The International Network for Comparative Analysis of Social Inequalities
The purpose of the projet INCASI is to conduct comparative research in the area of social inequalities, in this case in relation to Europe and Latin America. Through this network the hope is to foster a space for collective reflection and the development of synergies between network partners that allow to undertake innovative studies whose outputs have an impact on academic and policy debates. The project will also contribute to informing the design of public policies to tackle social inequalities.
 
Migranti: buone pratiche europee di integrazione
Le straordinarie migrazioni di popolazione, sia interne allUnione Europea provenienti dallesterno, pongono delle sfide inedite per i Paesi europei. Come possiamo costruire comunit sostenibili? Come possiamo perseguire lintegrazione? Se ne parlato al convegno The communities of our future, promosso da Housing Europe, nel corso del quale emerso come politiche urbane e abitative siano fondamentali per favorire lintegrazione e la sicurezza ed evitare gli estremismi e il conflitto sociale.
 
Giustizia sociale al palo. Il costo più alto sulle spalle delle nuove generazioni
Anche questanno, la Fondazione Bertelsmann ha pubblicato il rapporto che misura la giustizia sociale in Europa attraverso un apposito indice. Dopo un periodo di generale declino della giustizia sociale, il 2015 ha registrato un leggero miglioramento. Tuttavia, la condizione sociale dei paesi europei rimane significativamente peggiore rispetto al periodo pre-crisi. Considerando i sotto-indicatori, i dati pi interessanti riguardano la giustizia intergenerazionale.
 
In crisi per pagare laffitto: il disagio delle famiglie che rischia di esplodere
Due dati. Il primo: in Italia c un forte disagio latente che coinvolge quasi due milioni di persone secondo la ricerca condotta da Nomisma e Federcasa. Per la maggioranza cittadini italiani (circa il 65%), distribuiti sul territorio nazionale in maniera pi omogenea rispetto a quanto le recenti manifestazioni spingerebbero a far pensare. Un disagio forse non ancora esploso in tutta la sua potenzialit sociale ma che potrebbe farlo presto. Il secondo: ledilizia pubblica nel nostro Paese risulta essere, anche alla luce di questo quadro, del tutto insufficiente e consente di salvaguardare poco pi di 700mila nuclei familiari. Una risposta seria dice Luca Dondi direttore generale di Nomisma , convincente e necessariamente pubblica al tema del disagio abitativo dovrebbe rappresentare un obiettivo ineludibile di unazione di governo riformatrice.
 
Oxfam: se della ricchezza mondiale beneficia solo l1% della popolazione
Alla vigilia del World Economic Forum di Davos, Oxfam International ha pubblicato la sua fotografia sulla distribuzione della ricchezza mondiale. Secondo l'organizzazione, nonostante la ricchezza sia cresciuta in tutte le aree del mondo, la mancata redistribuzione sta allargando i divari sociali, riversandone gli effetti tanto nei paesi in via di sviluppo, il cui progresso viene fortemente limitato, che in quelli sviluppati, dove si riduce la sostenibilit dei servizi pubblici e peggiora la qualit del lavoro. Paradisi fiscali e calo dei redditi da lavoro tra le principali cause.
 
Povertà femminile: la situazione di Italia e Spagna
Il CILAP EAPN Italia, sezione italiana dellEuropean Anti Poverty Network (EAPN), ha di recente pubblicato un rapporto di ricerca interamente dedicato alle donne in povert in Italia e in Spagna. La ricerca, realizzata attraverso unanalisi documentale e una serie di interviste in profondit, stata finanziata dalla Commissione Europea e ha visto la partecipazione, oltre che del CILAP EAPN, di EAPN Spagna.
 
Nelle famiglie con pensionati il rischio povertà è più basso
Oltre a fornire diversi dati aggiornati, il Rapporto sulle condizioni di vita dei pensionati pubblicato dall'Istat evidenzia il ruolo che le pensioni svolgono nel mettere al riparo da situazioni di disagio economico e sociale. Allinterno dei nuclei familiari vulnerabili, come ad esempio quelli composti da genitori soli, la presenza di un reddito da pensione infatti in grado di dimezzare il rischio di povert della famiglia.
 
«Buongiorno Italia», se a risollevarci saranno quelli della porta accanto
Ci avviciniamo a un cambio di scenario nellanno che comincia: il bene fa sempre pi notizia e per il questo il Corriere della Sera ha deciso di raccontaro in "Buongiorno Italia", uno strumento per iniziare in modo costruttivo il 2016 con sono esempi concreti di chi si dato da fare per il bene comune. | Gian Giacomo Schiavi, Corriere della Sera, 31 dicembre 2015
 
Chi sono le persone senza dimora? La fotografia dell'Istat
LIstat ha pubblicato i risultati della seconda indagine sulle persone senza dimora, che monitora levoluzione della grave emarginazione adulta in Italia. Nel 2014 si stima che 50 mila 724 persone in questa condizione abbiano utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna in uno dei comuni oggetto della rilevazione: un valore in aumento rispetto al 2011, quand'era stata realizzata la prima indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica.
 
