TERZO SETTORE /
La proposta di CGM per un nuovo modello che integri welfare pubblico, territoriale e aziendale
Un volume che sintetizza i passi fatti, realizzato con il contributo dei nostri ricercatori, e la nuova prassi UNI sono i primi segni tangibili dell'impegno assunto dal Gruppo Cooperativo
19 giugno 2019

Il Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli ha presentato oggi, nel corso di un evento tenutosi a Milano presso la Casa dei Diritti, il volume “Pubblico, territoriale, aziendale. Il welfare del gruppo cooperativo CGM”, edito da Edizioni ESTE. Il libro - che raccoglie esperienze e sperimentazioni in ambito di welfare messe in piedi negli ultimi mesi da CGM - si è posto l'obiettivo di analizzare le modalità attraverso cui il gruppo cooperativo ha scelto di investire nel campo del welfare aziendale e dell'innovazione tecnologica, allo scopo di ri-posizionarsi all'interno del mercato del welfare. I nostri ricercatori Elena Barazzetta e Valentino Santoni - insieme alla nostra direttrice Franca Maino - hanno curato tre capitoli del libro, alla cui stesura hanno partecipato anche i ricercatori di AICCON sotto la guida del direttore Paolo Venturi. 


Il modello di welfare promosso da CGM

Come abbiamo avuto modo di raccontravi, CGM nel 2018 è diventato provider e intermediario di servizi di welfare aziendale dando vita ad una piattaforma digitale e sfruttando al meglio la sua diffusione capillare a livello nazionale nazionale. L'ampia rete di imprese sociali dislocate sul territorio ha infatti consetito di strutturare un'offerta che si contraddistingue per esperienza e qualità dei servizi alla persona. CGM ha inoltre investito nella formazione di una nuova figura professionale, il Welfare Manager: un operatore sociale che conosce il territorio e i suoi servizi e ha le competenze per coprogettare piani di welfare con le aziende. Al momento i Welfare Manager sono 28 in tutta italia.

L’attenzione di CGM è rivolta dunque a coprogettare insieme all’azienda e a personalizzare il piano di welfare perché risponda al massimo alle necessità dell'impresa e alle esigenze dei suoi lavoratori. Al cuore del progetto di CGM ci sono le cooperative e le imprese sociali che sono in grado di fare da "connettore" con il territorio: operano infatti sui bisogni delle persone attraverso il lavoro con la pubblica amministrazione e attraverso la formulazione di risposte a nuovi bisogni (di cittadini o dipendenti di azienda).

Una sperimentazione particolarmente emblematica di questo modello è quella che prende il via nell’ambito distrettuale del comune di Tradate (di cui vi abbiamo raccontato qui). Grazie alla partnership tra CGM e il Comune, sarà realizzata una piattaforma di servizi accessibile agli utenti dei servizi sociali, ai cittadini dell’ambito distrettuale e ai dipendenti delle aziende del territorio. Si tratta dunque dell'ideazione di un portale finalizzato ad integrare il welfare pubblico, territoriale e aziendale. Il fine ultimo della sperimentazione avviata a Tradate è quello di facilitare, attraverso punti di ascolto per gli utenti - denominati "Social Point" - l’accesso ai servizi, così da contrastare e anticipare l’insorgere di situazioni emergenziali.


La prassi UNI sui fornitori di servizi di welfare aziendale

Con la consapevolezza che le singole buone pratiche non siano sufficienti per assicurare la replicabilità di un modello che funzioni per ogni specifica realità, CGM ha deciso di agire anche sul piano normativo. Mentre per i servizi alla persona erogati attraverso il sistema pubblico sono necessari un'ampia gamma di requisiti per l'accreditamento, per quelli erogati attraverso il welfare aziendale non è prevista nessuna verifica. È proprio per questo che CGM ha promosso la realizzazione della prassi di riferimento realizzata insieme a UNI - Ente italiano di Normazione UNI/PdR 58:2019Linee guida per i requisiti per la qualità dei fornitori di servizi alla persone/famiglia nel welfare aziendale”. La prassi, presentata oggi per la prima volta, si pone l’obiettivo di migliorare e garantire la qualità dei servizi offerti dal datore di lavoro e dai provider attraverso delle linee guida che danno loro la possibilità di qualificare meglio i propri fornitori.

La prassi propone una definizione dell’ambito di attività del welfare aziendale, una classificazione di scenario e delle tipologie di servizi forniti, presenta l’evoluzione del quadro normativo di riferimento, e indica i requisiti che devono avere i fornitori dal punto di vista amministrativo, economico-finanziario e tecnico-professionale. In accordo con la prassi, la verifica di tali requisiti deve essere presentata da parte del fornitore dei servizi di welfare alla persona sotto forma di fascicolo comprovante la loro conformità.

“Il volume che presentiamo oggi è la dimostrazione che il vero valore di CGM sta nel fare e mettere in rete. Senza il contributo di ciascuna delle numerose realtà che si sono impegnate in prima persona in questi anni non avremmo oggi la possibilità concreta di immaginare, per il futuro, un welfare aziendale che sia davvero al servizio del lavoratore e che influisca sul benessere del singolo e della sua comunità”, ha dichiarato Martina Tombari, responsabile della divisione sviluppo del Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli e curatrice del volume.


Riferimenti

www.cgmwelfare.it

 


Un welfare per tutti: a Tradate ente pubblico, cooperative e imprese si mettono insieme

Dal welfare aziendale al welfare territoriale: quale ruolo giocano le reti? Se ne parla nel nuovo libro scritto dai nostri ricercatori

Servizi e piattaforme di welfare aziendale: UNI è al lavoro per una nuova prassi sul tema della qualità

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