TERZO SETTORE /
Reti di solidarietà: Avvenire va all'attacco del Governo
Un editoriale del direttore Marco Tarquinio e una lunga intervista al professor Stefano Zamagni lanciano dure critiche sulle scelte dell'esecutivo giallo-verde
29 aprile 2019

Nelle ultime settimane Avvenire ha assunto posizioni sempre più nette nei confronti del Governo Conte. Dalle politiche migratorie alle scelte economiche, il quotidiano dei vescovi italiani ha infatti espresso numerose critiche all'esecutivo giallo-verde, analizzando da diversi punti di vista quelle che considera scelte politiche dannose per il Paese. Nell'edizione di domenica 28 aprile l'accento è stato posto sulle politiche di welfare attraverso un duro editoriale del direttore Marco Tarquinio, dal titolo "È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà" e una lunga intervista al professor Stefano Zamagni, oltre a dati e riflessioni su quello che in prima pagina è definito lo "Stato asociale". Tarquinio parla di una vera e propria guerra contro le reti di solidarietà che mette nel mirino:

"tutti coloro che si occupano di poveri, bambini soli, disabili, carcerati, stranieri (non turisti, ovvio, ma rifugiati e richiedenti asilo). Le mense e gli ostelli della Caritas e degli altri accoglienti diventano la «mangiatoia», le Case famiglia sono liquidate come «business», sul rilancio delle misure alternative al carcere e di recupero dei detenuti viene messa una pietra sopra, chi fa cooperazione sociale è denigrato come affarista e persino malavitoso, le organizzazioni umanitarie (le famose Ong...) sono trattate da nemici del genere umano e dell’ordine pubblico... 

Non si tratterebbe di scelte sporadiche, ma di una strategia precisa e al tempo stesso paradossale. La guerra alla solidarietà infatti vede un Governo che:

"si prepara a distribuire soldi sacrosanti - anche se a debito - come erogazione statale ai cittadini più indigenti, ma contemporaneamente percuote e tenta di sgretolare le reti di solidarietà che la società civile distende e lo Stato sinora (bene o male, comunque con assai meno spese di quelle proprie di una gestione statalista) ha utilizzato, sostenuto o, semplicemente, non ostacolato".

Un pensiero che Zamagni racchiude nella parola aporofobia, ovvero il duro e concreto disprezzo del povero e di chi del povero si occupa senza avere "i galloni del funzionario pubblico":

"non è un sentimento che nasce, come accadeva una volta, ai piani alti della società. Non siamo di fronte allo scontro classico tra chi sta molto bene e chi sta male. La guerra sociale oggi è stata scatenata dai penultimi nei confronti degli ultimi, perché le élite e i ricchi non hanno nulla da temere dalle politiche redistributive di cui parlano i governi. Da noi, in Italia e nell’Occidente, semmai è la classe media ad essere tornata indietro"

Per affrontare la situazione secondo Zamagni:

"Servirebbe un Civil Compact in sede europea, un progetto sull’economia civile che guardi ai prossimi decenni, mettendo alla berlina chi ha sbagliato in questi anni. Da quando è nata un’intellighenzia del terzo settore, ripeto, la classe dirigente ha avuto paura che le si potesse sottrarre potere progressivamente. Il punto è che, essendosi spostato il conflitto tra classi sociali, il modello di ordine del passato non può più durare a lungo e le forze politiche attuali non sanno indicare la strada per trovare nuovi equilibri. Non abbiamo gli attrezzi giusti per affrontare questa nuova fase storica"

E in questo senso non è più sufficiente la strada delle riforme, ma occorre un cambio di paradigma:
 
"serve una trasformazione complessiva del sistema, bisogna cambiarne le fondamenta e l’impianto. L’associazionismo non può fare solo diagnosi, servono terapie. Di più: il frazionismo fa male, soprattutto adesso che è evidente la strategia portata avanti per diminuire la presenza dei cattolici nel terzo settore e non solo."

 


Per approfondire:

È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà 
Marco Tarquinio, Avvenire, 28 aprile 2019

Zamagni: «Il Terzo settore è sotto attacco, un conflitto mai visto»
Diego Motta, Avvenire, 28 aprile 2019

Ecco i dieci fronti dell'Italia che diventa egoista
Avvenire, 28 aprile 2019