Reddito d’inclusione sociale: l’Alleanza contro la povertà sfida il Governo
L’Alleanza contro la Povertà ha presentato un progetto per l'introduzione del Reddito di Inclusione Sociale. L’obiettivo dello strumento è quello di rispondere a quei 6 milioni di italiani che oggi si trovano in povertà assoluta, incapaci cioè di acquistare beni e servizi necessari al mantenimento di uno standard di vita considerato minimamente accettabile. Un quadro drammatico, soprattutto, se si tiene conto che in appena sette anni il numero dei poveri assoluti è più che raddoppiato. Nel 2007 erano 2,4 milioni, il 4.1% della popolazione. Oggi sono il 9.9%.
 
Come usare i fondi europei? L’esempio danese
Nel maggio scorso la Danimarca è stato il primo dei 28 paesi UE a finalizzare l’accordo di partenariato per l’utilizzo dei fondi destinati alle politiche di coesione sociale. Il governo di di Copenaghen avrà ora a disposizione 553 milioni di euro, provenienti dai Fondi strutturali e di investimento europei per gli anni 2014-2020, che saranno utilizzati per combattere la piaga della disoccupazione, supportare l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della così detta “low carbon economy” o economia a bassa emissione di carbonio, sostenere l’istruzione e la formazione, promuovere l’imprenditorialità e combattere l’esclusione sociale.
 
Missouri: dai diritti civili alle politiche sociali
In questi giorni gli Stati Uniti si interrogano sulle ragioni delle proteste che hanno seguito l’uccisione di Michael Brown, diciottenne afroamericano di Ferguson, Missouri. Molti osservatori hanno indicato come principale fattore che ha condotto allo scoppio delle guerriglie la mancata integrazione tra la comunità bianca e quella nera. Ma si tratta solo di una questione razziale? Quale ruolo possono assumere le politiche sociali nella prevenzione dei conflitti?
 
Unione Europea: perché conta investire sui bambini
Povertà tra i minori ed esclusione sociale sono ormai da tempo al centro delle politiche dell’Unione Europea, che sta affrontando il tema attraverso un'ampia gamma di interventi che vanno dal sostegno al reddito familiare all'istruzione fino all'inserimento lavorativo dei genitori. A un anno dalla raccomandazione della Commissione “Investing in children: breaking the cycle of disadvantage” lo European Network of Independent Experts on Social Inclusion ha pubblicato il rapporto annuale che offre una sintesi della situazione dei 28 Stati membri, analizza gli obiettivi e definisce le priorità per il futuro.
 
Quei meccanismi europei che favoriscono l'inclusione sociale
L’Unione Europea per molti anni si è occupata poco e male di questioni sociali. Da un lato molti Paesi membri preferivano non avere interferenze sulla gestione dei propri sistemi di welfare, dall'altro la situazione sociale non destava preoccupazioni tali da richiedere particolare attenzioni da parte delle istituzioni UE. In anni più recenti questa dinamica, soprattutto a causa delle conseguenze economico-sociali sviluppatesi dopo il 2008, è mutata notevolmente e vede l’Europa molto più attenta alle tematiche sociali. Vogliamo quindi segnalarvi alcuni “ombrelli” che, anche se pochi lo sanno, hanno permesso di sviluppare misure ed interventi che hanno condizionato in positivo la vita di milioni di cittadini europei.
 
UE: cambiare la governance locale per cambiare il welfare
La governance degli interventi sociali, in particolare a livello locale, rappresenta un nodo cruciale per lo sviluppo di modelli di welfare innovativi capaci di superare le attualità difficoltà dei sistemi sociali europei. Per favorire il dibattito su questo argomento il 5 giugno prossimo a Bruxelles nel corso della conferenza “Building inclusive welfare systems: A dialogue between research and practice” verranno presentati i risultati di quattro progetti di ricerca internazionali finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del 7º Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo.
 
