TERZO SETTORE /
Terzo Settore e valutazione dell'impatto sociale: a che punto siamo?
A Milano il convegno di Social Value Italia che ha riunito stakeholder, policy maker e operatori interessati a confrontarsi sull'argomento
26 giugno 2018

Il 26 giugno a Milano si è svolto l'evento "Il Terzo Settore alla prova dell’Impatto" organizzato da Social Value Italia, con il sostegno di UBI Banca, per favorire il confronto tra stakeholder, policy maker e operatori che si occupano dei temi legati al Social Impact. L’intento era di discutere insieme l’introduzione della valutazione di impatto sociale per le attività svolte dalle organizzazioni del Terzo Settore, come previsto dalla nuova normativa approvata nella scorsa Legislatura, cogliendo diversi punti di vista sul tema.

Il prof. Stefano Zamagni, docente presso l'Università di Bologna che ha presieduto i lavori del Tavolo sulla valutazione dell’impatto sociale presso il Ministero del Welfare, ha illustrato trends e scenari di questa attività. Secondo Zamagni essa non deve rappresentare un ulteriore aggravio per le organizzazioni del Terzo Settore, bensì un’opportunità da cogliere per crescere e migliorare l’efficacia del proprio operato. “Valutare non è dare un giudizio" ha sottolineato Zamagni "al contrario da un punto di vista etimologico vuol dire ‘attribuire valore’: una definizione perfetta per chi ha come missione quella di produrre generare valore sociale, come le organizzazioni del Terzo Settore.”

Anche Alessandro Lombardi, Direttore Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervistato durante la giornata da Federico Mento, Segretario generale di Social Value Italia, ha parlato della valutazione di impatto partendo dal punto di vista dei policy maker. Lombardi ha sottolineato soprattutto l’importanza di definire soluzioni condivise tra i diversi attori in gioco, pubblici e privati, al fine di rendere sostenibili i processi di valutazione.

L’evento si è concluso con la tavola rotonda moderata da Stefano Arduini, Direttore responsabile di Vita Non Profit, alla quale hanno preso parte Piermario Barzaghi, Partner KPMG Advisory, Alessandro Bertani, Vicepresidente Emergency, Mario Calderini, Tiresia Polimi, Stefano Granata, Presidente Gruppo Cooperativo CGM e Eleonora Vanni, Presidente Legacoopsociali, che hanno offerto chiavi di lettura differenti e posto l’attenzione su molteplici questioni inerenti la valutazione, condividendo la necessità di confronto e dialogo al fine di allineare i processi valutativi.

Davide Dal Maso, Presidente di Social Value Italia - associazione impegnata nel promuovere la cultura e la pratica della misurazione del valore sociale - ha ricordato che “la valutazione per il Terzo Settore rappresenta dunque l’opportunità di adottare un nuovo approccio, focalizzato sull’impatto sociale. Per questo è necessario un dialogo multicanale costante che consenta di giungere ad un modello “diffuso” di valutazione in grado di generare consenso sull’applicazione di alcuni principi e non nella definizione di standard che andrebbero ad imprigionare il processo valutativo, rendendolo poco fecondo”.

 


Valutare l'impatto dei progetti sociali

La questione della misurazione dell'impatto sociale. Proposta di un percorso intenzionale

Bandi o valutazione d'impatto, non è solo una sfida per il Terzo Settore