TERZO SETTORE / Impresa sociale
Profit o non profit: è questo il problema? L'esperienza di Make a Change
27 giugno 2012

In questa particolare congiuntura economica l’Italia soffre più di altri Paesi. Rimettersi in carreggiata è difficile, questo esteso periodo di rigore è molto sentito dalle famiglie italiane e rischia di andare a colpire notevolmente le risorse destinate al welfare pubblico, già in affanno, ma più in generale tutti quei progetti del Terzo settore che dipendono da iniziative di solidarietà e volontariato. Per queste e molte altre ragioni è sempre più attuale fare cultura e promuovere forme alternative di welfare privato sostenibili, sia da un punto di vista economico che da quello dell’impatto sociale sul territorio, che siano in grado di affiancare lo Stato nell’erogazione di quei servizi destinati alla più grande risorsa italiana: le persone.

Chi siamo
 
Make a Change è al tempo stesso un movimento e un’organizzazione professionale (associazione non profit non riconosciuta) fondata nel settembre 2009 da tre società (MBS ConsultingKey2People e Oltre venture) e da 12 persone fisiche, professionisti con competenze complementari che appartengono tanto all’ambito del profit quanto a quello del Terzo settore. 
 
Gli obiettivi
 
Noi di Make a Change crediamo che il Business Sociale rappresenti una di queste risposte, nonostante la condizione dell'imprenditoria sociale in Italia sia fortemente in ritardo rispetto alla tradizione anglosassone: sono pochissimi infatti i casi di successo di imprese sociali sostenibili. Da un lato il nostro Terzo settore rimane ancora fortemente legato a logiche tradizionali di beneficienza, volontariato e filantropia; tale situazione è anche rafforzata da gran parte delle istituzioni e fondazioni che alimentano il sistema di dipendenza continuando a distribuire grant (a volte un po’ a pioggia) e non promuovendo la categoria degli investimenti sociali. Dall’altro la business community e la società civile conoscono ancora in misura insufficiente la valenza di cambiamento insita nel social business e nella figura dell’imprenditore sociale: un imprenditore vero e proprio che consapevolmente intende investire le sue risorse ed il suo tempo in modo professionale, per operare un miglioramento sociale e ambientale attraverso modelli di business competitivi sul mercato.
 
Oggi, più che continuare a erogare denaro per aiutare singoli progetti di solidarietà (a cui spesso mancano modelli di sostenibilità economica e capacità manageriali), è necessario un intervento di sistema che agisca su molteplici fronti e favorisca la partecipazione di nuovi imprenditori sociali nel nostro welfare privato; un approccio multi-stakeholder, che abbia la capacità di coinvolgere in modo credibile la business community italiana, la società civile e il Terzo settore più “illuminato”. In altre parole, pur essendoci un bisogno crescente di welfare privato, è necessario creare le condizioni perché prenda forma un’offerta di imprenditoria sociale professionale in grado di soddisfare questa esigenza. In questo senso, riteniamo necessario:
  •  far conoscere il “business sociale” (un concetto ancora poco conosciuto nel nostro paese)  alla società civile e presentarlo nella sua accezione valoriale più ampia rispetto alla connotazione giuridica italiana (es. CIC company, Low Profit Companies, B-Corporations...);
  •  promuovere interventi di cambiamento a livello istituzionale/normativo che creino le condizioni per lo sviluppo di social venture;
  • sensibilizzare le giovani generazioni su questa terza via come strumento per migliorare il paese e come alternativa alla dicotomia tra “profit” e “non profit tradizionale”;
  • coinvolgere in modo innovativo le aziende e la business community più sensibile a temi di responsabilità;
  • investire in know-how, professionalità e progetti di filiera, per garantire un salto di qualità al Terzo settore.
 
Le attività
 
Make a Change promuove un cambiamento culturale che metta sia il capitale e che il profitto al servizio del benessere sociale: è l’idea di un nuovo business sociale che, in accordo con le idee capitaliste e di mercato, generi vantaggi per tutti. Diverse sono le iniziative concrete e di marketing intraprese affinché questa nuova mentalità si affermi visibilmente e diffusamente.
In primo luogo Make a Change favorisce la nascita di nuove imprese con finalità sociale attraverso due modalità privilegiate:
 
  • la promozione di iniziative in partnership con aziende profit, selezionate per contribuire allo sviluppo congiunto di nuove imprese sociali o progetti a carattere sociale 
  • supporto finanziario, manageriale ed operativo alle imprese vincitrici del concorso “Il più bel lavoro del mondo”. Tale iniziativa, promossa a livello nazionale, si rivolge a tutti coloro i quali vogliano diventare imprenditori sociali (informazioni e regolamento). Questo concorso d’impresa sociale ha lo scopo di individuare, selezionare e premiare ogni anno il miglior progetto d’impresa a finalità sociale tra quelli presentati, garantendo allo stesso supporto in tutta la fase di start-up. Le scorse edizioni del premio sono state vinte da La Locanda dei Buoni e Cattivi (2010) e Eye Assist (2011). Sono attualmente aperte le iscrizioni alla terza edizione del concorso annuale, che quest’anno è stato promosso in partnership con il Gruppo O.T.B. di Renzo Rosso. Il concorso premierà il vincitore con 30.000€ di finanziamento a fondo perduto vincolato all’avvio della fase di start up dell’iniziativa, più tutta l’attività di consulenza e supporto fornita da professionisti.
 
In secondo luogo viene svolto un lavoro di monitoraggio delle imprese a finalità sociale presenti in Italia attraverso l’Osservatorio sul business sociale, in partnership con Iris Network e Vita (prima impresa sociale quotata in borsa e punto di riferimento editoriale per la società civile) attraverso cui viene favorito lo scambio delle esperienze e monitorati i risultati in termini di cambiamento sociale. L’osservatorio dunque svolge un’attività di scouting e codifica le buone pratiche nel nostro Paese. Tramite i risultati dell’Osservatorio sono selezionati i finalisti per il premio “Gli Imprenditori Sociali dell'Anno” (vedi il video dell’edizione 2011).
 
Infine, in partnership con Avanzi, Make a Change ha fondato Make a Cube, il primo incubatore per imprese ad alto impatto sociale/ambientale in Italia. L’obiettivo di tale realtà è quello di affiancare gli imprenditori-innovatori italiani mettendo a loro disposizione servizi di formazione e consulenza ed un approccio di “network incubation”, in grado di moltiplicarne le potenzialità di relazione delle imprese che ne usufruiscono. Make a Cube rappresenta il primo caso di Low Profit company nel nostro paese, ossia di una società a responsabilità limitata che per statuto pone un cap alla remunerazione del capitale e al gap tra le retribuzioni delle posizioni più junior con quelle del top management.
 
 
Riferimenti
 
Il sito di Make a Change
 
Pagina Facebook di Make a Change
 
 
 
 
Il sito di Make a Cube
 
 
 
 
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