Localise: la dimensione locale delle politiche sociali integrate
Continuano i nostri approfondimenti sulle iniziative di ricerca finanziate dal 7° Programma Quadro dell'UE e orientate a comprendere come meglio contrastare l'esclusione sociale in Europa. Matteo Bassoli, ricercatore presso il dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell'Università Bocconi ci parla di Local Worlds of Social Cohesion, progetto che analizza i cambiamenti avvenuti a livello locale nella gestione delle politiche per la coesione sociale.
 
Il progetto ImPRovE
Dopo l'articolo dedicato al progetto COPE continuano i nostri approfondimenti sulle iniziative di ricerca finanziate dal 7° Programma Quadro dell'UE e orientate a comprendere come meglio contrastare l'esclusione sociale in Europa. In quest'ottica Tatiana Saruis, ricercatrice dell'Università di Urbino, ci racconta lo sviluppo del progetto ImPRovE, che coinvolge dieci centri di ricerca presenti in diversi Paesi europei.
 
Chiara Saraceno: SIA, l'ennesima occasione mancata
Chiara Saraceno ci parla del SIA, di quel che voleva e poteva essere. Sono passati quattro mesi dalla presentazione della proposta del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) elaborata da un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dello schema di reddito minimo di cui si parlava nel documento originale poco o nulla è rimasto dopo il vaglio della legge di Stabilità. In un paese dove il numero di poveri (assoluti) è raddoppiato negli ultimi cinque anni, salendo a quasi 5 milioni, il nostro sistema di welfare sembra rimanere ancora una volta zoppo e gran parte degli esclusi restano tali: non si delinea una concreta possibilità di inclusione per tutti coloro che sono stati tagliati fuori dalla crisi e non hanno i mezzi per farcela da sé.
 
50 Years Later, War on Poverty Is a Mixed Bag
Per molti Americani, la guerra alla povertà dichiarata 50 anni fa dal presidente Johnson è stata un fallimento. Il tasso di povertà è sceso solo dal 19 al 15 percento in due generazioni e 46 milioni di Americani vivono con redditi considerati scarsamente adeguati. Se, secondo alcuni, i programmi di welfare introdotti dal New Deal avrebbero migliorato significativamente le condizioni della popolazione meno abbiente, negli ultimi decenni i profitti economici si sono concentrati nelle mani del vertice della piramide sociale, tanto che il presidente Obama ha definito l’ineguaglianza come la sfida più significativa della nostra epoca. | Annie Lowray, The New York Times, 4 gennaio 2014.
 
Il maxi-regalo di Mister Facebook ai nuovi poveri di Silicon Valley
MARK Zuckerberg balza in testa alla classifica dei filantropi 2013, chiudendo l'anno con un miliardo di dollari donato in beneficenza. Ma la vera notizia è un'altra. Il fondatore di Facebook non indirizza la sua generosità verso i poveri dell'Africa o le zone malariche dell'Asia, come fa da tempo Bill Gates. La totalità del suo dono va a una ong che combatte la povertà, ma nella Silicon Valley, a due passi da casa sua. Perché le due zone più dinamiche della East Coast e della West Coast – la Silicon Valley e la città di New York - conoscono lo stesso problema: i nuovi poveri generati dal nuovo boom americano.
 
COPE, per contrastare la povertà in Europa
Il progetto COPE, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del 7° Programma Quadro, mira a comprendere come le istituzioni europee, nazionali e locali possano collaborare per dare vita a modalità integrate che favoriscano la co-produzione di misure di contrasto all’esclusione sociale e organizzino a livello sistemico la lotta alla povertà. Vi raccontiamo brevemente le premesse e gli obiettivi di questa ricerca, che coinvolge vari ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei. E segnaliamo i primi risultati di ricerca disponibili.
 
Redditi più giusti: minimo e massimo
Il reddito di cittadinanza o di base praticamente non esiste in nessun luogo del mondo. In tutti i Paesi anglosassoni e in quelli europei occidentali esistono però forme più o meno articolate e generose di reddito minimo garantito, assegnate in base a criteri differenti che variano da Nazione a Nazione. L'Italia, insieme alla Grecia, è l'unico Paese ad essere incredibilmente privo di questo fondamentale tassello del welfare che si pone l'obiettivo di evitare la "caduta libera" nella povertà e nell’esclusione sociale dei membri della comunità.
 
