GARANZIA GIOVANI /
Preoccupiamoci: uno sforzo di riflessione e responsabilità collettiva
L'iniziativa promossa da RENA, McKinsey e Trail Lab vuole individuare i filoni più promettenti che possono dare nuovo slancio alla Garanzia Giovani
24 aprile 2015

Fino a qualche anno fa, le politiche attive e i servizi per l'impiego erano una materia che detestava l'attenzione solo degli addetti ai lavori. Si trattava, per così dire, di temi al centro di una discussione limitata a cerchie di specialisti, spesso chiusi tra le mura di qualche ateneo, centro di ricerca o pubblica amministrazione. L'avvio della Garanzia giovani in Italia ha invece contribuito ad alimentare un dibattito più aperto e uno sforzo di riflessione collettiva. Che questo sia un effetto collaterale o meno, poco importa. Ciò che conta è che a promuovere questa mobilitazione cognitiva sia stato il lancio di un ampio programma di politica del lavoro rivolto per la prima volta ai giovani, con tutte le speranze e delusioni che hanno segnato il suo primo anno di attuazione.

Se è vero infatti che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha quasi mai parlato della Garanzia giovani (una scelta ovviamente consapevole, anche per "evitare il biasimo"), altre voci dal "basso" si sono levate con forza. Ne sono un esempio, le attività portate avanti da alcuni think tank e gruppi di ricerca come Adapt, La Repubblica degli stagisti, nonché siti e blog quali Workmag, La nuvola del lavoro, Lavoce.info, nelMerito.com (solo per citarne alcuni). Seppur ancora modesto nelle dimensioni, ci troviamo di fronte a un agguerrito e ben informato "movimento di opinione", che non si limita alle lamentele, ma analizza, critica e propone. In una parola sola si attiva, spesso a fronte del silenzio assordante della maggior parte dei partiti e sindacati.

Tra le ultime iniziative in tale direzione ne segnaliamo una di particolare interesse. Si tratta di "Preoccupiamoci", un'indagine promossa da RENA, McKinsey e Trail Lab e volta a raccogliere proposte, progetti, idee innovative per affrontare il problema della disoccupazione giovanile. Lo strumento messo a diposizione è un questionario online che può essere compilato fino al 1 maggio 2015. Lo scopo è censire e mappare nuove pratiche (già avviate o da realizzare) che possono favorire l'occupazione giovanile e l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Le informazioni raccolte attraverso l'indagine serviranno come punto di partenza per elaborare alcune linee guida che saranno presentate al Festival delle comunità del cambiamento che si terrà a Bologna il 13-14 giugno 2015.

Con "Preoccupiamoci", RENA e i suoi partner mirano dunque all'ambizioso obiettivo di andare alla scoperta di una miniera parzialmente inesplorata di nuove esperienze ed idee, al fine di individuare i filoni più promettenti e di dare visibilità a quei soggetti meno noti, che operano spesso a fianco degli attori e dei canali più tradizionali. Come afferma Francesca Mazzocchi, una delle promotrici dell'iniziativa, lo scopo è duplice: da un lato l'indagine intende ricavare alcuni elementi sostantivi utili al disegno di politiche più efficaci, dall'altro cerca di promuovere innovazione anche nel metodo di "fare le politiche". Questo è possibile se si pone maggiore attenzione alle nuove prassi di co-progettazione, alle comunità di lavoro e al coinvolgimento dei giovani anche nell'elaborazione degli interventi e non solo come utenti finali, in coda a qualche sportello digitale o non.

Lo stesso nome dell'iniziativa "Preoccupiamoci" è da intendersi nel senso di "taking care of ourselves" e non di "being worried or anxious". Si allude cioè alla necessità di rafforzare quella dimensione di cura del welfare che fa riferimento ai talenti e al futuro delle persone, assieme ai loro bisogni e necessità di tutela. In questo si può intravedere il tentativo di recuperare, a un anno di distanza, lo spirito originario della Garanzia giovani che nel nostro Paese rappresenta anche una sfida culturale, dal momento che richiede un "cambio di mentalità" da parte di una pluralità di soggetti pubblici e privati, istituzionali e non.

Se si vogliono offrire vere garanzie, nessuno può rimanere alla finestra solo ad osservare. Al contrario tutti sono chiamati a fare la loro parte, grande e piccola che sia, in un percorso di mobilitazione collettiva e creativa.


Riferimenti

Preoccupiamoci

Festival delle comunità del cambiamento

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