POVERTÀ ALIMENTARE /
Presentato il manuale per la raccolta e la distribuzione del cibo a fini di solidarietà sociale
Migliorando la gestione delle eccedenze, potrebbe incrementare il volume del cibo recuperato di 30 mila tonnellate
08 marzo 2016

Mercoledì 2 marzo, presso l’auditorium del Ministero della Salute, è stato presentato il manuale Recupero, raccolta e distribuzione di cibo ai fini di solidarietà sociale, manuale per corrette prassi operative per le organizzazioni caritative, a cura di Caritas Italiana e Fondazione Banco Alimentare Onlus.

Come vi abbiamo spesso raccontato all’interno del nostro Focus sulla povertà alimentare, in questi anni sono nati importanti e efficaci progetti che hanno saputo affrontare il problema della povertà alimentare - non più soddisfatto dalla famiglia o da reti informali, riempiendo così spazi non coperti dall’intervento pubblico e dal mercato – e ridurre il volume dello spreco alimentare. Lo scorso 2 dicembre la Commissione Europea, presentando il Pacchetto sull’economia circolare, ha ribadito infatti che “i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa: si stima che nell'Ue si sprechino circa 100 milioni di tonnellate di alimenti l'anno”.

Tuttavia, non è facile per chi opera in questo settore conoscere le normative e le procedure necessarie a garantire la qualità dei prodotti redistribuiti. Da qui l’origine del manuale, il cui obiettivo è predisporre delle corrette “prassi igieniche” che consentano il recupero, la raccolta, la conservazione e la distribuzione di derrate alimentari da parte delle Organizzazioni Caritative, e, allo stesso tempo, incentivare i donatori a recuperare alimenti, riducendo così gli sprechi. Tra i donatori, infatti, c’è ancora il timore di una scarsa tracciabilità e poca capacità di gestire in sicurezza il prodotto donato alle Organizzazioni Caritative. Come ha spiegato Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare, “la passione e la cura con cui operano le Organizzazione Caritative spesso non è sempre sufficiente garanzia per i donatori. In questo senso, il manuale aiuterà a fugare in modo più trasparente e condiviso questi timori da parte dei potenziali donatori”.

L’individuazione di corrette prassi igieniche contribuisce dunque a massimizzare la raccolta e il recupero di eccedenze alimentari lungo tutta la filiera agroalimentare: secondo una recente ricerca del Politecnico, negli ultimi anni è stato rilevato un incremento del 10% di alimenti recuperati grazie al miglioramento dei processi di gestione, raggiungendo così un totale di 500 mila tonnellate. “Fino ad ora l’incertezza ci ha fatto (tutti compresi) donare, recuperare e ridistribuire solo prodotti estremamente sicuri – precisa Lucchini. Il Manuale, meglio il suo utilizzo, permetterà di rendere più autonomi le organizzazioni del terzo settore nella valutazione del rischio delle proprie attività, cioè recuperare e ridistribuire cibo”.

“Per tutto quanto detto – ha concluso Lucchini -, ci sentiamo sicuri di affermare che l’applicazione del Manuale, nel medio periodo, porterà a recuperare almeno altre 30 mila tonnellate, su un totale stimato di circa 1.000.000 di tonnellate eccedenti, nelle due macro-categorie ad alto e medio livello di attenzione ossia i così detti alimenti deperibili. Alimenti di ottima qualità e recuperati dalle Organizzazioni Caritative con processi di sicurezza condivisi con i donatori e le autorità di controllo. A queste eccedenze alimentari si aggiungeranno sicuramente anche maggiori tonnellate di prodotti della macro-categoria a basso livello di attenzione, ovvero i prodotti non deperibili, prodotti con caratteristiche di stabilità termica e i prodotti provenienti dal settore primario (ortofrutta ecc…)”.


Il manuale può essere scaricato direttamente da questo link.
Il video dell'evento di presentazione e i contenuti esposti possono essere invece consultati
sul sito di Banco Alimentare

 


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