Tante proposte per il reddito minimo: ecco le differenze
Reddito di cittadinanza, proposto dal Movimento 5 Stelle, reddito minimo garantito proposto da Sel, sostegno di inclusione attiva (Sia), proposto dalla commissione di esperti coordinata dalla vice-ministra Guerra su mandato del ministro Giovannini: che cosa accomuna queste ipotesi e che cosa invece le distingue? Chiara Saraceno confronta i diversi schemi di reddito minimo presentate al Parlamento su lavoce.info.
 
Alleanza contro la povertà: ecco gli obiettivi
L'’11 novembre scorso è stata ufficialmente presentata a Roma la “Alleanza contro la povertà”, un’iniziativa promossa da istituzioni, parti sociali, movimenti e realtà del terzo settore che hanno scelto di unirsi per chiedere al governo l’avvio di un Piano nazionale che affronti il problema della povertà assoluta che, dati alla mano, e sempre più grave e drammatico. Il primo banco di prova per la nuova compagine sarà la modifica della legge di stabilità nella quale, per ora, non sono presenti misure concrete in tal senso.
 
Sul reddito minimo un'occasione per Grillo
Il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta precisa e dettagliata per introdurre il cosiddetto "reddito di cittadinanza", un trasferimento monetario destinato chi si trova in difficoltà ed è disponibile al lavoro. Tuttavia, al di là dei diversi problemi di fattibilità, l'iniziativa grillina pare non tener conto del ricco dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, che ha condotto alla proposta di Reddito di Inclusione Sociale (Reis) delle Acli e al Sostegno di Inclusione Attiva (SIA) elaborata dal ministero del Lavoro.
 
Nuova Social Card, i primi dati
Sono scaduti ormai in quasi tutte le città coinvolte i termini per richiedere la nuova social card nel tentativo di contrastare il fenomeno della povertà su scala più larga rispetto a quanto fatto negli ultimi anni. Si tratta di una sperimentazione che potrà servire per testare punti di forza e debolezza di questo strumento in vista di un’eventuale diffusione sull’intero territorio nazionale.
 
La rivoluzione della Banca Mondiale per cancellare la povertà entro il 2030
L'istituto vara la sua prima riorganizzazione in 20 anni sotto la spinta del neo neopresidente Jim Yong Kim. L'obiettivo è fare scendere il tasso di povertà assoluta - meno di 1,25 dollari al giorno - al 9% entro il 2020 per arrivare all'eliminazione dieci anni dopo. Visco: "E' il primo passo per raggiungere un doppio obiettivo. La fine della povertà estrema e la promozione di una prosperità condivisa".
 
Stranieri e disuguali
In uno dei momenti più caldi del dibattito sull'immigrazione, si è tenuta a Torino la presentazione del “Rapporto sulle disuguaglianze nei diritti e nelle condizioni di vita degli immigrati” pubblicato nel volume "Stranieri e disuguali" (a cura di Chiara Saraceno, Giuseppe Sciortino e Nicola Sartor, Il Mulino, 2013). Ospite d'eccellenza il Ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge, presenza significativa nell'ottica della creazione di un efficace “ponte” fra politica ed esperti del settore.
 
A Cortona Ministro e ACLI si confrontano sul SIA
Nel corso dell'incontro nazionale di studi delle Acli “Abitare la Storia”, svoltosi a Cortona dal 19 al 21 settembre, il Ministro del Welfare Giovannini ha avuto modo di parlare della proposta SIA - Sostegno per l'inclusione attiva. La misura, presenta la scorsa settimana a Palazzo Madama all'interno della relazione del gruppo di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per lo sviluppo di nuove misure di contrasto alla povertà, ha infatti diversi punti in comune col Reddito di Inclusione Sociale (Reis) presentato congiuntamente da Acli e Caritas nel luglio scorso.
 

 
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