WORKING PAPER /
Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere di Padova
18 maggio 2015

Percorsi di secondo welfare e Centro Einaudi, in collaborazione con il CESEN dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e grazie al sostegno del Fetzer Institute, presenta il working paper 3/2015 della collana 2WEL "Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere Due Palazzi di Padova". Il paper è stato ufficialmente presentato il 20 maggio 2015 nel penitenziario di Regina Coeli, a Roma, nel corso dell'evento "Carcere e lavoro: un dialogo internazionale su un approccio innovativo di riabilitazione".


Gli autori

Andrea Perrone, Professore ordinario di Diritto commerciale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Direttore del CESEN (Centro Studi sugli Enti Ecclesiastici e sugli altri Enti senza fini di lucro).
Tommaso Bardelli, Ph.D. student in Political Science – Università di Yale.
Pauline Bernard, Ph.D. e M.A. in History – EHESS di Parigi.
Rachele Greco, Dottore in Scienze dell’educazione – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.


Abstract

Il paper ha come oggetto le attività svolte dalla cooperativa sociale Giotto nella casa di reclusione di Padova. A partire dagli anni Novanta la Cooperativa ha offerto opportunità di inserimento lavorativo a centinaia di detenuti del carcere Due Palazzi. La prima parte del paper analizza la storia della Cooperativa e le attività attualmente svolte all’interno delle strutture penitenziarie: tra le altre, una pluripremiata pasticceria e la produzione di sofisticati modelli di biciclette. La seconda sezione è dedicata alle best practices sviluppate dalla Cooperativa nel campo della riabilitazione dei detenuti. Questa parte studia le principali caratteristiche strutturali e gli archetipi del modello rieducativo della Cooperativa. Infine, nella terza sezione – basata su interviste semi-strutturate ad alcuni detenuti attualmente in organico alla Cooperativa – vengono identificati alcuni effetti del metodo applicato da Giotto. Le persone intervistate attribuiscono al loro coinvolgimento con Giotto molti benefici: dal miglioramento della propria condizione fisica e mentale a una radicale trasformazione personale. La ricerca si conclude aprendo a un’ulteriore raccolta di dati, sia qualitativi che quantitativi, allo scopo di misurare attentamente gli effetti derivanti dall’approccio innovativo della Cooperativa Giotto all’interno del carcere Due Palazzi.
 

 
       

 

 

 
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