TERZO SETTORE / Fondazioni
NEETwork: nel 2016 partirà il progetto per mille giovani che non studiano e non lavorano
Presentati i primi numeri dell'iniziativa Cariplo, che ha già ricevuto l'adesione di 350 organizzazioni non profit che garantiranno oltre 600 tirocini
09 ottobre 2015

Prima dell'estate vi avevamo raccontato delle interessanti prospettive di NEETwork, progetto promosso da Fondazione Cariplo, in partnership con CGM-Mestieri Lombardia e Fondazione Adecco, per contribuire all’attivazione dei giovani - i cosiddetti Neet, Not (engaged) in Education, Employment or Training - che hanno precocemente abbandonato gli studi e che si ritrovano esclusi dal mercato del lavoro perché privi di adeguate qualifiche o esperienze professionali. Un fenomeno che in Italia coinvolge circa 2.4 milioni. 260mila si trovano nella sola Lombardia, che è la terza regione per concentrazione di giovani in tale condizione. Affiancandosi alle risorse messe a disposizione dalla Garanzia Giovani, l'iniziativa intende coinvolgere attivamente le organizzazioni del terzo settore lombardo in uno sforzo collettivo per garantire nuove opportunità a chi si trova in questa situazione. 

Nella gioranta di ieri Cariplo ha presentato i primi numeri dell'iniziativa che, nonostante la pausa estiva, risultano davvero interessanti. NEETwork entro fine 2016 punta a riattivare 1.000 ragazzi tra i 18 e i 24 anni che in Lombardia non studiano e non lavorano. Finora sono 350 le organizzazioni non profit che hanno già aderito mettendo a disposizione oltre 600 posizioni di tirocinio retribuito per giovani con un livello di istruzione non superiore alla terza media, non occupati e con scarse o nulle esperienze professionali, con l’obiettivo di dare loro un’opportunità di attivazione verso il mondo esterno. Un’iniziativa concreta verso il recupero di centinaia di giovani sfiduciati: a questi le organizzazioni coinvolte nel progetto offriranno tirocini remunerati della durata di 4-6 mesi nell'intento di offrire un’esperienza positiva e qualificante spendibile in futuro. Un obiettivo ambizioso, per cui Cariplo ha stanziato complessivamente 1.600.000 euro.

Davide Invernizzi, direttore Area servizi alla persona di Fondazione Cariplo ha spiegato che nelle prossime settimane "le organizzazioni non profit potranno ancora candidarsi per partecipare al progetto". Contestualmente "durante il mese di ottobre proseguirà la campagna su Facebook rivolta ai giovani" per intercettare e coinvolgere i mille partecipanti del progetto, "che partirà entro il 2016". Giuseppe Guzzetti, Presidente di Cariplo, ha sottolineato come oggi “ognuno deve sentirsi parte della risposta al grave problema dei Neet, che richiede una forte alleanza tra pubblico, privato e privato sociale. Dove non arriva il pubblico né il privato, il privato sociale può fare sperimentazione, ma anche cominciare a dare risposte concrete". Guzzetti ha aggiunto che "con questo progetto andremo ad occuparci di una della fascia più fragile dei nostri giovani e se dimostreremo che questo modello consentirà di recuperare questi 1000 giovani, le politiche potranno orientarsi e prenderne spunto per guardare a tutti coloro che si trovano in questa situazione. E comunque, una volta arrivati a 1000 non ci fermeremo".

 

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