PRIVATI / Finanza Sociale
Investimenti a impatto sociale: verso una nuova economia?
Presentato il primo Rapporto della Social Impact Investment Task Force. Melandri: ora la finanza sociale entri nel programma di Governo
16 settembre 2014

Il 15 settembre a Roma, presso la nuova Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera, si è svolta la presentazione di due interessanti rapporti dedicati alla finanza sociale redatti nell’ambito della Social Impact Investment Task Force, costituita nel luglio 2013 su iniziativa della presidenza britannica del G8. 

Eventi simili a quello di Roma si sono svolti contemporaneamente nelle capitali degli altri Paesi del G7 (nuova composizione dopo l’uscita della Russia dal “Club degli 8 Grandi”) ovvero Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, cui vanno aggiunte anche Australia e Unione Europea, a conclusione di un percorso avviato a Londra proprio nell’estate dello scorso anno.

L’obiettivo dichiarato è quello di approfondire il tema degli investimenti ad impatto sociale ponendo al centro dell’attenzione sia il livello globale, attraverso la presentazione contemporanea dello studio internazionale curato dalla Task Force, sia a livello di singolo Paese. In attesa di una più attenta analisi di entrambi i documenti proponiamo di seguito una breve sintesi di obiettivi, contenuti e prospettive sia del rapporto internazionale sia del rapporto italiano.


Investimento ad impatto sociale: di cosa stiamo parlando?

Le società contemporanee affrontano oggi sfide inedite rispetto al passato quali la crescita demografica, il progressivo invecchiamento della popolazione, l’emergere di nuovi rischi e bisogni sociali causati dal persistere della crisi economico-finanziaria e il conseguente aumento della domanda di servizi di welfare sempre più complessi. Di fronte a questi e altri fattori molti degli strumenti e delle strategie su cui sono stati costruiti la maggior parte dei sistemi sociali occidentali si stanno rivelando obsoleti e inadeguati, richiedendo la ricerca di nuovi paradigmi che possano permettere di superare i problemi presenti.

Tra le proposte più interessanti emerse negli ultimi anni c’è sicuramente quella dei Social Impact Investments, ovvero investimenti finalizzati a produrre, anche grazie alla sinergia con risorse provenienti dal settore pubblico, oltre a significativi rendimenti economici, positivi effetti sociali per le comunità. L’impact investing si caratterizza per:

• l’intenzionalità dell’investitore di generare un impatto sociale;
• l’aspettativa di un rendimento economico che motiva l’investitore;
• la flessibilità del tasso di rendimento atteso che può posizionarsi al di sotto del livello medio di mercato o allinearsi ai rendimenti di mercato;
• la varietà degli strumenti finanziari utilizzati e delle forme di intervento che spaziano dal debito all’equity puro;
• la misurabilità dell’impatto, fondamentale per assicurare trasparenza e accountability.

Secondo i suoi sostenitori gli investimenti a impatto sociale, infatti, possiedono le carte in regola non solo per affrontare positivamente alcuni dei problemi sopra indicati, ma anche per permettere la crescita economica dei contesti in cui questi vengono applicati. Gli investimenti a impatto sociale potrebbero infatti:

  • Sviluppare l’imprenditorialità sociale grazie a nuovi flussi di capitali investiti secondo la logica Impact, determinando opportunità utili per spingere le imprese sociali a crescere e offrire più servizi, perfezionare gli standard di trasparenza, sia finanziaria che sociale, e a sviluppare nuove competenze.
  • Migliorare l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica per i servizi di welfare, in particolare rispetto agli interventi natura preventiva - oggi scarsamente finanziati. L’approccio Impact è in grado di diffondere negli interventi pubblici un approccio centrato sulla misurazione dell’impatto sociale generato (in questo senso ad esempio vanno citati gli strumenti pay-for-success).
  • Contribuire, direttamente e indirettamente, a stimolare il sistema produttivo e, di conseguenza, la crescita dell’occupazione.


La Social Impact Investment Task Force

Per cercare nuove strade attraverso cui rispondere a queste sfide è nata la Social Impact Investment Task Force. Istituita nel luglio 2013 nel corso della presidenza britannica del G8. Questa struttura ha l’obiettivo di promuovere nei singoli Paesi aderenti lo sviluppo e la diffusione degli investimenti ad impatto sociale.

Questa Task Force, coordinata da Sir Ronald Cohen, annovera tra i propri membri attori chiave del settore della finanza ad impatto su scala mondiale - come Big Society Capital, Omidyar Network, la Fondazione Rockefeller e la Fondazione Bertelsmann – ed esperti, studiosi e professionisti scelti dai singoli governi aderenti. La nostra Presidenza del Consiglio ha indicato come delegati italiani la Presidente di Human Foundation Giovanna Melandri, in rappresentanza del Terzo settore, e i docenti universitari Mario Calderini e Mario La Torre in qualità di esperti governativi.

