TERZO SETTORE / Fondazioni
Perché le Fondazioni non possono (più) fare a meno dei dati
La Fondazione CRC ha avviato una mappatura degli Open Data disponibili nella Provincia di Cuneo. Una conferma della crescente rilevanza dei dati e della loro accessibilità, anche nell’azione filantropica.
13 aprile 2021

La Fondazione CRC ha lanciato un’azione di mappatura e censimento degli Open Data sul territorio della provincia di Cuneo. Le informazioni raccolte potranno essere impiegate per le progettualità locali, promosse dalla Fondazione o da altri soggetti; potranno inoltre sostenere azioni di sensibilizzazione, formazione sulla cultura del dato e stimolo per l’offerta e la qualità dei dati aperti sul territorio locale. Una scelta che si inserisce in una strategia che vede impegnato un numero crescente di attori della filantropia istituzionale.


Fondazioni di origine bancaria: azioni per il cambiamento sociale stabile

Le Fondazioni di origine bancaria (Fob) sono attori sempre più centrali nel campo del welfare, specialmente nel contesto locale. Nel capitolo 7 dell’ultimo Rapporto sul secondo welfare abbiamo riflettuto sull’operato di questi enti, individuando alcune caratteristiche che contribuiscono a promuovere sui territori un cambiamento sociale stabile e condiviso (le abbiamo sintetizzate qui).

Le Fob sono chiamate innanzitutto a mettere a punto azioni strategiche, cioè chiaramente orientate al cambiamento e implementate attraverso precise scelte progettuali (obiettivi da perseguire, modalità di intervento, durata, ecc.). Un secondo elemento che può sostenere il cambiamento sul territorio è la realizzazione di azioni “fondate” da punto di vista empirico, metodologico e scientifico. L’ultima condizione individuata è la condivisione con gli attori locali, attraverso l’allargamento della partecipazione a tutti i possibili interlocutori e l’impiego di approcci bottom-up che sappiano coinvolgere gli stakeholder nei processi decisionali e di implementazione delle iniziative promosse dalle Fob.

Sempre più Fondazioni si stanno muovendo in questo senso ponendo particolare attenzione alla rilevazione e all’analisi dei dati: questi aspetti sono considerati fondamentali per favorire una progettazione efficace e per porre le basi nell’ottica di processi di valutazione di impatto delle azioni intraprese. Un esempio di cui ci siamo occupati recentemente è il percorso avviato dalla Fondazione CRBiella - e accompagnato dal nostro Laboratorio - per la creazione di un Osservatorio territoriale per i bisogni sociali: tutti gli attori locali sono coinvolti in un percorso di ricerca volto a rilevare dati territoriali e, al tempo stesso, sollecitare la nascita e il rafforzamento di collaborazioni tra i diversi attori.


La mappatura promossa nel territorio cuneese

In quest’ottica si stanno muovendo anche altre realtà. L’ultima in ordine di tempo è la Fondazione CRC, che ha avviato in questi giorni un censimento degli Open Data sulla Provincia di Cuneo, il suo territorio di riferimento. Il progetto, che rientra tra le linee programmatiche del Piano Pluriennale 2021-2024, è coordinato dal Centro Studi e Innovazione della Fondazione con la partecipazione del Consorzio TOP-IX e della Fondazione Openpolis.

Secondo Andrea Silvestri, Direttore generale della Fondazione, "l’utilizzo dei dati e le ricadute economiche, sociali ed educative che le conoscenze in questo ambito genereranno nei prossimi anni sono già oggi temi centrali per il futuro delle nostre comunità". Proprio per sostenere il territorio in questa sfida la Fondazione ha deciso di condurre un’indagine sugli Open Data già disponibili - per quanto magari non fruibili - sul territorio. Tale azione è accompagnata da un questionario rivolto a imprese e organizzazioni operanti nella provincia, nonchè a tutta la cittadinanza, per rilevare il livello di conoscenza e la preparazione del territorio in materia di Open Data e dati.

Attraverso questi strumenti la Fondazione si propone di approfondire e diffondere il contributo economico, sociale e culturale che gli open data possono offrire allo sviluppo territoriale. Attraverso la mappatura del territorio e la raccolta di buone pratiche legate a sinergie tra pubblico e privato nel campo dei dati sarà inoltre possibile individuare problemi, esigenze e prospettive e disegnare opportunità e linee strategiche su cui la Fondazione e gli altri stakeholder potranno programmare i propri interventi futuri.

 


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