TERZO SETTORE / Volontariato
Un guardaroba aperto per chi cerca un nuovo impiego
A Torino la Società San Vincenzo de Paoli attraverso 'Un armadio di lavoro' offre abiti professionali per chi deve sostenere colloqui. In cambio si chiedono altri vestiti, una piccola donazione o un semplice passaparola.
16 febbraio 2021

La Società San Vincenzo de Paoli di Torino ha lanciato il progetto “Un armadio di lavoro”, che propone una distribuzione gratuita di abiti professionali a quanti sono alla ricerca di lavoro e si apprestano ad affrontare un colloquio.

In questo delicato contesto economico, in cui tante persone sono alla ricerca di un nuovo impiego, ci siamo chiesti come potessimo dare il nostro contributo con un progetto che unisse la nostra vocazione sociale ai nostri valori di sostenibilità” raccontano Elisa Valenti e Giorgio Ceste, coordinatori del progetto “Abito”.

È nata così l’idea di “Un armadio di lavoro”, un’iniziativa in cui la condivisione e il dono non sono solo atti di cura verso il prossimo, ma sono anche strumenti per ridurre il nostro impatto ambientale, mettendo in circolo quegli abiti che spesso giacciono inutilizzati e quasi nuovi nei nostri armadi, ma che possono essere preziosi per chi è in procinto di sostenere un colloquio. “Un armadio di lavoro” non è solo un guardaroba aperto a chi ha bisogno: è un progetto di economia circolare, dove chiunque abbia un vestito formale – quasi nuovo – può donarlo alla comunità mentre chiunque abbia un colloquio imminente può prenderlo facendo una piccola donazione, donando altri abiti (anche non formali) o semplicemente in cambio di un passaparola che aiuti a diffondere l’iniziativa. Per tutte queste persone, “Un armadio di lavoro” vuole essere l’augurio che tante offerte lavorative, un armadio pieno zeppo di possibilità, arrivino in questo periodo di grandi cambiamenti.

"Un armadio di lavoro" è parte di “Abito”, progetto realizzato dall’Associazione San Vincenzo de Paoli in collaborazione con la Squadra Giovani della Croce Verde Torino e ha l’obiettivo di dare maggiore dignità alle persone che vivono in condizioni di disagio economico o sociale, stimolare dinamiche partecipative nella società, riattivare le reti relazionali, recuperare e rigenerare i vestiti usati.

 

 


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