro contributo è infatti essenziale per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione della povertà.

5) Maggiore investimento nel capitale umano e migliore bilanciamento della governance europea
La conferenza ha infine evidenziato la necessità di investire nei bambini e nei giovani e nel rafforzamento delle competenze in grado di favorire l’occupabilità. In questo quadro, è stata anche richiamata la necessità di favorire un miglior bilanciamento fra gli obiettivi macroeconomici, fiscali, occupazionali e sociali; questo in linea con la natura integrata propria della strategia Europa 2020.


Riferimenti

The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward

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