POVERTÀ ALIMENTARE /
Le idee di Expo verso la Carta di Milano
Vi raccontiamo i lavori dei quarantadue tavoli tematici che hanno definito l'ossatura della "prima grande eredità di Expo Milano 2015"
09 febbraio 2015

Si è svolto sabato 7 febbraio a Milano il grande evento dedicato alle “Idee di Expo”, che ha visto oltre 500 esperti confrontarsi intorno a 42 tavoli tematici per la stesura della “Carta di Milano”, protocollo sulla sicurezza alimentare che sarà “la prima grande eredità di Expo Milano 2015”, come ha spiegato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. Il documento, infatti, sarà consegnato al Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon come contributo alla discussione internazionale sugli Obiettivi del Millennio. Tanti i temi trattati e grande l’impatto che potranno avere sul nostro paese e su tutto il mondo.


La Carta di Milano

Non solo un’opportunità di sviluppo economico. Expo vuole essere un’opportunità di sviluppo umano e sociale. L’esposizione sarà infatti caratterizzata da un confronto costante sui nodi cruciali della sfida alimentare globale che ci accompagnerà per i prossimi anni, confronto che culminerà nella Carta di Milano, una sorta di Protocollo di Kyoto dedicato al cibo.

Tre in particolare gli obiettivi del documento: esprimere la proposta dell’Italia sui temi dell’Esposizione Universale; guidare il dibattito che si svolgerà nei prossimi mesi, e per tutte le iniziative che diventeranno eventi nel semestre dell’Expo; formulare la dichiarazione conclusiva dell’Esposizione Universale da consegnare al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon quale atto di indirizzo internazionale in sede di discussione, a novembre 2015, sui Millennium Goals - che proprio quest’anno saranno sostituiti dai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Per la prima volta, quindi, un’Esposizione universale propone una carta di responsabilità e impegni concreti e misurabili, entrambi rivolti a cittadini, governi, istituzioni, associazioni e imprese. Il documento sarà sottoposto infatti anche alla firma dei visitatori dei padiglioni per responsabilizzare ciascuno su questioni come lo spreco alimentare, il diritto al cibo, la sicurezza dei prodotti, l’agricoltura sostenibile.

La prima versione della Carta di Milano sarà presentata il 28 aprile.


Dal Protocollo alla Carta di Milano

La Carta di Milano nasce dal Protocollo di Milano, documento elaborato della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) con il parere di 500 esperti internazionali che nei mesi scorsi ha raccolto le adesioni di quasi 100 istituzioni e organizzazioni pubbliche e private. Il protocollo mira a promuovere soluzioni politiche e misure concrete per risolvere tre paradossi: coesistenza di povertà alimentare e spreco alimentare (1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile sono sprecati ogni anno, ovvero un terzo della produzione globale di alimenti e quattro volte la quantità necessaria a nutrire gli 868 milioni di persone malnutrite nel mondo.); agricoltura sostenibile (nonostante l’enorme diffusione della fame e della malnutrizione, una grande percentuale dei raccolti è utilizzata per la produzione di mangimi e di biocarburanti); coesistenza di fame e obesità (868 milioni di persone sono affamate, mentre 1 miliardo e mezzo sono obese o sovrappeso).

Perché il documento parte proprio dall’Italia? In parte perché è qui che avrà luogo l’esposizione universale; in parte per l’impatto che potenzialmente le aziende italiane possono generale sui modelli di consumo mondiali, esportando i nostri valori legati al cibo: sono infatti un miliardo e 200 milioni le persone che, a livello mondiale, vengono a contatto con food & beverage italiano, secondo quanto riportato da Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare


Verso un patto urbano sulle politiche alimentari

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha presentato un’altra delle possibili eredità dell’Esposizione Universale: l'Urban Food Policy Pact, un patto urbano sulle politiche alimentari stretto tra le metropoli di tutto il mondo volto a garantire un’alimentazione più sana, equa e sostenibile per i propri cittadini e che verrà firmato a ottobre. Negli ultimi anni, infatti, diverse grandi città hanno preso consapevolezza del ruolo che possono svolgere in questo campo - visto che la maggior parte della popolazione mondiale vive nelle città, che producono da sole circa il 60% del Pil mondiale – sviluppando protocolli sulla sostenibilità che vanno dai cambiamenti climatici alla gestione dei rifiuti. L'Urban Food Policy Pact sarà dunque il primo protocollo legato all'alimentazione delle metropoli: un patto strategico perché il cibo consente di toccare moltissime questioni politiche e amministrative che producono effetti concreti sulla vita nelle città, sulla sostenibilità dei servizi, sui diritti di cittadinanza.