Oltre ad essere il più importante luogo di confronto internazionale sull’impact investment, la Task Force svolge il fondamentale ruolo di coordinamento delle strutture operative a livello nazionale, denominate Advisory Board. L’Advisory Board italiano, presieduto da Giovanna Melandri, a partire da dicembre 2013 ha coinvolto più di 100 esperti tra tecnici, rappresentanti di associazioni di categoria, organizzazioni di secondo livello, fondazioni bancarie, cooperative sociali, banche, intermediari finanziari, istituzioni pubbliche, autorità di vigilanza, organizzazioni non profit, imprese sociali ed università.


Il rapporto internazionale sull’Impact Investment

Il primo anno di vita della Task Force internazionale ha permesso la stesura del rapporto “Impact investment: the invisible heart of markets. Harnessing the power of entrepreneurship, innovation and capital for public good”, che il 15 settembre, come detto, è stato presentato in contemporanea in tutti i Paesi aderenti alla Task Force. Il Rapporto sottolinea il potenziale degli investimenti ad impatto quali strumenti in grado di affrontare alcuni tra i più pressanti rischi e bisogni sociali cui gli attuali sistemi di welfare faticano a garantire risposte adeguate - come la cura dell’infanzia e degli anziani, il sostegno alle comunità locali, l’inclusione finanziaria, il disagio abitativo e la recidiva dei detenuti. Il Rapporto formula quindi alcune chiare raccomandazioni, individuate da esperti governativi e del settore privato, che potrebbero permettere di liberare oltre 1 trilione (mille miliardi) di dollari per investimenti a impatto sociale:

• incoraggiare i fondi pensioni e i piani di risparmio a lungo termine ad includere gli investimenti ad impatto nella loro offerta;

• consentire alle imprese impact-driven di sostenere la loro missione sociale, intervenendo sui profili giuridici e rimuovendo gli ostacoli normativi rispetto agli obblighi fiduciari;

• estendere gli incentivi fiscali e normativi a favore degli investimenti in imprese sociali ed organizzazioni non-profit, permettendo agli investitori di detrarre il rendimento proveniente da un investimento ad impatto;

• introdurre una certificazione di qualità per i prodotti ad impatto sociale, in modo da renderli accreditati, riconoscibili e diversificati in un mercato complesso;

• sviluppare Social impact bond e Development impact bond;

• designare un Ministro competente al fine di promuovere gli investimenti ad impatto a livello governativo;

• riformare il quadro legale dell’organizzazioni non profit al fine di aiutarle ad assumersi il rischio di impresa ed adottare l’innovazione che sostiene la loro missione;

• pubblicare repertori di dati, migliori e più accurati, sui costi che il governo sostiene nell’affrontare emergenze sociali, così da incoraggiare la partecipazione al mercato degli investimenti ad impatto.

Il Rapporto, inoltre:


• si rivolge alle Fondazione filantropiche affinché allochino sia parte del patrimonio, orientato alle donazioni, sia quello orientato agli investimenti ad alto rendimento verso gli investimenti ad impatto;

• incoraggia gli investitori istituzionali ed il risparmio diffuso a partecipare agli investimenti a impatto offrendo maggior tutela agli investimenti;

• si rivolge agli investitori, includendo le fondazioni, i fondi pensioni, i fondi sovrani e i manager d’investimento indipendenti, affinché, nel scegliere gli investimenti, tengano in considerazione l’impatto, il rischio e il rendimento. Nel caso gli investitori vogliano investire in attività imprenditoriali impact-driven, possono incoraggiarli nel perseguire un impatto sociale specifico e misurabile; 

• si rivolge al G20, ASEAN, OAS e all’Unione Africana per inserire nelle loro agende lo sviluppo dell’investimento a impatto sociale;
• si rivolge alle istituzioni intergovernative, come Banca Mondiale, IFC e le banche di sviluppo regionale affinché svolgano un ruolo di rilievo nel nuovo mercato dei Social impact bond e dei Development impact bond;

• si rivolge alle Nazioni Uniti affinché, nel processo di revisione degli Obiettivi del Millennio per il 2015, sostengano gli investimenti ad impatto come strumento innovativo per affrontare questioni sociali the limitano lo sviluppo del settore privato e la crescita economica.

Commentando i risultati del Rapporto, Sir Ronald Cohen ha dichiarato come “non si tratta di aumentare o ridurre la spesa pubblica, ma di aiutare i governi a trarre beneficio dall’innovazione e dal capitale privato, così da ottenere un maggior impatto con le risorse disponibili. In questo percorso, gli investimenti ad impatto sociale incanalano le forze dell’impresa e del capitale, il potere dei mercati affinché agiscano per il bene comune. Far si che il cuore invisibile dei mercati guidi la mano invisibile”.


Come favorire l’Impact Investment in Italia?

