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Rete #WelfareTrentino, motore di benessere e sviluppo locale
Andrea Marsonet, Responsabile Area Lavoro e Welfare di Confindustria Trento, ci racconta genesi e sviluppi della rete di imprese trentine che si sono unite per fare welfare
20 ottobre 2018

"Una rete di imprese per il welfare aziendale a beneficio di lavoratori, imprese e territorio": è quello che intende essere la Rete #WelfareTrentino, costituita a inizio 2017 a Trento su iniziativa della Confindustria locale, nel quadro delle iniziative sostenute da RetImpresa, l'agenzia nazionale di Confindustria per la promozione delle reti di impresa.

Come nel caso di Giunca a Varese (che vi abbiamo raccontato qui e qui), di Rete WellStep a Brescia e della vicina Rete #Welfare Alto Adige/Südtirol, infatti, anche l'aggregazione trentina si avvale dello strumento giuridico del contratto di rete per mettere a sistema le buone pratiche di welfare aziendale presenti nel territorio e favorirne una più larga diffusione. Nel primo anno e mezzo di vita la rete è cresciuta, passando da 7 a 14 imprese aderenti per un totale di circa 4.000 lavoratori, e coinvolgendo come fornitori diversi soggetti del territorio.

A margine del secondo incontro del Laboratorio su welfare aziendale e reti (Wa.Lab.), organizzato lo scorso 24 settembre a Cuneo da Percorsi di secondo welfare insieme a Fondazione CRC, abbiamo incontrato Andrea Marsonet, Responsabile Area Lavoro e Welfare di Confindustria Trento, che in questa intervista ripercorre genesi e sviluppi della rete di imprese trentine.


Può raccontarci da quale idea è nato il progetto #WelfareTrentino e qual è stato il ruolo di Confindustria Trento nel promuovere l'iniziativa?

L'idea di dar vita ad una rete d'imprese per il welfare sul nostro territorio nasce, come si suol dire, dal basso. Le aziende associate manifestavano spesso l'esigenza - anche su sollecitazione dei lavoratori - di sviluppare ulteriormente i propri piani di conciliazione famiglia-lavoro, le proprie politiche retributive e in generale il proprio sistema di gestione delle risorse umane. Questo tema è stato portato al tavolo del nostro HR Group, un gruppo di lavoro che riunisce periodicamente i responsabili del personale delle aziende associate, dove abbiamo iniziato ad interrogarci su come dar vita ad un progetto di welfare condiviso, che permettesse di partecipare anche alle aziende di minori dimensioni. Grazie al confronto e allo scambio di idee che si è sviluppato nell'arco di più incontri - anche con esperti- e all'input proveniente da RetImpresa, siamo giunti alla conclusione che il contratto di rete fosse lo strumento di aggregazione più idoneo al nostro scopo e nel febbraio 2017 abbiamo presentato pubblicamente alla stampa la rete #WelfareTrentino.


Quali sono le specificità del progetto #WelfareTrentino?

Le peculiarità del progetto #WelfareTrentino sono anzitutto la scelta della rete come forma di aggregazione, e il fatto che questa riunisca aziende virtuose di diverse dimensioni e settori merceologici. La forma del contratto di rete - oltre a consentire l’accesso ad un pricing agevolato grazie al protocollo fra RetImpresa e un importante provider – favorisce il confronto costante e la collaborazione tra le aziende: è stato infatti costituito un Comitato esecutivo che si riunisce periodicamente per monitorare lo stato di avanzamento del progetto, valutare nuove adesioni, proposte e iniziative. Ancora più importante - come vuole sottolineare il nome stesso della rete - è però il legame con il territorio, rafforzato da partnership con fornitori locali con l'obiettivo di offrire una risposta capillare alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie e creare positive ricadute economiche e sociali per il territorio. A coordinare tutto questo è l'Associazione, che svolge un ruolo di facilitatore e cabina di regia, garantendo al progetto struttura, coordinamento e visibilità.


