TERZO SETTORE /
Filantropia, antidoto contro populismo e xenofobia
Cosa possono fare fondazioni e enti filantropici per sostenere la democrazia in crisi? Se ne parlerà il 16 maggio a Padova durante il convegno pubblico organizzato da Assifero in occasione della sua Assemblea Annuale
15 maggio 2019

A trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, e dal relativo entusiasmo per la diffusione della democrazia e la sempre maggior tutela dei diritti umani, l’Europa è attraversata da spinte centrifughe e da un progressivo scollamento tra cittadini, istituzioni e corpi intermedi. In altre parole, la democrazia elettorale evidenzia segni di crisi in molti Paesi europei. Oggi, in un mondo attraversato da mutamenti repentini, sempre più globalizzato e connesso ma al contempo sempre più polarizzato, è necessario ripensare i valori sottesi alla coesistenza sociale di una democrazia partecipativa, al rapporto tra centro e periferie, tra alto e basso. La democrazia, infatti, non è solo una forma di governo con le sue istituzioni, ma è un insieme di pratiche sociali che hanno come attori tutti i cittadini, ancor prima dei loro rappresentanti eletti. La democrazia è un processo diarchico: istituzioni democratiche da un lato, dibattito pubblico e partecipazione dall’altro. Ed è proprio su queste due componenti fondamentali che (anche) il mondo della filantropia può intervenire e provare a fare la differenza.

Saranno questi i temi al centro del convegno “Filantropia è partecipazione democratica. Ruolo, significato ed esperienze delle fondazioni filantropiche”, organizzato da Assifero, l'Associazione Italiana Fondazioni ed Enti della Filantropia Istituzionale, che ha scelto Padova come sede della sua Assemblea Annuale (iniziata, a porte chiuse, il 15 maggio); una scelta non casuale visto che la città veneta sarà Capitale europea del volontariato 2020. L'obiettivo dell'evento è presentare al grande pubblico il ruolo delle fondazioni e degli enti filantropici - circa 140.000 in tutta Europa - che, insieme al mondo del volontariato e del Terzo Settore, concorrono ad alimentare il cambiamento sociale e a formare e rafforzare i valori che sottestanno a una democrazia moderna.

L’evento si aprirà con la lettura recitata da Lorenzo Maragoni di un testo tratto da “Il Cammino della Comunità” di Adriano Olivetti e con la Lectio Magistralis di Marco Mascia, Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova. Seguirà un dialogo tra Felice Scalvini, presidente di Assifero, e Gerry Salole, CEO del European Foundation Centre. La seconda parte della mattinata sarà invece dedicata ad alcuni casi generativi di impegno civico con Andrea Menapace, direttore della coalizione CILD-Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Alessandra Gariboldi, responsabile dei progetti transnazionali di Fondazione Fitzcarraldo, Florinda Saieva, fondatrice della Farm Cultural Park di Favara, e Emanuele Alecci, Presidente Centro Servizi Volontariato Padova.

Felice Scalvini, Presidente di Assifero, presentando i contenuti della convegno ha spiegato che "in questo mondo la democrazia per vivere e prosperare ha ancora più bisogno di affiancare alle proprie istituzioni e ai rappresentanti politici, un insieme di pratiche sociali che vedano come attori tutti i cittadini: istituzioni democratiche da un lato, opinione pubblica e partecipazione civica libera dall’altro risultano essenziali. È su queste due componenti che la filantropia può fare la differenza". "Detto in modo chiaro e inequivocabile" sottolinea Scalvini "i corpi intermedi, le organizzazioni non profit e gli enti del Terzo Settore sono la soluzione più attendibile per evitare il grave rischio che le crescenti diseguaglianze a livello nazionale si trasformino in populismo e xenofobia".

A fargli eco Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero: "una democrazia solida ha un bisogno vitale di una società civile forte, capace, resiliente e uno Stato democratico avanzato deve garantire un ambiente abilitante per lo sviluppo di questi enti. Il provvedimento del Governo italiano sul raddoppio dell’IRES agli enti del Terzo Settore, poi sospeso in extremis anche grazie all’intervento del Capo di Stato, così come la questione degli stipendi per i loro dipendenti e la cosiddetta norma “spazzacorrotti”, costituiscono derive con conseguenze gravissime ben al di là delle questioni fiscali o tecniche. In questo contesto la filantropia può svolgere un ruolo di attivatore di capitale sociale”. 

 


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