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Allarme infanzia: il futuro rubato che va restituito
21 maggio 2013

Qualcuno passeggiando per le grandi città italiane si sarà stupito nell’incontrare delle sagome di cartone con le fattezze di bambini che pronunciano frasi come “mi hanno rubato l’aria pulita”, “mi hanno rubato il doposcuola” o “mi hanno rubato una famiglia”. Un po’ inquietanti questi bambini che, con la faccia triste, denunciano furti culturali, economici e formativi a cui i più piccoli del nostro Paese sono continuamente soggetti. Inquietanti ma efficaci.

La campagna di Save the Children

L’idea di Save The Childrenper lanciare la nuova campagna “Allarme infanzia”, infatti, difficilmente può lasciare indifferente e spinge a chiedersi per quali ragioni questi bambini cartonati, che rappresentano milioni di bambini reali presenti nel nostro Paese, siano stati defraudati di tante piccole cose che, tutte insieme, formano il loro futuro. Come si legge nel manifesto della campagna “In Italia è in atto un furto, continuo e silenzioso. Le prospettive di intere generazioni di bambini e giovani sono state saccheggiate dalla crisi e da anni di assenza di politiche e interventi a favore dell’infanzia e dell’adolescenza.
Intere generazioni sono povere di futuro”. Mancano interventi capaci di sostenere scuola, cultura, infrastrutture e servizi che mettono a repentaglio il futuro di chi oggi è bambino o adolescente.

Cosa dicono i dati

Che l’emergenza stia assumendo tratti drammatici lo dimostrano i dati presentati il 20 maggio, giorno del lancio della campagna, del dossier “L’Isola che non sarà” e della ricerca “Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani”. Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha utilizzato 12 indicatori Eurostat che hanno permesso di comparare le chance dei bambini e degli adolescenti italiani con quelle dei loro coetanei europei. E i risultati sono davvero deprimenti, come confermano anche gli stessi giovani, intervistati da Ipsos per Save The Children.
Quattro i principali e più gravi furti commessi a spese del nostro giovane capitale umano:

  • il taglio dei fondi per minori e famiglia: l’Italia è al 18esimo posto nell’Europa a 27 per spesa per l’infanzia e famiglia (1,1% del Pil);
  • la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa: quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000, vive ai limiti della povertà, privati di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie. Il nostro paese è infatti al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni;
  • il furto d’istruzione: il 18,2% dei ragazzi, 1 su 5, lascia la scuola prima di completare gli studi, un tasso di abbandono scolastico impressionante. L’Italia è anche all’ultimo posto in Europa per tasso di laureati, appena il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000, e al 22esimo per livello generale d’istruzione;
  • furto di lavoro: gli under 25 senza lavoro sono pari al 38,4%, il quarto peggior risultato a livello europeo, mentre i NEET (giovani che non lavorano, non studiano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000, e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27.

Non c’è quindi da stupirsi se il 25% degli adolescenti italiani pensa che il proprio futuro sarà più difficile rispetto a quello dei propri genitori e se il 23% dei ragazzi pensa, o spera, di andare all’estero per assicurarsi migliori opportunità.

Le proposte di Save The Children per un “ritorno al futuro”

Da parte di Save The Children non sono mancate alcune proposte per invertire la pericolosa rotta in cui si trova il nostro Paese, per permettere un “ritorno al futuro” di bambini e adolescenti.

  • Serve anzitutto un piano specifico e articolato di contrasto alla povertà minorile, che preveda misure prioritarie come l’estensione della carta d’inclusione sociale per l’acquisto di beni essenziali per tutte le famiglie a basso reddito con minori in difficoltà.
  • E’ necessario un piano d’investimento a favore dell’istruzione pubblica, per tenere aperte le scuole con attività educative anche il pomeriggio e per garantire, senza ulteriori costi per le famiglie, l’insegnamento delle materie curricolari e i servizi di trasporto e mensa gratuiti per le famiglie più in difficoltà.
  • Serve infine un nuovo piano per l’utilizzo dei Fondi europei che concentri le risorse sullo sviluppo non solo delle infrastrutture fisiche ma anche del capitale umano, a partire dal potenziamento dei servizi alla prima infanzia.

Perché resti desta l’attenzione su questi temi, Save The Children continuerà la campagna Allarme Infanzia sia nelle città che sulla rete. Nelle grandi metropoli italiane la “guerrila” che ha visto la comparsa di migliaia di bambini di cartone per le strade continuerà fino al 5 giugno. Si cercherà, anche attraverso il contraccolpo visivo, di mobilitare quanto più possibile l’opinione pubblica perché non si resti indifferenti di fronte a questa emergenza che mette a repentaglio non solo il più giovani ma anche l’avvenire del Paese. Sul web, invece, sarà possibile sottoscrivere il manifesto (http://www.allarmeinfanzia.it/aderisci/) di Save The Children lasciano un proprio messaggio, scritto e video, e continuare a diffondere l’allarme attraverso i social network.

 

Riferimenti

Il sito della campagna “Allarme infanzia”

Il sito di Save The Children

Il dossier “L’Isola che non sarà” 

La ricerca “Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani”

 

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