TERZO SETTORE / Impresa sociale
Iris Network al Governo: sbloccare subito le misure agevolative per le imprese sociali
La rete italiana degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale si è rivolta direttamente al Ministero del Lavoro per chiedere di rendere operativo quanto previsto dall'attuale disciplina, senza passare dalla Commissione UE
09 giugno 2020
Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta di Iris Network, la rete italiana degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in cui si sottolinea l'urgenza di una modifica normativa che renda immediatamente operativi due importanti misure a favore delle imprese sociali: la detassazione degli utili posti a riserva e reinvestiti – misura mutuata dal mondo cooperativo – e la deducibilità fiscale del capitale, già prevista per le startup innovative.

 
Nel 2006 il primo tentativo di disciplinare l’impresa sociale non aveva avuto esito pratico per un semplice motivo: a fronte di vincoli rilevanti, non vi era alcun incentivo per le imprese sociali. Il risultato è quello noto: furono pochissimi i soggetti ad assumere questa qualifica.

Tre anni fa il d.lgs. 112/2017, che applica la Riforma del Terzo settore alle imprese sociali, ha provato a porre rimedio a questa situazione prevedendo due importanti misure: la detassazione degli utili posti a riserva indivisibile (come lo è tutto il patrimonio di queste imprese) e reinvestiti – misura mutuata dal mondo cooperativo – e la deducibilità fiscale del capitale, come già previsto per le startup innovative.

Ma il Legislatore, questa volta, volle essere oltremisura prudente: tali misure, scrisse, sarebbero divenute operative previa notifica alla Commissione Europea e suo successivo assenso.

In tre anni il Governo italiano non ha mai notificato questa misura alla Commissione Europea. Anche se lo facesse oggi le conseguenze reali si avrebbero non prima del 2022. 

I bisogni del Paese hanno altri tempi. Serve dispiegare ora tutto il potenziale delle imprese sociali nei settori di interesse generale: la salute, l’assistenza, la scuola, l’ambiente, il turismo. E c’è bisogno di sostenere i cittadini che investono in queste imprese, aiutandoli a fare del bene al Paese.

La soluzione c’è ed è semplice: una modifica normativa che renda immediatamente operativi questi strumenti senza il passaggio presso la Commissione Europea e che quindi abiliti da subito quanto il nostro Paese ha deciso già tre anni orsono.

Una soluzione coerente con l’art. 26 del DL Rilancio, dove è prevista, senza bisogno di autorizzazioni preliminari della Commissione Europea, la deducibilità degli importi versati come capitale sociale per le imprese danneggiate dal Covid-19, una misura analoga a quella prevista (ma congelata) per le imprese sociali.

È il segno che si può fare, si tratta di volerlo.

E questa è la nostra proposta.


 
 
 


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