TERZO SETTORE /
Cooperazione e welfare aziendale: qualche riflessione a partire dalle scelte di Nuova Sair
Il nuovo accordo integrativo aziendale prevede misure specifiche per il sostegno alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro. È un preludio alle novità in tema di conciliazione vita-lavoro del nuovo CCNL delle cooperative
25 settembre 2018

Lo scorso luglio le rappresentanze sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp e la cooperativa sociale Nuova Sair, realtà nata nel 1991 e specializzata nella gestione di servizi di assistenza sanitaria e sociale, hanno sottoscritto un accordo integrativo aziendale che consentirà agli oltre 2.900 lavoratori coinvolti di usufruire di prestazioni di welfare. La cooperativa rappresenta uno dei sempre più numerosi esempi di come anche il mondo del Terzo Settore, e in particolare quello della cooperazione, si stia interessando al tema del welfare aziendale.


Cosa prevede il nuovo accordo integrativo

Come detto, lo scopo principale dell’intesa è stato quello di introdurre un insieme di strumenti per sostenere le necessità legate ai bisogni sociali dei lavoratori e delle lavoratrici della cooperativa. Una sua particolarità sta nel fatto che il contratto ha validità per tutte le sedi di Nuova Sair, che sono presenti in 10 regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Sicilia e Sardegna. Il piano è stato quindi realizzato in modo tale da rispondere alle necessità di tutti i collaboratori, indipendentemente dal contesto territoriale in cui operano.

In concreto grazie all’accordo sono stati introdotti:

  • permessi retribuiti per i lavoratori padri; sono previste due ulteriori giornate di permessi retribuiti da usufruire entro i primi 5 mesi dalla nascita del figlio. Questo intervento ha un significato particolare perché, proprio in questi giorni, il dibattito sul possibile prolungamento dei permessi per i neo papà sta interessando l’opinione pubblica (anche Percorsi di secondo welfare ne ha parlato in questo suo approfondimento);
  • permessi retribuiti in caso di malattia dei figli; sono previste due giornate di permessi retribuiti nel caso di malattia di un figlio oltre il terzo anno di età;
  • permessi destinate a lavoratrici vittime di violenza;
  • bonus per l’acquisto di libri scolastici; la cooperativa ha previsto un bonus di 100 euro per l’acquisto di libri scolastici per i figli dei lavoratori;
  • la flessibilità dell’orario di lavoro; sono state previste delle agevolazioni per quanto riguarda i cambi di turno e la concessione di forme di part-time reversibile per i dipendenti con figli di età inferiore a 6 anni. L’obiettivo è quello di sostenere i collaboratori nelle delicate fasi necessarie per l’inserimento del bambino presso l’asilo nido, la scuola materna e la scuola elementare;
  • la banca etica delle ore; destinata a chi ha la necessità di prendersi cura di un familiare non autosufficiente o in gravi condizioni di salute. Tale strumento – per quale Nuova Sair ha dedicato anche risorse aziendali – consente ai lavoratori di “donare” ore di lavoro a quei colleghi che stanno affrontando particolari difficoltà legate alla cura dei propri familiari.


La contrattazione e il welfare aziendale nel mondo cooperativo

In base a quanto affermato dal comunicato stampa Cisl Fp, cioè la federazione di Cisl che si occupa di rappresentare i dipendenti della sanità e dell’assistenza pubblica e privata, l’accordo si inserisce in un quadro di sviluppo di proficue relazioni sindacali volte alla promozione del welfare aziendale e di pratiche di conciliazione vita-lavoro.

Il sostegno verso tali dinamiche, sempre secondo il comunicato, sarà inoltre perseguito anche all’interno del prossimo rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali. Questo dimostra come anche le dinamiche contrattuali collettive relative al settore cooperativo - dopo quelle del settore metalmeccanico, dell’oreficeria e delle telecomunicazioni -stiano percorrendo la strada del welfare contrattuale e aziendale.

L’accordo nazionale potrebbe divenire così un banco di prova importante per tutte le cooperative sociali del nostro Paese, le quali si troverebbero costrette a formalizzare pratiche che -come anche il nostro Laboratorio ha avuto modo di osservare attraverso questa survey - sono tradizionalmente introdotte a livello informale.

 


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