POVERTÀ E INCLUSIONE /
Nasce in Lombardia la prima Alleanza regionale contro la povertà
Nel nuovo soggetto 17 realtà dalle diverse matrici ideali. Gilardoni (Cisl): Reddito di Inclusione misura innovativa, ma serve rete a livello locale
17 febbraio 2018

Nasce in Lombardia la prima «Alleanza contro la povertà» a livello regionale, «in continuità d’intenti» con l’«Alleanza contro la povertà in Italia» avviata alla fine del 2013. E nasce in una regione che dal 1° dicembre 2017 ad oggi ha visto ben ventimila famiglie presentare domanda per accedere al Rei (Reddito d’inclusione), la misura universale di contrasto alla povertà che intreccia due livelli d’intervento: l’erogazione mensile di un beneficio economico (attraverso una carta di pagamento elettronica); un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune, con l’obiettivo di superare la condizione di povertà. Dal 1° gennaio 2018 il Rei ha sostituito il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’Asdi (Assegno di disoccupazione). Di quelle ventimila domande registrate finora in regione, quasi diecimila sono state presentate nel solo Comune di Milano.


Povertà assoluta in Lombardia per 185mila famiglie

Sempre in Lombardia – ricorda un comunicato diffuso dalla neonata Alleanza regionale – nel 2016 si stimavano essere presenti almeno 185mila famiglie in povertà assoluta: in totale ben 670mila persone che, spesso, non vengono intercettate in modo adeguato dagli interventi pubblici. A questa popolazione guarda il Rei. Ed è «per promuovere iniziative di contrasto alla povertà, sensibilizzare l’opinione pubblica, confrontarsi con le forza politiche e le istituzioni in ambito regionale per sollecitare scelte di policy adeguate – prosegue il comunicato – che si è costituita l’Alleanza lombarda contro la povertà, in continuità di intenti con l’Alleanza nazionale che ha ottenuto che il tema della povertà venisse posto al centro dell’attenzione della politica e delle istituzioni e ha contributo in modo fondamentale alla definizione della nuova misura».


I soggetti che hanno generato l'Alleanza regionale

Diciassette i soggetti che hanno dato vita all’Alleanza lombarda di contrasto alla povertà. Associazioni, movimenti, e realtà del terzo settore dalle differenti matrici ideali (numerose quelle di ispirazione cristiana), ma anche rappresentanze dei Comuni, organizzazioni sindacali e datoriali. In dettaglio: Acli Lombardia, ActionAid Aggiornamenti Sociali Milano, Anci Lombardia, Azione cattolica italiana-Delegazione Lombardia, Delegazione Caritas Regione Lombardia, Cgil Cisl e Uil Lombardia, Cnca Lombardia, Confcooperative-Federsolidarietà Lombardia, Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli, Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, Fondazione Banco Alimentare onlus Lombardia, Forum del Terzo Settore Lombardia, Lega autonomie Lombardia, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari. Partecipa stabilmente ai lavori dell’Alleanza la direzione regionale di Inps Lombardia.


Le prime proposte dell'Alleanza alla Regione

Di fronte alla necessità e alla sfida di intervenire «con forza» a sostegno delle famiglie e delle persone in condizione di povertà, l’Alleanza considera «prioritario» sollecitare la Regione Lombardia con quattro proposte. La prima: nel processo di definizione del Piano regionale di contrasto alla povertà, «secondo lo spirito della norma», si sollecita «il coinvolgimento e il confronto con l’Alleanza regionale che riunisce istituzioni competenti, rappresentanti delle parti sociali e degli enti del terzo settore» esperti in materia. La seconda: si chiede alla Regione «lo stanziamento di risorse dedicate, aggiuntive al finanziamento nazionale, per sostenere l’utilizzo del Reddito di inclusione in Lombardia». La terza: è l’invito a «tutti i soggetti coinvolti» a «realizzare un maggior coordinamento tra le politiche nazionali, regionali e locali per una reale integrazione e rafforzamento degli interventi tra le diverse aree del welfare, sociale, sanitaria e sociosanitaria, delle politiche abitative, del lavoro e formazione». Infine: si chiede di «promuovere una rete uniforme di punti di accesso al Rei e l’accompagnamento della persona e della famiglia attraverso nuove modalità di collaborazione e di cooperazione tra servizi sociali, enti pubblici e del privato non profit per favorire l’inclusione sociale, ad esempio attraverso il reinserimento lavorativo».


Gilardoni (Cisl): «Rei efficace? Serve rete a livello locale»

Il Reddito d’inclusione (Rei) è una misura innovativa. «Ma perché sia veramente efficace, servono più risorse. E serve investire nella "infrastruttura" territoriale e sociale, nella rete di welfare locale», scandisce Paola Gilardoni, segretario regionale di Cisl Lombardia, uno dei 17 soggetti che hanno dato vita all’Alleanza lombarda contro la povertà. «La prima a livello regionale nel nostro Paese». «Dal 1° dicembre 2017 al 7 febbraio scorso – riprende Gilardoni – sono state presentate 19.989 di accesso al Rei in tutta la Lombardia, 9.920 delle quali nella sola Milano. Ma numeri e proporzioni sono provvisori. Ora si tratta di promuovere capillarmente l’accesso a questa misura. Davvero innovativa.

Perché non basta mettere un po’ di soldi in tasca ai poveri: la vera sfida è affrontare le cause della povertà. E il Rei unisce sostegno economico e percorsi di reinserimento sociale e lavorativo "su misura". Ma perché l’attuazione del Rei sia efficace, bisogna investire nella "infrastruttura" territoriale e sociale, bisogna dare risorse a quella rete locale di protezione e di reinclusione che poggia sulla cooperazione fra servizi sociali dei Comuni, enti pubblici, terzo settore. Sono i Comuni ad avere la regia dei progetti di reinserimento. Dove a fare rete sono chiamati i soggetti che si occupano di politiche sociali, lavoro, formazione, sanità, casa. Attenzione, però: nei 1.523 Comuni lombardi abbiamo solo duemila assistenti sociali per lavorare sul tema della povertà. Sono pochi, ne servono di più».

Ecco, dunque, le proposte della neonata Alleanza lombarda. Che guardando ai «1.523 Comuni organizzati in 98 ambiti», chiede di «promuovere una rete uniforme di accesso al Rei». E invita la Regione «a stanziare risorse aggiuntive rispetto a quelle nazionali, per ampliare la platea dei beneficiati e incrementare gli importi erogati», sottolinea la sindacalista. Con la nascita di questa «Alleanza», la Lombardia conferma un ruolo da protagonista nella lotta alla povertà. «Abbiamo lavorato insieme in un progetto di monitoraggio del Sia, il Sostegno per l'inclusione attiva, che ha coinvolto 91 ambiti su 98. L’attivazione del Rei, con l’esigenza di andare nei territori, ha dato grande impulso alla nascita dell’Alleanza regionale».


Questo articolo è stato pubblicato su Avvenire del 16 febbraio 2018 e qui riprodotto previo consenso dell'autore

 


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