TERZO SETTORE / Fondazioni
Quale abitare per le persone fragili? Ipotesi per programmare il domani
Fondazione Cariplo presenta due ricerche dedicate ai nuovi servizi residenziali per anziani e alla possibile cessione della nuda proprietà
04 giugno 2014

I grandi cambiamenti demografici in atto nella nostra società, legati in particolare al progressivo invecchiamento della popolazione, stanno dimostrando l’insufficienza e l’inadeguatezza di molte delle risposte finora strutturate, sia a livello pubblico che privato. L’aumento del numero di anziani fragili, il cambiamento delle loro aspettative, le nuove esigenze delle loro famiglie, sono tutti fattori che sollecitano un’evoluzione delle misure attualmente attive e l’implementazione di nuovi modelli capaci di fronteggiare il problema, soprattutto sul versante dei servizi abitativi. 

Fondazione Cariplo ha cercato di approfondire queste tematiche nel corso del convegno Quale abitare per le persone fragili? Due ipotesi per programmare il domani, durante il quale sono stati presentati due nuovi Quaderni tematici - Abitare leggero, verso una nuova generazione di servizi per anziani e Cessione della nuda proprietà da parte di soggetti fragili: il possibile ruolo di un soggetto dedicato - per cominciare a ragionarci in una logica di programmazione di lungo periodo. Nel corso del convegno si è provato in particolare a rispondere a due questioni fondamentali: quali sono le possibili evoluzioni dei modelli di abitare per le persone anziane? E’ possibile pensare a un intervento del non profit nel mercato della nuda proprietà per tutelare gli anziani e le persone con disabilità che hanno l’esigenza di liquidare parte della ricchezza accumulata nella casa di abitazione?


Abitare leggero: nuove soluzioni abitative per anziani

Il fatto che l’aspettativa di vita nel nostro Paese sia una delle più alte del mondo non può certo essere considerato un fattore negativo: in Italia si vive più a lungo e, rispetto ai decenni scorsi, tendenzialmente si arriva alla vecchiaia in migliori condizioni di salute. Tuttavia, di fronte ai grandi cambiamenti demografici in atto, occorrono modelli che possano permettere la sostenibilità del nostro sistema sociale e, contemporaneamente, generare una buona qualità di vita anche in età avanzata.

Questi obiettivi ambiziosi passano anzitutto dalla creazione di soluzioni abitative che tengano conto dei diversi livelli di fragilità che l’avanzare dell’età può determinare. Le strade da seguire in questo senso sono molte ed articolate: si va dai modelli più aggiornati di housing sociale ai servizi per la vita indipendente o per la vita assistita, dai centri polifunzionali ai sistemi abitativi intergenerazionali e multiservizi.

Poiché quello dei servizi abitativi per persone fragili è un mondo fluido, in divenire, orientato soprattutto allo sviluppo di modelli organizzativi leggeri, vicini ai desideri delle persone e coerenti con il naturale svolgersi della vecchiaia, Cariplo ha scelto di porre maggiore attenzione a questo tema. Nel quaderno Abitare leggero, verso una nuova generazione di servizi per anziani sono descritti i caratteri di questi strumenti, e vengono inoltre prese in esame traduzioni pratiche già attive sul territorio lombardo. A fronte di questa analisi, il volume offre alcune proposte di revisione normativa, indicazioni per i gestori dei servizi e tre possibili modelli di sviluppo per le nuove soluzioni di residenzialità leggera per anziani a livello non sono regionale ma nazionale.


La cessione della nuda proprietà da parte di soggetti fragili

La seconda ricerca presentata nel corso del Convegno ha cercato di approfondire le principali questioni associate alla cessione della nuda proprietà immobiliare da parte di soggetti fragili che abbiano necessità di liquidare parte della ricchezza accumulata nella casa di abitazione per affrontare la propria situazione di fragilità.

Nel quaderno si effettua una descrizione della distribuzione della proprietà immobiliare in relazione al reddito, al patrimonio finanziario, alla composizione dei nuclei familiari (con riferimento anche alla presenza di figli con disabilità), si stima la numerosità, la distribuzione e la speranza di vita per soggetti affetti da determinate patologie (es. Sindrome di Down) illustrando tecniche per ripartire la popolazione anziana in gruppi con specifiche aspettative di vita.

