TERZO SETTORE /
Prende forma l’Iri del Terzo Settore
Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore, 1 novembre 2015
01 novembre 2015

Il 12 marzo del 2014, il presidente del Consiglio Matteo Renzi segnò uno dei punti della sua comunicazione politica presentando, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, le 34 slide intitolate «La svolta buona». La terzultima riguardava il Terzo Settore. Laconicamente annunciava «Un fondo per non toccare il fondo. 500 milioni. Fondo per le imprese sociali». Tredici parole e una cifra che mandarono in fibrillazione il composito ed eterogeneo mondo del non profit italiano.

Ad un anno e mezzo da allora, quella slide si sta riempiendo di contenuti. Vincenzo Manes, imprenditore e fondatore di Dynamo Camp, consulente di Renzi per il Terzo Settore, ha infatti dichiarato che nella legge delega "che dovrebbe andare in discussione al Senato prima di Natale, si troverà una dote iniziale da 50 milioni di euro".

"Sono tanti, sono pochi? Intanto, costituiscono una base per procedere al successivo fundraising fra i privati. L’elemento finanziario è importante. Ma lo è ancora di più il nuovo modello che proponiamo". Nel disegno di Manes, ai 50 milioni di euro pubblici, ne vanno aggiunti altri 50 da fondazioni italiane ed estere e 50 ancora da privati. Secondo la road map più ottimistica, la legge delega dovrebbe poi tornare alla Camera dei Deputati prima dell’estate. Con i decreti attuativi, nella ipotesi più rapida il tutto dovrebbe diventare realtà prima dell’estate. Il modello è quello di una fondazione in partecipazione mista pubblico-privata – dotata di un nocciolo duro di soldi statali in grado ipoteticamente di attrarre fondi privati, con una gestione di stile privato e una supervisione pubblica - che possa contribuire alla razionalizzazione e alla modernizzazione di un settore che, nonostante la fioritura sperimentata negli ultimi quindici anni, resta frammentato e frammentario.

 

Prende forma l’Iri del Terzo Settore
Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore, 1 novembre 2015