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Voucher Sociali: l’attività di Welfare Company
I voucher offrono un contributo economico senza ricorrere all’erogazione diretta di denaro. Ne abbiamo discusso con Giovanni Scansani
19 maggio 2015

Welfare Company, società controllata da QUI!Group, big player nazionale dei servizi alla persona resi tramite card, couponing e reti territoriali di operatori convenzionati, è il primo e unico operatore a capitale interamente italiano che agisce come provider nella gestione di servizi di supporto per il welfare pubblico, il welfare aziendale e il welfare territoriale. La società gestisce una specifica area d’intervento che, rispetto ai programmi sociali pubblici, offre un supporto operativo per la migliore gestione dei capitoli di spesa, assicurandone la corretta finalizzazione tramite l’impiego di voucher e di altri strumenti destinati al superamento dei flussi monetari per l’erogazione dei contributi economici vincolati. Per comprendere meglio l’uso che si può fare dei voucher a livello locale, da parte delle amministrazioni comunali e nell’ambito dei Piani di Zona (PdZ), abbiamo chiesto a Giovanni Scansani, ideatore e direttore generale di Welfare Company, di illustrarci meglio il meccanismo di funzionamento dei voucher e le sue potenzialità.

I voucher emessi da Welfare Company sono attualmente utilizzati da oltre un centinaio di enti locali italiani appartenenti a PdZ variamente distribuiti sul territorio; sono generalmente impiegati per l’erogazione di prestazioni sociali collegate ai programmi di sostegno del reddito (Voucher Sociali), ma in alcune realtà sono impiegati, sempre in sostituzione di erogazioni monetarie, per realizzare iniziative di sostegno alla maternità (Voucher Bebè) o al diritto allo studio (Buono Scuola); in alcune aree del territorio i voucher sono utilizzati anche per premiare iniziative di impegno civico (Voucher Cittadinanza Attiva)”.

In generale il ricorso a questo strumento consente di offrire un contributo economico vincolato a una finalità sociale specifica senza ricorrere all’erogazione diretta di denaro. I voucher sono in tal modo completamente alternativi all’erogazione di denaro contante e sono utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di prodotti e l’accesso a servizi autorizzati dall’ente committente in funzione dello specifico bisogno sociale per il quale è previsto l’intervento. “Trattandosi di strumenti completamente tracciabili” - prosegue Scansani - “questi titoli consentono di finalizzare con certezza i contributi economici e di rendicontarne puntualmente l’utilizzazione”.

Negli enti locali che li hanno adottati, i voucher hanno trovato applicazione principalmente nel campo del sostegno al reddito rivolto alle famiglie in condizione di povertà. Con i voucher è quindi possibile acquistare beni di prima necessità come ad esempio: prodotti alimentari, testi scolastici e materiale didattico, articoli per la prima infanzia, servizi e prodotti oculistici, abbigliamento e calzature, prodotti per l'igiene, biglietti di trasporto. Inoltre è possibile procedere al pagamento di utenze o di servizi di lavanderia.

Per l’attivazione dei voucher, l’ente committente individua i beneficiari cui attribuirli; i beneficiari ricevono i voucher come strumento di sostegno al reddito e li utilizzano per effettuare i pagamenti dei beni e/o dei servizi previsti dal programma di sostegno pubblico senza poterli destinare ad acquisti non previsti; i punti di servizio affiliati (PSA), ovvero le realtà commerciali e di servizio convenzionate nel territorio dove l’uso dei voucher deve essere assicurato, accettano i voucher come modalità di pagamento e li presentano a Welfare Company per ottenerne il rimborso. Welfare Company provvede invece a fornire preventivamente i voucher all’ente committente e a creare la rete dei PSA. Nella fase esecutiva del servizio, Welfare Company procede invece al monitoraggio e fornisce report e rendicontazioni (figura 1).
 

Figura 1. Il funzionamento dei voucher sociali

 

Fonte: www.welfarecompany.it

Per quanto riguarda i vantaggi che il ricorso a questo strumento offre agli enti erogatori, in primo luogo è da segnalare la finalizzazione dei contributi economici. Attraverso i voucher infatti le risorse stanziate non possono essere utilizzate per fini diversi rispetto a quelli previsti. Questo garantisce chiaramente una maggiore trasparenza e un maggior controllo della spesa pubblica. Dal punto di vista dei beneficiari invece i voucher si configurano come uno strumento semplice ed efficace, piuttosto simile ad altri strumenti di pagamento finalizzati all’inclusione sociale (ad esempio la Carta Acquisti) o al welfare aziendale (ad esempio i buoni pasto). Il ricorso ai voucher inoltre garantisce la possibilità di scelta all’interno di una vasta rete di PSA e la non espropriabilità del contributo economico in esso incorporato.
Il supporto cartaceo è quello tradizionalmente utilizzato, ma cresce il numero di amministrazioni pubbliche che ricorrono ai “Voucher Sociali Elettronici” che Welfare Company realizza sia su proprie Smart Card, sia in versione cloud utilizzando la Carta Sanitaria Nazionale già in possesso dei beneficiari degli interventi pubblici.

I voucher sociali e la loro diffusione sono inoltre stati oggetto di due recenti convegni tenutisi in Puglia, territorio in cui questo strumento sta trovando ampia applicazione. I convegni (realizzati a Lecce il 26 febbraio 2015 e a Francavilla Fontana il 25 marzo 2015) sono stati dedicati ai temi della corretta finalizzazione, della tracciabilità e della trasparenza della gestione dei capitoli di spesa destinati agli interventi sociali. Numerose le case-history presentate dagli Assessori alle Politiche Sociali e dai dirigenti dei diversi comuni e degli ambiti territoriali pugliesi. Tutti hanno sottolineato come l’uso dei voucher consenta alle amministrazioni locali di ottimizzare le politiche di sostegno al reddito impedendo lo sperpero di risorse pubbliche che potrebbero altrimenti essere destinate anche a usi illegittimi (in particolare l’impiego di voucher sociali sembra associarsi perfettamente alla lotta contro le ludopatie).

Ci auguriamo” – conclude Giovanni Scansani – “che il disegno di legge sulla riforma del Terzo Settore attualmente in discussione, e che pure prevede la possibilità di dare maggiore risalto alle pratiche di voucherizzazione, tramite l’istituzione del Voucher Universale per i Servizi alla Persona e alla Famiglia, non dimentichi questo strumento che, in altri paesi europei, è utilizzato da molti anni con successo, anche per la sua capacità di generare numerose esternalità positive”.
 

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Paolo Pozzani | 08.02.2016
Di speciale interesse le card elettroniche, che possono coincidere con le normali tessere sanitarie (anche quelle senza microchip, peraltro in via di esaurimento). Il Comune le puo' caricare "on cloud", secondo necessita' e con facilita', in tal modo seguendo e sviluppando l'esperienza della social card ordinaria (che gia' di per se' prevederebbe la possibilita' dell'integrazione comunale). Vero, infine, che le card elettroniche sono meno suscettibili di alimentare un mercato clandestino di scambio (peraltro, basterebbe con i negozianti controllassero l'identita' di chi presenta il voucher cartaceo).
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Ivan | 26.05.2015
Penso che sia meglio l'utilizzo delle tessere elettroniche, i voucher cartacei sono "vendibili" e quindi in parte cessa lo scopo
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