La contrattazione collettiva e le innovazioni nel welfare: le esperienze del CCNL di colf e badanti e del CCNL degli elettrici
Il welfare occupazionale si sta diffondendo in maniera rilevante attraverso la contrattazione collettiva, anche grazie ad alcune formule innovative. Il contratto collettivo nazionale degli assistenti familiari, ad esempio, ha introdotto formule assicurative per le famiglie datrici di lavoro, mentre quello degli elettrici prevede la possibilità di convertire il premio annuale in ferie e permessi.
 
Il welfare nella contrattazione collettiva: un fenomeno ancora in crescita
Prosegue il nostro monitoraggio del database del CNEL per comprendere la diffusione del welfare aziendale e dei fringe benefit all'interno della contrattazione collettiva. Dal 2016 al 2019 gli accordi di primo livello che prevedevano interventi su questo fronte erano 13: il fenomeno sembra però essere cresciuto molto anche nel 2020. Ce ne parla il nostro Valentino Santoni.
 
Premio di Risultato e welfare aziendale, sono 7.600 gli accordi aziendali che prevedono la possibilità di conversione
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il Report sull'andamento dei Premi di Produttività relativo al mese di settembre 2020. Secondo il documento attualmente sono 12.939 gli accordi di secondo livello che regolamentano forme premiali legate alla produttività: di questi, 7.616 (il 57%) prevedono la possibilità di conversione del premio in benefit e servizi di welfare aziendale.
 
Sussidiario o integrativo? Come il welfare entrerà nel rinnovo dei contratti nazionali
Il dibattito sul tema del welfare aziendale è ancora oggi di grande attualità. Recentemente questa tematica è stata ripresa dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi (in una lettere rivolta al Premier Conte) e dalla Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Secondo Emmanuele Massagli tale dibattito mette in risalto il welfare aziendale non più come un mero contenitore di benefit, ma come strumento sempre più centrale nello scambio del rapporto di lavoro | Emmanuele Massagli, Bollettino ADAPT, 6 luglio 2020
 
Secondo welfare e contrattazione, leve strategiche per le nuove sfide sociali
Quale può essere il ruolo del sindacato, della contrattazione e del welfare aziendale alla luce delle nuove sfide e dei nuovi bisogni sociali? È stata questa la domanda al centro del webinar "Dal Quarto rapporto sul secondo welfare alle sfide poste dall'emergenza Covid-19", organizzato da Cisl Lombardia e dal nostro Laboratorio. Valentino Santoni ci racconta che cosa è emerso nel corso dell'incontro.
 
Cgil e Fondazione Di Vittorio, il welfare è una materia contrattuale sempre più diffusa
Cgil e Fondazione Di Vittorio hanno recentemente pubblicato il Secondo Rapporto sulla contrattazione di secondo livello. Stando al documento, il welfare aziendale sarebbe presente in oltre il 30% degli accordi stipulati nel triennio 2017-2019: continua quindi la crescita del fenomeno. Persistono però alcune difformità legate alla dimensione aziendale, al settore produttivo delle aziende e al territorio in cui queste hanno la loro sede.
 
Contrattazione collettiva e conciliazione vita-lavoro: uno sguardo comparato sulle buone pratiche in alcuni Paesi europei
Anche a causa della pandemia di Coronavirus il tema del work-life balance è tornato al centro del dibattito pubblico. Allo scopo di approfondire la questione, in questo contributo vi presentiamo i risultati del rapporto "Rebalance", che analizza il ruolo della contrattazione collettiva e degli accordi tra le parti sociali nella promozione di politiche di conciliazione vita-lavoro e di sostegno alla genitorialità nei principali Paesi UE.
 
Inarcassa, 100 milioni investiti nel welfare complementare per ingegneri e architetti
Inarcassa, l'ente di previdenza a cui sono iscritti oltre 164mila ingegneri e architetti, ha deciso di stanziare 100 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza causata dalla pandemia di Covid-19. Queste risorse saranno utilizzate per finanziare prestazioni di welfare - come indennità, sussidi e finanziamenti - volte a fornire un sostegno concreto all'eccezionale situazione di emergenza che si è venuta a creare.
 
Premio di Risultato e welfare aziendale, ad aprile sono 6.300 gli accordi aziendali che prevedono la possibilità di conversione
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il Report sull'andamento dei Premi di Produttività relativo al mese di aprile 2020. Secondo quanto affermato dal documento, attualmente sono 11.150 gli accordi di secondo livello che regolamentano forme premiali legate alla produttività: di questi, 6.300 (il 57% circa) prevedono la possibilità di conversione del premio in benefit e servizi di welfare aziendale.
 
Welfare contrattuale e sanità integrativa ai tempi del Coronavirus
Attraverso la contrattazione collettiva, le parti sociali si stanno attivando nell'ambito della sanità integrativa con misure ad hoc per fornire maggiore sicurezza ai lavoratori e alle imprese in questo periodo di crisi. Alcuni esempi arrivano dagli interventi realizzati dai Fondi sanitari integrativi dei settori metalmeccanico, della cooperazione, dell’artigianato, della moda e della logistica. Ne parliamo in questo approfondimento.
 
