RAPPORTI / Secondo Rapporto 2W
Buone pratiche di progettazione partecipata: il sistema delle cure a domicilio a Novara
Dodicesimo capitolo del Secondo Rapporto sul secondo welfare
23 novembre 2015

Grazie alla crescente consapevolezza delle conseguenze derivanti dall’invecchiamento della popolazione e dall’allungamento della speranza di vita, negli ultimi anni l’assistenza continuativa per la non autosufficienza ha assunto una visibilità inedita per il nostro Paese. All’interno di questa cornice, la città di Novara ha preso parte ad un Bando Interreg che tra il 2013 e il 2015 ha permesso di realizzare il progetto «Casa Comune», orientato ad individuare i bisogni della popolazione anziana, mappare i servizi attualmente disponibili a favore della domiciliarità e avviare un percorso di progettazione partecipata che ha portato a sperimentare un nuovo modello di intervento che ha nell’attivazione di una rete multi-stakeholder uno degli elementi più interessanti. L’idea principale è quella di creare le condizioni grazie alle quali gli anziani possano rimanere nel proprio domicilio anche in presenza di deficit funzionali. L’analisi del caso novarese dimostra come la promozione di partnership complesse possa essere decisiva per il rafforzamento delle reti multi-attore a livello territoriale, determinando la realizzazione di governance condivise capaci di generare una maggiore integrazione tra i diversi interessi attraverso accordi e collaborazioni tra numerosi attori del territorio. I risultati raggiunti hanno tratto beneficio dalla dimensione transfrontaliera del progetto che ha offerto l’opportunità a sistemi di servizi alla persona territorialmente vicini, ma culturalmente distanti, di confrontarsi e contaminarsi attraverso la conoscenza reciproca di buone prassi e la condivisione delle varie fasi progettuali, oltre ad arrivare alla definizione di una visione comune delle sfide, degli obiettivi strategici e delle priorità nel campo della non autosufficienza.