TERZO SETTORE /
Perché il Terzo settore alza la voce con l'Agenzia delle Entrate
Le organizzazioni non profit chiedono spiegazioni per ritardo nella pubblicazione delle quote di riparto
14 maggio 2015

Sono trascorsi 600 giorni da quando i contribuenti italiani hanno deciso a quali enti non profit devolvere il proprio 5x1000 per l’anno 2013. Eppure ad oggi l’Agenzia delle Entrate non ha ancora reso nota la ripartizione delle somme tra le organizzazioni. Nel 2014 le liste sono uscite ad inizio aprile mentre quest’anno, nonostante si sia già a metà maggio, non se ne ha ancora notizia.

La pubblicazione delle liste relative alle quote di riparto sono tutt’altro che una formalità. Attraverso di esse le associazioni possono pianificare le proprie azioni, attivare anticipazioni bancarie e continuare ad erogare i servizi senza arrecare disagio ai beneficiari. Insomma, sono fondamentali per programmare il futuro. Ritardare la pubblicazione vuol dire penalizzare le organizzazioni e, a cascata, tutti coloro che traggono vantaggio dalle attività sociali sviluppate da queste ultime. 

Problemi gestionali? Ritardi burocratici? Difficile crederci visto che per la comunicazione (e liquidazione) delle somme devolute ai partiti politici attraverso il 2x1000 sono passati appena 60 giorni. Per questa ragione le organizzazioni del Terzo settore nella mattinata del 14 maggio hanno dato vita a una protesta che passa attraverso i social network e che sta raccogliendo crescenti adesioni. Con l’hashtag #fuorileliste è così esploso il tweet bombing diretto all’Agenzia delle Entrate per avere risposte. Per ora non si registrano reazioni, ma si sa che l'agenzia non brilla per la celerità.

 

 

 
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