TERZO SETTORE /
Coronavirus, Zamagni: un errore aver dimenticato il Terzo settore. Non si riparte senza il sociale
Il docente dell'Università di Bologna, in due contributi pubblicati da Vita e Buone Notizie, richiama l'importanza di coinvolgere il mondo del sociale per uscire dall'emergenza

"In questa crisi del Covid-19 (...) due sole dimensioni hanno attratto la quasi totalità delle attenzioni da parte sia dei soggetti pubblici istituzionali sia della politica e degli stessi cittadini: la dimensione sanitaria e quella economico-finanziaria. Ciò a cui finora è stata prestata scarsa attenzione è la dimensione socio-relazionale e spirituale". È quanto afferma Stefano Zamagni nel suo editoriale per il nuovo numero di Vita non profit.

Secondo il professore dell'Università di Bologna, oggi il mondo del sociale e del Terzo Settore possono fornire un contributo fondamentale. "Primo, l’apparato di conoscenze e informazioni che solo chi opera sul territorio e per il territorio è in grado di fornire. Secondo, l’assolvimento di mansioni come il rilevamento della temperatura corporea, il prelievo dei tamponi, il trasporto degli ammalati (...). Terzo, e soprattutto, la predisposizione di vere e proprie azioni di pedagogia sanitaria e di educazione alla responsabilità intesa non tanto come imputabilità, ma come farsi carico del peso delle cose, del prendersi cura dell’altro".

Zamagni si era espresso sulla stessa linea anche nel corso di un'intervista rilasciata a Elisabetta Soglio di Corriere Buone Notizie, sostenendo che il Governo ha fatto un grave errore nel non coinvolgere a pieno il Terzo Settore in questa crisi.


Zamagni: ''Coronavirus, che errore aver dimenticato il Terzo settore''
Stefano Zamagni, Vita non profit, 25 marzo 2020

«Hanno dimenticato il Terzo settore, ma non si riparte senza il sociale»
Elisabetta Soglio, Corriere Buone Notizie, 23 marzo 2020