TERZO SETTORE / Impresa sociale
Se la conciliazione è cooperativa
Il progetto Famiglia Impresa Lavoro di Confcooperative e la Bottega dei Servizi, la rete di coop per i servizi alla persona
22 novembre 2013

Il mondo cooperativo guarda alla conciliazione, e lo fa con occhi nuovi. Se l’offerta di servizi alle persone fa tradizionalmente parte dell’attività delle cooperative italiane, lo sforzo progettuale di creare una “rete” per supportare cittadini, lavoratori e intere famiglie denota la volontà di fornire un contributo importante al nuovo disegno del welfare. Senza dimenticare che il welfare, per le cooperative che operano nel settore del sociale, significa anche nuove opportunità per l’offerta di servizi. La conciliazione famiglia-lavoro non è più solo l’obiettivo delle singole affiliate ma diventa una “linea strategica” dell’organizzazione a livello nazionale, come ha spiegato Claudia Gatta, presidente della cooperativa RicercAzione e della neonata Bottega dei Servizi.

Il progetto Famiglia Impresa Lavoro

Famiglia Impresa Lavoro (Fil) è il progetto per la conciliazione famiglia-lavoro realizzato nel 2009 dalle ricercatrici della cooperativa RicercAzione per la Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative - nata nel 2005 con l’obiettivo di fornire strumenti di crescita per le donne e di aumentare la presenza femminile nelle imprese e nella rappresentanza politico sindacale - e finanziato da Fondo Sviluppo, la società che gestisce il fondo nazionale che raccoglie i contributi delle cooperative italiane aderenti a Confcooperative. Il fondo ha infatti riconosciuto il contributo del progetto per la realizzazione dei propri obiettivi, tra cui la promozione delle pari opportunità nel mercato del lavoro. Fil è un ambizioso tentativo di predisposizione di servizi di welfare sul territorio nazionale che testimonia l’impegno del mondo cooperativo nella ricerca di nuove soluzioni non solo nell’ambito più “tradizionale” della fornitura di servizi alla persona, ma anche in quello più lungimirante di “infrastrutturazione” di una rete sul territorio e di agevolazione dell’incontro tra domanda e offerta.

Le attività del triennio sono articolate nelle seguenti azioni: ricerca e sensibilizzazione, analisi e sperimentazione, organizzazione e comunicazione. La ricerca empirica, realizzata nel biennio 2009-2011 attraverso il coinvolgimento di 14 regioni italiane (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto), ha prodotto quattro quaderni, presentati nel 2013 con l’inizio della fase di comunicazione dei risultati raggiunti. I quaderni costituiscono un “percorso” rivolto alle cooperative per approfondire e conoscere opportunità e buone pratiche e avere a disposizione strumenti concreti per agire in prima persona.

Il primo quaderno “Le politiche delle imprese cooperative: costi e risorse per la conciliazione” fornisce una descrizione dettagliata e operativa degli strumenti di conciliazione più diffusi – dai congedi di maternità alla banca delle ore e fino al finanziamento di servizi – completa di modalità e costi di implementazione. Il secondo “La ricerca e l’analisi: dai territori al paniere nazionale della conciliazione” ricostruisce il contesto territoriale delle regioni coinvolte e dedica un’ampia sezione alla descrizione delle politiche di conciliazione a livello nazionale, sottolineando bisogni, opportunità e limiti riscontrati dalle cooperative intervistate nelle diverse aree attraverso la costruzione di un “paniere della conciliazione nazionale”. Il terzo quaderno “Linee guida e modelli per la conciliazione” è una vera e propria guida all’implementazione di misure di conciliazione: il “termometro della conciliazione” aiuta l’impresa a individuare le aree più critiche, per poi analizzare le opportunità del paniere nazionale e territoriale, scegliere uno dei “modelli di rete” proposti, e produrre una valutazione economica di costi e benefici. Il quarto e ultimo quaderno “Il Glossario: le parole della conciliazione tra lavoro e famiglia” raccoglie e spiega brevemente i termini e i concetti più utili negli ambiti delle politiche di conciliazione e dell’imprenditoria cooperativa, come la composizione delle federazioni di Confcooperative, l’organizzazione del Fondo Sociale Europeo, la mutualità, il part-time, il concetto di pari opportunità e molti altri.

La Bottega dei servizi

In seno a Fil è stata inaugurata anche la Bottega dei Servizi, una rete di cooperative operanti nei settori dei servizi alla persona e dell’assistenza domestica, nata nel 2013 dall'unione delle cooperative Ceff, Colas, Corif, Cotras, Gemos, In Cammino, Mag System, Rafar Multiservice, RicercAzione e Sol.Co. Con due sedi, una a Ravenna e una a Faenza, la Bottega offre servizi personalizzati e consulenza specializzata attraverso una rete di operatori che copre tutto il territorio provinciale.

Proprio nell’ottica di proporre “pacchetti” personalizzabili e adatti a esigenze diverse, i servizi offerti non includono soltanto la cura della persona – come assistenza famigliare per anziani e disabili, assistenza domiciliare, servizi per l’infanzia, servizi infermieristici, pasti a domicilio, orientamento psicologico e mediazione famigliare – ma anche una varietà di servizi per la quotidianità – da disbrigo pratiche, pulizie domestiche, ristrutturazione e manutenzione degli spazi domestici fino a traslochi e disinfestazioni – per una “presa in carico” a tutto tondo della famiglia. La Bottega ha una duplice potenzialità. Per le cooperative associate rappresenta un’occasione di “fare rete”, condividere esperienze e servizi e “incontrare” la domanda sul territorio. I clienti dispongono invece di un servizio di consulenza e orientamento alla scelta dei servizi svolto dalle operatrici delle due sedi, e hanno la possibilità di scegliere all’interno di un’offerta selezionata, monitorata e operante in assoluta sicurezza e legalità.


Riferimenti

Il progetto Fil sul sito della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative

Il sito della Bottega dei Servizi

Il seminario di Bologna del 30 ottobre 2013

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