La ricerca, anche in riferimento alle possibili opzioni relative alla forma giuridica da utilizzare, delinea quindi possibili modalità di intervento di soggetti non profit in tema di cessione della nuda proprietà ipotizzando un’attività di informazione, certificazione e definizione di buone prassi, oltre a un’azione diretta di acquisto di nude proprietà da soggetti fragili con modalità eque e trasparenti.


Tavola rotonda

Alla presentazione dei due quaderni è seguita una ricca tavola rotonda cui hanno partecipato Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Maria Cristina Cantù, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato di Regione Lombardia; Paola Bulbarelli Assessore alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità di Regione Lombardia; Dario Focarelli, Direttore Generale ANIA; Enrico Maria Poggi, Responsabile prodotti IDeA FIMIT SGR; Giordana Ferri, Direttore Esecutivo della Fondazione Housing Sociale.

L’Assessore Cantù ha sottolineato come oggi siano state attuate sperimentazioni molto interessanti, ma perché ci sia sostenibilità di lungo periodo occorrono lineee guida che possano permettere di integrare diversi profili di fragilità. La diffusione di best practices a livello istituzionale necessita di un sistema il più possibile flessibile, che permetta lo sviluppo di un modello negoziale che permetta di rimodulare la richiesta delle prestazioni proveniente dagli utenti e di superare l’attuale modello dei budget segmentati sociale e sanitario. Paola Bulbarelli ha quindi sottolineato la vastità del concetto di “persona fragile” e l’importanza di soluzioni abitative che possano sostenere tutti i diversi livelli di fragilità. Bulbarelli ha ricordato come la Regione stia mettendo in atto progetti capaci di tracciare strade innovative - un esempio è quello di “Adotta un anziano”, che in un’ottica di “mutuo soccorso” incoraggia le persone anziane ad ospitare giovani universitari fuori sede – ma anche progettualità più complesse, di stampo immobiliare, come il progetto Bird, che possano sviluppare risposte di medio-lungo periodo.

Molto concreta anche Giordana Ferri, che ha segnalato alcune esperienze più interessanti sviluppate da Fondazione Housing Sociale negli ultimi anni (per approfondimenti leggi la nostra intervista). Alloggi condivisi, alloggi protetti, alloggi in rete: sono molteplici le risposte finora messe in atto per rispondere alle diverse fragilità che possono interessare gli anziani. Tuttavia, oltre alla realizzazione di esperienze concrete (come il complesso di Figino) la FHS sta cercando di individuare alcune linee guida che possano favorire lo sviluppo di modelli e modalità di offerta il più possibile condivisi con le istituzioni, Comune di Milano e Regione Lombardia in primis. Focarelli ha indicato come le due ricerche diano due messaggi molto chiari. Da un lato, considerare reddito e patrimonio come se fossero la stessa cosa ha generato problemi grandissimi che sono sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato, emerge un bisogno di socialità che può trovare risposta solo attraverso la creazione di modelli abitativi innovativi. Di fronte a queste sfide, il settore assicurativo deve provare a coniugare le due anime che lo caratterizzano: quella dell’investitore e quello di gestore del rischio.

Il ministro Poletti ha quindi indicato come oggi siano numerose le strutture sociali che ci portano a vivere le diverse situazioni, in primo luogo quelle che interessano la nostra vita quotidiana, a compartimenti stagni, in maniera spesso irrazionale. “Basta pensare al passaggio tra lavoro e pensione” che oggi ci porta a una rottura netta tra il primo e il secondo periodo della vita, o al “ruolo residuale che viene dato al terzo settore rispetto a Stato e Mercato”. Oggi c’è bisogno di progettare tenendo conto dei cambiamenti e dei fattori nuovi che insistono nella realtà, anche a costo di sbagliare. Poletti ha ribadito questo concetto affermando “io amo le bandiere, che sono segno delle storie da cui veniamo, ma oggi le bandiere ci vanno di fronte agli occhi e ci impediscono di vedere: occorre metterle da parte per rispondere alle sfide del presente”.

 

Riferimenti

Il convegno Quale abitare per le persone fragili? Due ipotesi per programmare il domani

I quaderni tematici di Fondazione Cariplo

Abitare leggero, verso una nuova generazione di servizi per anziani 

Cessione della nuda proprietà da parte di soggetti fragili: il possibile ruolo di un soggetto dedicato


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Giulia Ghezzi | 10.06.2014
Grazie a questo bell'articolo, anche se non sono riuscita a venire di persona ho comunque beneficiato dell'iniziativa!
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