TERZO SETTORE / Mutualismo
Per un welfare 'a filiera corta': l'esperienza mutualistica delle BCC toscane
Nel corso di una nostra ricerca promossa dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ci siamo imbattuti nell’esperienza di welfare integrativo delle Banche di Credito Cooperative. Ecco di cosa si tratta.
02 marzo 2021

Lo scorso 4 febbraio, nel corso di un evento online, è stato presentato il rapporto “Un welfare aziendale "a filiera corta". Attuale sviluppo e possibili evoluzioni in provincia di Siena”, frutto di ricerca condotta da Secondo Welfare nel corso del 2020 grazie al sostegno di Fondazione MPS (qui sono disponibili maggiori informazioni in merito ai risultati delle indagini).

Le analisi svolte hanno approfondito, in particolare, la dimensione del welfare aziendale “a filiera corta”, ovvero quelle forme di welfare aziendale fortemente aperte al territorio, inclini ad attivare filiere di produzione di valore capaci di mettere a sistema le risorse locali e innescare circoli virtuosi di sviluppo in una prospettiva sostenibile e inclusiva, coerente con l'Agenda 2030 dell’ONU.

Tra le iniziative mappate dalla ricerca c’è quella delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) attive nel territorio toscano, le quali hanno dato vita a un interessante progetto di welfare mutualistico potenzialmente aperto a tutto il territorio.


L’azione mutualistica delle BCC toscane

L’iniziativa delle BCC nasce a seguito della riforma del credito cooperativo del 2016, la quale ha previsto la costituzione di grandi gruppi bancari cooperativi a cui i singoli istituti hanno l’obbligo di aderire. Tale novità ha portato con sé importanti cambiamenti per il sistema di credito cooperativo. Al contempo, grazie al progressivo rafforzamento della rete nazionale delle BCC e allo scopo di limitare il rischio di perdere il loro radicamento territoriale, sono nati anche interessanti progetti.

Tra questi vi è quello di natura mutualistica che ha conosciuto particolare fortuna nel contesto toscano. Tra il 2016 e il 2017 si è infatti avviato un percorso promosso a livello nazionale per dotare ogni BCC di una mutua al fine di consentire ai loro soci e clienti di accedere a prestazioni di natura sanitaria e indennità di varia natura a prezzi ridotti. Ogni istituto ha quindi avuto la possibilità di dar vita a una mutua sul proprio territorio di competenza, e in particolare presso i Comuni in cui ha sede la filiale principale. A livello nazionale sono così nate 30 mutue dislocate sul territorio italiano.

Anche considerando l’elevato numero di potenziali beneficiari (140.000 soci e 550.000 clienti solo in Toscana), nel solo contesto toscano sono state fondate 11 mutue legate ad altrettante Banche di Credito Cooperativo. Questo, da un lato, grazie alla storia e alla rilevanza che le BCC hanno in questa regione e, dall’altro, a un percorso partecipativo avviato in questo contesto nel 2018 dal COMIPA, cioè il Consorzio tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza.

Queste 11 mutue - a cui possono iscriversi tutti i dipendenti e i clienti delle BCC - mettono a disposizione una serie di interventi di natura sanitaria, legati alla conciliazione vita-lavoro e per il sostegno al reddito. Sul fronte sanitario sono previsti interventi come: l’erogazione di sussidi e la previsione di rimborsi sanitari presso le strutture convenzionate, il rimborso di spese sanitarie out of pocket, diarie per il ricovero in caso di infortunio o malattia, servizi di pronto intervento e assistenza medica specialistica. Anche le misure dedicate alla famiglia sono molto variegate: ci sono specifici sussidi, incentivi per attività sportiva o culturale extrascolastica per i figli under 18, scontistica e prezzi calmierati presso esercizi locali (cartolibrerie, centri e campi estivi, associazioni sportive, e così via).

In generale, le organizzazioni convenzionate appartengono sia al mondo profit sia a quello non profit: attraverso i siti internet delle mutue è possibile conoscere i fornitori di servizi che sono dislocati su tutto il territorio regionale.


Le BCC della provincia di Siena

In provincia di Siena le mutue attive sono 3: Mutua Amici per sempre (Banca Valdichiana), SMS Cras e ChiantiMutua. Per quanto riguarda invece il numero di soci e la richiesta di prestazioni, al 31 dicembre 2019 Chianti Mutua faceva registrare 9.488 soci attivi e 2.493 figli minori assistiti: nel corso dell’anno la mutua aveva erogato in totale 91.684 euro per i rimborsi sanitari e 24.495 euro per i sussidi alla famiglia. La Mutua di Banca Valdichiana - Amici per sempre - contava, al 31 dicembre 2019, 1.918 soci effettivi: nel corso dell’anno aveva inoltre elargito prestazioni per 41.656 euro (27.041 euro destinati all’ambito sanitario e 14.615 a quello legato alla famiglia).


Figura 1. Numero dei soci e degli assistiti dalle Mutue BCC e risorse erogate (dati al 31.12.2019).


Mutualismo e prossimità: le specificità del progetto delle BCC

Come evidenziato da Gianni Parigi, Responsabile della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, intervenuto all’evento online dello scorso 4 febbraio, la scelta di compiere questo investimento proprio nel contesto toscano è dipesa in modo particolare dal fatto gli istituti di credito hanno voluto creare un sistema che potesse essere adoperato anche dai loro dipendenti e collaboratori: in questa direzione l’intento era quindi quello della creazione di un piano di welfare aziendale.

Inoltre, ha affermato Parigi, “il progetto si è sviluppato in tal modo anche perché le BCC hanno voluto rafforzare la loro presenza e il loro ruolo sul territorio, proponendosi come veri e propri attori del panorama del secondo welfare. A seguito della riforma gli istituti di credito hanno voluto rafforzare il legame con il contesto senese e toscano promuovendo un modello mutualistico per rispondere ai bisogni sociali sociali delle persone”.

In questo senso l’azione mutualista delle BCC rispecchia quelle caratteristiche del welfare “a filiera corta” che sono state evidenziate precedentemente e che sono approfondite all’interno del rapporto di ricerca "Un welfare aziendale a filiera corta". In particolare, attraverso un simile intervento - capace di adottare una logica di prossimità e di attivare nuove reti - si va nella direzione di incentivare nuovi modelli di sviluppo che cercano di mettere al centro la sostenibilità del territorio.

Questi progetti possono infatti essere letti all’interno della cornice dell’Agenda 2030 dell’ONU e, perciò, dell’imperativo da essa enunciato di “non lasciare nessuno indietro” (Leaving no one behind). Non lasciare nessuno indietro significa garantire opportunità di progresso a tutti i gruppi sociali, promuovere l’uguaglianza e invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze. Ed è proprio in questa logica che welfare aziendale e azioni mutualistiche possono trovare spazio nell’agenda di policy dei governi e degli enti locali, contribuendo - anche se non da soli - a contrastare o almeno ad alleviare le conseguenze di una crisi come quella scatenata dalla pandemia di Covid-19.


 

 


Un welfare aziendale "a filiera corta". Attuale sviluppo e possibili evoluzioni in provincia di Siena

Per un welfare aziendale “a filiera corta”: spunti e riflessioni dalla provincia di Siena

Welfare aziendale “a filiera corta”: un’opportunità per innovare Welfare State e tessuto imprenditoriale

Vogliamo capire come valutare l'impatto sociale dei piani di welfare aziendale

Le prospettive del welfare aziendale per il 2021

Se la pandemia cambia il mercato del welfare aziendale