Anche Milano, come tassello della costruzione della sua Smart City, in collaborazione con la Fondazione Cariplo, sta definendo la propria Food Policy di cui il Sindaco e il Presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, hanno illustrato i principali contenuti. Tre gli obiettivi di “Food Policy Milano”: lavorare sull’eredità immateriale e sul tema di Expo Milano con un’iniziativa di rilievo internazionale che fornisca ai Sindaci di tutto il mondo strumenti e modelli per costruire politiche sostenibili; contribuire alla creazione della food policy cittadina con il confronto di buone pratiche e con la definizione di un quadro di azioni discusso con i massimi esperti del mondo; rafforzare il posizionamento internazionale di Milano nello scenario globale.

“Expo 2015 per noi sarà un momento di sintesi, di un grande lavoro di idee e azioni concrete svolto in questi anni sui temi della ricerca in campo agroalimentare – ha dichiarato il Presidente Guzzetti. Durante Expo avremo modo di condividere il risultati di questa attività con 700 organizzazioni filantropiche in occasione dell’assemblea annuale delle Fondazioni europee e del mondo che aderiscono all’European Foundation Center; ospiteremo la riunione della Global Alliance for the Future of Food. Avremo un quartier generale a Cascina Triulza, cuore pulsante del non profit dentro Expo, ma vivremo altre occasioni in luoghi dentro la città. Sulla base di ciò, siamo pronti a dare il nostro contributo alla Food Policy Milano e alla Carta di Milano, augurandoci che altre Fondazioni si impegnino numerose per questi obiettivi”.


Risolvere le cause strutturali della povertà e assicurare il diritto al cibo

In un video-messaggio indirizzato ai partecipanti al convegno, Papa Francesco ha sottolineato la necessità di avere uno sguardo e un cuore orientati con decisione a risolvere le cause strutturali della povertà, ricordandosi che la radice di tutti i mali è la iniquità. Di qui l’appello: “No, a un'economia dell'esclusione e della iniquità”. Nel suo videomessaggio il Papa ha ricordato che la prima preoccupazione deve essere la persona, ed in particolare quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza. Francesco nel corso del suo intervento ha ricordato San Giovanni Paolo II che condannò il "paradosso dell'abbondanza": "c'è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l'uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi". Sempre sul diritto al cibo è intervenuto il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina: “Penso che nel 2015, l'anno di Expo, l'Italia potrebbe inserire il diritto al cibo nella costituzione”. Lo ha detto, rilevando come “in Europa non ci siano Stati con una costituzione che assume il diritto al cibo come diritto fondamentale. Sarebbe invece importante farlo”.


Un’occasione di lavoro per tutti: 100 detenuti lavoreranno per l'evento

Un centinaio di detenuti delle carceri milanesi verranno coinvolte in Expo, svolgendo attività di facchinaggio o di accoglienza dei visitatori. È questo uno dei progetti presentati dal ministro della Giustizia Andrea Orlando durante l'incontro. In particolare, lavoreranno sull'area di Expo 2015, nei sei mesi dell'evento, 35 detenuti del carcere di Opera, 35 del carcere di Bollate, 10 del penitenziario di Monza e altre 20 persone attualmente affidate agli Uffici di esecuzione penale esterna. Nel progetto "Le carceri milanesi per l'Expo" rientra anche una “libera scuola di cucina” nel carcere di San Vittore.

Si tratta di progetti specifici nati nell'ambito di una più generale visione che, dopo aver superato la fase più drammatica dell'emergenza sovraffollamento carcerario, vede l'Italia impegnata a sviluppare una nuova prospettiva della detenzione, anche e soprattutto valorizzando la funzione del lavoro (sul tema leggi i nostri approfondimenti Il lavoro? Servirebbe anche in carcere e Il mondo del carcere raccontato dai volontari).


Un’opportunità per tutti

Ha concluso i lavori il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che vede in Expo “non solo la grande questione del cibo e della possibilità di ‘nutrire il Pianeta’, ma anche la possibilità che il nostro Paese torni a essere un portatore sano di speranze e di entusiasmo… Un anno fa la parola da associare ad Expo era scandalo. Sono grato a chi è riuscito a trasformare questo evento in una opportunità”. Una linea condivisa con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel suo messaggio, ha affermato "Il confronto e lo scambio di conoscenze ed esperienze nazionali ed internazionali che si rinnova in questa sede, punto di partenza per la futura sottoscrizione della Carta di Milano, rappresentano una preziosa opportunità per promuovere lo sviluppo di un’autentica cultura del rispetto e della tutela del Pianeta, fondata su una corretta educazione ambientale e alimentare".


Riferimenti

I video della giornata

Il sito di EXPO 2015

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