Dopo il suo avvio, come è proseguito il progetto?

All'avvio del Progetto le aziende "retiste" erano 7 e contavano circa 2.000 dipendenti. Oggi le aziende coinvolte sono raddoppiate: 14 aziende per un totale di circa 4.000 lavoratori. Continuano inoltre a pervenire manifestazioni di interesse all'adesione, sia da parte di grandi aziende che di medio-piccole imprese, che ci confermano la crescente importanza che questa tematica continua ad acquisire. Oltre all'aumento delle aziende retiste è cresciuto anche il numero dei fornitori locali coinvolti, anche questi appartenenti a diversi settori e diverse zone del territorio trentino (cooperative sociali, supermercati, centri sportivi…) per rendere sempre più vasta e capillare l'offerta di servizi e prestazioni.


Quali sono oggi i servizi offerti dalla rete #WelfareTrentino ai lavoratori delle imprese che hanno aderito?

La rete offre ai dipendenti delle aziende aderenti, e alle loro famiglie, beni e servizi in diverse aree: educazione e istruzione, assistenza, salute, previdenza, mobilità, shopping, cultura e intrattenimento, sport, wellness e svago. Grazie ad una piattaforma informatica basata sul sistema dei flexible benefit, le aziende mettono a disposizione un budget che i dipendenti possono spendere tra diversi beni e servizi di welfare - alcuni a catalogo, altri a rimborso - in base alle esigenze individuali e familiari.


#WelfareTrentino sta provando ad avvicinare anche le aziende più piccole al tema del welfare? In che modo?

Certamente, e questo è uno dei punti di forza del nostro progetto. Grazie alla rete d'imprese si creano economie di scala che aumentano il potere contrattuale degli aderenti rendendo accessibili anche alle piccole e medie imprese, a condizioni più vantaggiose, quei servizi che altrimenti sarebbero loro preclusi. Grazie alla rete anche le aziende di piccole dimensioni possono offrire ai propri dipendenti un piano di welfare completo e articolato potendo contare inoltre sullo scambio di esperienze con aziende più grandi e strutturate e sulla costante consulenza dell'Associazione.


Quale ritiene che sia il vero punto di forza del progetto #WelfareTrentino?

Il vero punto di forza del nostro progetto è, come dicevo, l'aggregazione sotto il contratto di rete di aziende di diverse dimensioni e settori di appartenenza, il legame con il territorio e le positive ricadute socio-economiche, oltre al ruolo di coordinamento dell'Associazione.


In conclusione, quali sono i fronti su cui state lavorando pensando al futuro e al rafforzamento del progetto?

Pensiamo di aver posto per il nostro progetto le giuste basi per farlo crescere coltivando il meccanismo win-win: puntiamo ad accrescere il numero delle aziende aderenti e dei partener locali, oltre a dare maggior visibilità possibile alla rete e alle aziende virtuose che la compongono. Questo per diffondere la cultura del welfare tra le nostre Associate e sul nostro territorio e offrire una soluzione efficace ed efficiente alle imprese che vogliano investire sulle risorse umane. Siamo infatti convinti che questa scelta generi valore su più livelli, e la conferma ci viene dalle aziende che hanno già implementato i loro piani e raccolgono i primi risultati in termini di miglioramento del clima aziendale, di riduzione del turn-over, di aumento della soddisfazione e della produttività; dai dipendenti, che vedono aumentato il potere d'acquisto delle loro famiglie, e dal territorio, dove viene allocato gran parte del budget welfare.


Riferimenti

Il sito di Rete #WelfareTrentino

 


GIUNCA, la rete che ha fatto rete

WaLab: laboratori di Welfare verso una nuova impresa

Piccole e medie imprese per il welfare aziendale: la Rete Welstep

Una joint venture per il welfare aziendale: Rete #Welfare Alto Adige/Südtirol

Reti di imprese in rete per un welfare sussidiario, integrato e territoriale: l'esperienza di WelfareNet

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