L'immigrato che non ti aspetti: uno su cinque è un bambino
Fondazione Ismu ha presentato questa mattina il suo XXI Rapporto sulle Migrazioni. Una fotografia che smonta i luoghi comuni: il 93% dei 5,8 milioni di stranieri presenti in Italia regolare, il 21% un minore, il 46% in Italia da prima del 2003, il 60% vive in una famiglia. Pochissimi i siriani che arrivano in Italia, sono triplicati nigeriani e somali. La sfida? Promuovere la "migrazione circolare"
 
Servizi leggeri e preventivi per un nuovo welfare
Le Family Group Conference (Fgc) rappresentano un interessante tentativo (che si diffonde sempre pi sia allestero che in Italia) per riformare le prestazioni del welfare nella direzione dei servizi leggeri e preventivi; un recente progetto (Riunioni di famiglia, gestito dal Consorzio Comuni Insieme e dalla Universit Cattolica) ha provato ad applicarle alla prevenzione del disagio scolastico con lobiettivo di aumentare il benessere degli studenti e le loro prestazioni scolastiche nonch di valutarne lefficacia attraverso una rigorosa sperimentazione controllata. | Francesca Maci e Gian Paolo Barbetta, Avvenire, 3 dicembre 2014
 
Si può valutare l'impatto degli interventi sociali?
Nel nostro Paese c' un grande bisogno di distinguere ci che funziona da ci che non funziona in modo da migliorare e rendere meno costoso il sistema di welfare. Eppure in Italia i casi in cui si provato ad usare metodologie rigorose per verificare lefficacia di un intervento sociale sono assai limitate. Uno sforzo in questa direzione stato fatto dal progetto Riunioni di famiglia, che ha sperimentato lutilizzo delle Family Group Conferences per migliorare il benessere dei ragazzi in difficolt.
 
Il bonus sulla cultura utile (forse) ma non equo
Il Governo stanzier 300 milioni per dare ai diciottenni 500 euro da spendere in attivit culturali: teatri, musei, cinema e libri. Un incentivo positivo, visto l'interesse reale dei giovani per questi ambiti. La misura per non tiene conto delle grandi disparit sociali e territoriali che vedono il Sud e gli immigrati profondamente svantaggiati, violando cos il principio delleguaglianza di opportunit. A Renzi piacciono molto queste misure "universali", facili ed elettoralmente premianti, ma non detto che siano corrette rispetto agli scopi che si vogliono raggiungere.A Renzi piacciono molto queste misure "universali", facili ed elettoralmente premianti, ma non detto che siano corrette rispetto agli scopi che si vogliono raggiungere.
 
Poor, scarcely poor and almost poor: what's going on in Italy?
The last ISTAT Report on poverty provides the most updated picture of the Italian situation. The Report recounts that the phenomenon of poverty is substantially stable. Statistics show that neither absolute nor relative poverty displayed any significant variation if compared to 2013. However, in order to understand the current principal tendencies and the differences that social and territorial issues can entail, a close analysis of the elaborated valuations is needed.
 
4 milioni di poveri: chi sono e che fare?
Il settimanale "Il nostro tempo" ha dedicato un focus alla questione della povertà riflettendo sulle rospettive aperte dalla Legge di Stabilità. L'articolo, scritto da Nanni Tosco dell'Ufficio Pio - Compagnia di San Paolo, &eg...
 
Legge di stabilità: 600 milioni contro la povertà
Un finanziamento di 600 milioni di euro dallo Stato, pi 100 milioni derivanti da Fondazioni, Comuni e Terzo Settore. E' quanto la Legge di stabilit, secondo le anticipazioni fatte dal Premier Renzi, destiner alle misure di contrasto alla povert nel nostro Paese. Se la misura sar confermata in sede parlamentare, rappresenter un passo decisivo verso l'implementazione di una politica di lotta alla povert pi efficace, strutturale e ricca di risorse.
 
Per la prima volta un miliardo contro la povertà
Un milione e mezzo di famiglie vive nel nostro paese in povert assoluta. Di queste, 600.000 comprendono minorenni, per un totale di un milione di bambini e ragazzi poveri che non sono in grado di accedere a beni e servizi considerati essenziali per vivere in modo dignitoso: cibo, abiti, la disponibilit di unabitazione. Proprio per superare tale situazione, nella prossima legge di stabilit potrebbe essere previsto un finanziamento strutturale di un miliardo di euro allanno. Una cifra mai vista per la lotta alla povert in Italia.
 
Tutti i limiti del Reddito dinclusione attiva
La misura si discosta molto dall'idea di reddito come strumento volto a valorizzare l'autodeterminazione dell'individuo e sembra l'ennesima pezza temporanea al problema della povert | Elena Monticelli, Sblinaciamoci.info, 30 settembre 2015
 
Strategie di contrasto alla povertà educativa
In Italia laccesso alla conoscenza e alla cultura rimane un problema per tanti bambini, in particolare per chi nasce in contesti familiari svantaggiati. E questa lamara considerazione che emerge dal rapporto Illuminiamo il futuro 2030 di Save the Children pubblicato negli scorsi giorni e frutto di una ricerca partita nel 2014, dedicata interamente alle povert educative. Secondo Save the Children eliminare la povert educativa e spezzare le catene della diseguaglianza tra minori sono per obiettivi possibili.
 
Non è necessario che faccia tutto il governo
Il Rapporto di Save the Children punta il dito su una vera e propria piaga scoperta del nostro modello sociale e di intervento pubblico. I livelli di povert educativa degli studenti sono troppo bassi e nel Mezzogiorno sono addirittura indecenti. Save the Children formula raccomandazioni molto ragionevoli e alla nostra portata: pi scuole, insegnanti pi motivati e attenti al problema, azioni mirate nei confronti di chi rischia di pi, tempo pieno, attivit extracurriculari. Dovrebbe essere gi tutto previsto dalla Buona Scuola. Purtroppo per le leggi non bastano.
 

 
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