EDITORIALE /
Conoscere per giudicare. E votare. Le posizioni dei partiti tra primo e secondo welfare
Sapete cosa dicono i programmi delle forze politiche su famiglia, povertà, non autosufficienza e welfare aziendale? Li abbiamo analizzati per voi
01 marzo 2018

Quello del 4 marzo si presenta come uno dei voti più incerti della storia italiana. Possiamo certamente sbagliarci, ma l'attuale scenario politico - tripolare e fortemente frammentato - unito alla nuova legge elettorale - un insolito e discutibile mix fra proporzionale e maggioritario - difficilmente porterà alla chiara affermazione di uno schieramento politico sugli altri contendenti. Anche per questa ragione, il dibattito pubblico delle ultime settimane sembra essersi concentrato principalmente sulle possibili alleanza post-elettorali, i nomi dei potenziali premier e ministri, oltre alla non lontana possibilità di un rapido ritorno alle urne.

Pochissima attenzione è stata invece dedicata alle ricette dei partiti per affrontare questioni centrali per il futuro del Paese. La nostra popolazione continua ad invecchiare, i tassi di natalità sono i più bassi d'Europa, la povertà non accenna a diminuire, le sfide legate ai nuovi bisogni sociali - come non-autosufficienza, precarietà lavorativa e conciliazione - si fanno sempre più ampie e complesse. Eppure questi temi sembrano essere stati davvero poco presenti all'interno di talkshow, dibattiti, interviste ed analisi giornalistiche pre-elettorali.

All'interno del nostro gruppo di ricerca ci siamo dunque chiesti quali siano le soluzioni proposte dai partiti per affrontare i cambiamenti in atto, in particolare per quel che riguarda le misure per attuare la ricalibratura del nostro sistema di protezione sociale, fra primo e secondo welfare. Partendo da questo domanda abbiamo scoperto, come messo in luce da una recente analisi dell'Istituto Cattaneo, che insieme all'istruzione, i temi legati al welfare sono quelli che ritornano con maggiore frequenza nei testi programmatici delle forze politiche, di cui rappresentano quasi il 25%.

Senza la pretesa di essere esaustivi, abbiamo quindi provato ad analizzare tali programmi prendendo in esame alcune questioni che ci sono parse particolarmente significative. In questa prospettiva sono state svolte quattro analisi su: sostegno alla famiglia, contrasto alla povertà, sviluppo del welfare aziendale e contrattuale, misure per la non autosufficienza.

Negli ultimi giorni, inoltre, ci siamo imbattutui in alcuni altri approfondimenti che ci sono parsi utili per approcciare più consapevolmente il voto. ADAPT, associazione che promuove studi e ricerche nell’ambito delle relazioni industriali e di lavoro - ha ad esempio pubblicato un ebook che analizza i programmi dei partiti in materia di lavoro. LombardiaSociale, in collaborazione con il Forum del Terzo Settore della Lombardia, ha invece posto dieci domande ai candidati alla Presidenza della Regione 10 domande sul futuro del welfare lombardo.

Da ultimo, vi segnaliamo un editoriale pubblicato sul Corriere della Sera in cui Maurizio Ferrera, Scientific Advisor di Percorsi di secondo welfare, analizza quelle che potrebbero essere le principali dinamiche di voto degli italiani e le proposte sociali per la costruzione di una "Agenda Italia" condivisa dai principali partiti.

Speriamo che questi possano essere strumenti utili a conoscere e giudicare le posizioni delle diverse forze in campo. E, quindi, a esprimere la propria scelta con maggiore consapevolezza.

Buon voto a tutti!

 

 


Le proposte dei partiti per sostenere la famiglia

Le proposte dei partiti per contrastare la povertà

Le proposte dei partiti su welfare aziendale e contrattazione

L'analisi di ADAPT sul lavoro nei programmi dei partiti

Quale futuro per il welfare lombardo?

Una "Agenda Italia" è possibile
 
NON compilare questo campo