TERZO SETTORE / Fondazioni
Non solo incentivi fiscali: pubblico e privato per il rientro dei giovani "cervelli" fuggiti all'estero
06 novembre 2011

Si è svolto lo scorso 10 ottobre a Milano il primo incontro “Welcome Talent”, organizzato dal Comune di Milano insieme all’associazione ITalents. Un happy hour per parlare di e con i giovani, soprattutto quelli che hanno deciso di espatriare o stanno pensando di farlo a causa della mancanza di opportunità lavorative in Italia. Un dibattito, quello sui giovani italiani che decidono di cercare migliori condizioni lavorative all’estero, reso famoso dal progetto Controesodo. Un’iniziativa intrapresa già da diversi anni da alcuni deputati del PD, ma che ha presto guadagnato un supporto bipartisan, fino a diventare legge dello Stato nel dicembre 2010.

Gli incentivi fiscali per il rientro dei “cervelli” fuggiti all’estero sono un buon inizio, ma possono e devono essere integrati con un sistema di iniziative e programmi che facciano tornare l’Italia ad essere una calamita per talento e professionalità anziché un paese che forma i giovani per poi costringerli a offrire altrove le loro competenze.

La legge Controesodo

Cosa possono fare gli enti locali: le iniziative del Comune di Milano

Cosa fa il Terzo Settore: il progetto di Fondazione con il Sud

 

La legge Controesodo
La legge, rivolta a tutti i laureati nati a partire dal 1° gennaio 1969 che sono fuggiti all'estero prima del 2007, è strutturata in modo da rendere fiscalmente vantaggioso per i "cervelli in fuga" il ritorno in patria. Gli uomini che rientreranno utilizzando Controesodo risparmieranno, fino al 31 dicembre 2013, il 70% sulle tasse; le donne addirittura l'80%.
E’ stata inoltre depositata alla Camera, lo scorso 22 settembre, una proposta di legge per allungarne il periodo di validità fino al 2015 ed estendere l’ambito di applicazione degli incentivi fiscali anche a coloro che decidono di tornare in Italia per motivi di studio e formazione, ma anche per i giovani che vogliono andare a formarsi all’estero per poi tornare.

Cosa possono fare gli enti locali: le iniziative del Comune di Milano
L’iniziativa dell’Assessorato al Lavoro del Comune di Milano nasce proprio per sfruttare al meglio le potenzialità della legge Controesodo. La nuova amministrazione comunale, come ha spiegato l’assessore Cristina Tajani durante l’incontro, vuole dotare la città di nuovi programmi e servizi che rendano Milano più attraente per i giovani talenti che, spesso proprio da Milano, sono partiti alla volta dell’estero. Un’emorragia di capitale umano che a Milano vive e si forma per poi portare altrove le proprie competenze. Milano deve diventare una pista di atterraggio per gli stranieri, e di ritorno per gli italiani che sono partiti.
L’happy hour, organizzato con la Onlus ITalents e l’Associazione Controesodo, in partnership con Expo 2015 e Campari, è il primo di numerosi incontri per conoscere e farsi conoscere. Tanti i giovani cittadini presenti, venuti per conoscere meglio la legge Controesodo e le iniziative allo studio, ma anche per discutere delle necessità e raccontare la propria esperienza.

La prima iniziativa del Comune consiste in un censimento dei talenti, all’estero e rientrati, tramite un questionario online, che prevede anche la possibilità di dare indicazioni e suggerimenti circa le misure che l’amministrazione potrebbe attuare.
Il Comune metterà poi a disposizione un pacchetto di servizi e di agevolazioni, come lo snellimento delle pratiche per i permessi di soggiorno e per la ricerca di alloggio. Ci sarà anche uno sportello “Welcome talent!” per informazioni e orientamento, e a cui far riferimento per la ricerca di posizioni lavorative adeguate ai curriculum degli espatriati.

Cosa fa il Terzo Settore: il progetto di Fondazione con il Sud
Il Terzo settore è da sempre molto sensibile ai temi della formazione e della ricerca come strumenti di avanzamento economico e sociale. Oggi più che mai la crescita dell’Italia è legata alla capacità di sviluppare il capitale umano delle nuove generazioni e di attirare i talenti, italiani e stranieri, che si sono arricchiti di esperienza e competenze all’estero.

Una necessità, quella di creare opportunità e di ripopolare il nostro Paese di giovani “cervelli”, particolarmente sentita al Sud. Presentato lo scorso settembre, il Rapporto SVIMEZ 2011 sull’economia del Mezzogiorno dipinge una situazione drammatica. Secondo le previsioni, il 2011 è per il Sud il secondo anno consecutivo di stagnazione, con un Pil del +0,1% rispetto al +0,8% del Centro-Nord. A causa di una mancata strategia di crescita il Mezzogiorno è destinato a diventare l’area con il peggior rapporto tra anziani inattivi e popolazione occupata, con gli under 30 che nel 2050 secondo le stime saranno meno di 5 milioni, contro gli 11 del resto d’Italia. Rispetto alle politiche pubbliche e all’utilizzo dei fondi comunitari, il Rapporto SVIMEZ parla di “cronica incapacità di attuare piani e programmi”, all’interno di una “più ampia debolezza di strategia per la crescita del nostro Paese”.

In questo contesto opera la Fondazione con il Sud, che dal 2006 lavora per favorire l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno attraverso la promozione di “reti” di solidarietà per lo sviluppo locale. Il 30 novembre scadrà il "Bando Sviluppo del Capitale Umano ad Alta Qualificazione" della Fondazione, che mette a disposizione di Centri di Ricerca e Università del Sud Italia 3,6 milioni di euro. L’iniziativa si propone di rispondere a due bisogni: da un lato quello del territorio, di attirare i giovani talenti della ricerca nel Mezzogiorno, dall’altro quello più generale del paese, che vede sprofondare la ricerca in fondo alle priorità del Governo, soprattutto in termini di spesa dedicata.

Nell’ottica di favorire lo sviluppo economico delle aree coinvolte, la Fondazione sosterrà in particolare iniziative di ricerca applicata, orientata a soluzioni concrete e di potenziale impatto economico, e privilegerà i progetti più innovativi. Il Bando è rivolto a centri di ricerca e università delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia che prevedano il rientro dall’estero di almeno due ricercatori under 40, approfittando anche dei benefici fiscali previsti dalla Legge Controesodo.

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