Ccnl delle cooperative sociali, il Ministero del Lavoro pubblica le tabelle sul costo del lavoro
Dopo circa un anno dal rinnovo del contratto nazionale delle cooperative sociali, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un Decreto che definisce gli standard retributivi medi per i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo.
 
Ministero del Lavoro: a gennaio più di 5.800 contratti prevedono misure di welfare aziendale
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso un nuovo Report sull'andamento dei premi di produttività, basato sui dati ricavati dalla procedura di registrazione telematica dei contratti aziendali e territoriali. A gennaio 2020, secondo il documento, erano 10.272 i contratti attivi e in più della metà dei casi prevedevano misure di welfare aziendale. Si confermano però forti differenze su base geografica, dimensionale e settoriale.
 
Contrattazione di secondo livello e welfare: le evidenze del Rapporto Ocsel 2019
L'Osservatorio Ocsel di Cisl ha pubblicato il nuovo Rapporto relativo alla contrattazione di secondo livello. Stando ai dati del documento, nel 2018 quasi il 40% degli accordi aziendali e territoriali prevedeva misure di welfare aziendale: si tratta di un incremento di oltre 15 punti percentuali rispetto al 2016. Permangono però alcune differenze tra le imprese. In questo articolo analizziamo i contenuti del Rapporto.
 
Pensioni e salute ormai sono il nocciolo duro di tutti i Contratti Collettivi
In questo articolo uscito nel quotidiano Il Sole 24 Ore si ripercorrono i contenuti in tema di welfare di alcuni dei Contratti collettivi più diffusi nel nostro Paese. Il welfare contrattuale, e in particolare la previdenza complementare e la sanità integrativa, è un istituto presente ormai da alcuni anni nei CCNL. Più di recente le parti sociali hanno iniziato ad inserire anche forme di flexible benefit e altri servizi di welfare.
 
Contratti collettivi nazionali di lavoro: Inps e Cnel avviano un'analisi per approfondire i contenuti
Recentemente, l’Inps e il Cnel hanno avviato un’attività di analisi allo scopo di ricavare informazioni in merito ai contenuti dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati nel nostro Paese. In totale sono stati considerati quasi 500 accordi presenti nel database del Cnel. Considerata la novità dell’iniziativa, il documento è ancora in una versione provvisoria. Sarà possibile quindi inviare osservazioni e commenti ai due enti entro il 30 settembre.
 
Welfare contrattuale, firmato accordo nel settore chimico
Lo scorso 15 luglio le parti sociali del settore chimico hanno siglato un accordo riguardante Fonchim e Faschim, i fondi di previdenza complementare e sanità integrativa previsti dal contratto collettivo di settore, che vedranno aumentate le quote di risorse ad essi destinate. In questo modo Filctem, Femca, Uiltec, Federchimica e Farmindustria hanno così ribadito la centralità che il welfare contrattuale ha per tutti gli addetti del comparto.
 
Il welfare aziendale è presente nel 53% dei contratti che prevedono Premi di Risultato, dice il Ministero
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un nuovo report in merito ai contratti di secondo livello stipulati dalle aziende del nostro Paese. Secondo il Ministero, oltre il 53% degli accordi che prevedono forme premiali correlate alla produttività hanno introdotto anche misure e prestazioni di welfare aziendale. Permangono però alcune differenze a livello di dimensione d'impresa, contesto territoriale e settore produttivo.
 
Il welfare aziendale sbarca nel CCNL dei dipendenti dei centri elaborazione dati e degli studi di professionisti digitali
Da gennaio 2019, tutte le imprese che adottano il contratto collettivo per i lavoratori dei Centri di Elaborazione Dati, imprese ICT e professionisti digitali dovranno prevedere, per tutti i dipendenti, una quota annuale da destinare a beni e servizi di welfare aziendale. Questa novità è stata prevista dal recente rinnovo del CCNL del settore sottoscritto dalle parti sociali.
 
Diritti sociali e welfare integrativo
"La piena diffusione dei piani di welfare aziendale presuppone un ruolo attivo e convinto dei sindacati, i quali dovranno abituarsi sempre di più a contrattare queste forme di servizi e prestazioni sociali rivolte al benessere dei lavoratori". È questo il pensiero che Marco Bentivogli, segretario generale di Fim Cisl, ha espresso in un suo articolo uscito nella piattaforma TuttoWelfare.info | Marco Bentivogli, TuttoWelfare.info, 8 aprile 2019
 
Il welfare aziendale continua a crescere. A dirlo sono i nuovi dati diffusi dal Ministero del Lavoro
Secondo il report periodico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali oltre la metà degli accordi di secondo livello che prevedono forme premiali correlate alla produttività includono misure di welfare aziendale. Dal 2016 la percentuale è aumentata di oltre 30 punti ed è oggi pari al 51%. Restano però notevoli difformità legate a territorialità, attività e dimensione delle realtà coinvolte.
 

 
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