Come detto, anche l’Advisory Board italiano della Task Force ha redatto un rapporto riguardante l’Impact Investment nel nostro Paese, intitolato “La finanza che include. Gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia”. Questo documento affronta il tema alla luce dei numerosi elementi che contraddistinguono il nostro sistema economico-sociale, prendendo anzitutto in considerazione l’attuale condizione della domanda e dell’offerta di investimenti a impatto sociale, gli attori operanti in questo contesto, gli strumenti attualmente sviluppati e le loro trasformazioni in atto.

Il Rapporto ipotizza alcune strade che, se percorse, potrebbero portare a una vera e propria esplosione dell’Impact Investing nel nostro Paese che, entro il 2020, andrebbe a valere qualcosa come 30 miliardi di euro, equivalenti a poco meno di un punto di Pil. Senza nascondere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di tale traguardo, il Rapporto avanza 40 raccomandazioni – rispettivamente di breve, medio e lungo termine – che il Governo italiano dovrebbe seguire al fine di raggiungere questo ambizioso obiettivo. Tra le più significative si segnala:

  • incoraggiare fondi pensione, assicurazioni, investitori istituzionali, banche, fondazioni bancarie, e fondazioni filantropiche a investire in prodotti Social Impact;
  • sviluppare nuovi strumenti innovativi come i Social Impact Bond e i Development Impact Bond;
  • creare un fondo specifico per l’impresa sociale anche attraverso l’uso dei fondi strutturali e risorse comunitarie;
  • introdurre una fiscalità di vantaggio per i prodotti finanziari a impatto sociale;
  • affidare alla Cassa depositi e Prestiti un ruolo esplicito a supporto degli investimenti Impact;
  • sostenere gli investimenti a impatto rimuovendo barriere amministrative ed economiche per gli investitori e favorendo la diffusione di questi prodotti nei portafogli dei promotori finanziari;
  • estendere la definizione di impresa sociale vincolandola alla sua missione sociale (Mission Lock) ad una limitata possibilità di ridistribuzione degli utili (Profit Lock) e al vincolo di trasferimento del patrimonio (Asset Lock);
  • aggiornare la direttiva degli appalti pubblici introducendo il requisito di impatto sociale ai fini dell’eligibilità dei fornitori (sul modello inglese del Social Value Act);
  • estendere alle imprese sociali le agevolazioni per le start–up innovative e a “vocazione sociale” e introdurre a loro beneficio fiscalità di vantaggio;
  • diffondere gli strumenti della misurazione dell’impatto sia tra le imprese sociali che tra gli erogatori di risorse pubbliche e private.


Melandri: l’Impact Investment entri nell’agenda del Governo

Giovanna Melandri, Presidente dell’Advisory Board italiano, presentando il rapporto riguardante l’Italia ha voluto sottolineare come il lavoro svolto in questi ultimi mesi abbia permesso il raggiungimento di due importanti obiettivi. “In primo luogo” ha spiegato Melandri “siamo stati in grado di costruire, attorno ai lavori dell’Advisory Board italiano, una rappresentanza larga dei diversi stakeholder di un settore in forte crescita in tutto il mondo e potenzialmente anche in Italia. Il secondo obiettivo è riassunto nelle 40 raccomandazioni che oggi affidiamo al Governo Renzi”.

La sfida lanciata all’esecutivo è più che chiara: “accogliere nel programma dei 1000 giorni l’Agenda Impact Italia. Senza investimenti impact è difficile innovare e rafforzare il welfare italiano. L’Italia non ripartirà se non ripartiranno gli investimenti e gli investimenti ad impatto sociale possono essere un traino davvero importante per rafforzare interventi preventivi in aree come per esempio il disagio abitativo, il reinserimento dei detenuti, la cura dell’infanzia e degli anziani, la dispersione scolastica.

“Il Rapporto Internazionale” ha concluso Melandri “si intitola Il cuore invisibile dei mercati: anche in Italia bisogna rapidamente far “pulsare” questo cuore sociale della finanza e degli investimenti con scelte concrete per generare buona occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà. La piattaforma "Impact" ha bisogno di tutti: governo e investitori istituzionali, operatori economici ed imprese sociali, fondazioni bancarie e cooperative sociali, istituzioni finanziarie e fondazioni filantropiche. È nuovo paradigma di cui - a fronte della crisi odierna - c'è molta urgenza anche in Italia”.
L’agenda per farlo c’è e da oggi è su tavolo del Presidente del Consiglio. Ora bisogna avere la volontà di iniziare a lavorarci perchè si realizzini.


Riferimenti:

Sito della Social Impact Investment Task Force

Il Rapporto intranazionale Impact investment: the invisible heart of markets. Harnessing the power of entrepreneurship, innovation and capital for public good

Il Rapporto del Board italiano La finanza che include. Gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia

Le 40 raccomandazioni rivolte al Governo italiano

Il video completo della presentazione, disponibile sul sito della Camera dei Deputati


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