TERZO SETTORE / Fondazioni
La Fondazione Banco di Napoli ha incorporato la Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise
Si tratta della prima fusione tra Fondazioni di origine bancaria nel Sud
05 marzo 2019

Il Consiglio generale della Fondazione Banco di Napoli ha deliberato all’unanimità la fusione per incorporazione della Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise (ex Carichieti) che viene così inglobata all’interno della Fondazione Banco di Napoli. La fusione è stata sancita anche da una recente visita a Chieti dei consiglieri di amministrazione di BancoNapoli, che hanno donato le reliquie di Santi e Beati teatini - conservate nell’archivio della Fondazione partenopea - al territorio e che, con ogni probabilità, saranno esposte all’interno di Palazzo de Mayo, sede della Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise.

"Siamo molto orgogliosi di questa operazione. Uniremo le energie con Abruzzo e Molise per rilanciare un’azione sociale da realizzare nei territori comuni di competenza" ha commentato Rossella Paliotto, presidente della Fondazione Banco di Napoli. "La fusione si inserisce nell’ambito della strategia di riappropriazione del nostro ruolo nel sostegno alle fasce più deboli e nella formazione della pubblica opinione nell’intero Mezzogiorno. Proprio in questa direzione l’8 marzo presso la nostra sede si svolgerà un incontro a cui abbiamo inviatato tutti i Governatori delle Regioni meridionali per discutere di regionalismo differenziato".

I vertici di Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise hanno ringraziato la Fondazione Banco di Napoli che con questa scelta agevola gli interventi "nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionalerelativamente al proprio territorio di riferimento. Tale processo si è sviluppato in piena aderenza alle direttive dettate, in tema di aggregazioni, nell’ambito del vigente accordo tra ACRI (associazione che riunisce le Fondazioni di origine bancaria italiane, ndr) e Ministero dell’Economia e delle Finanze".

Quella tra Fondazione Banco di Napoli e Fondazione Chieti-Abruzzo e Molise è la seconda fusione tra Fondazioni di origine bancaria dopo quella avvenuta nel novembre 2018 tra Fondazione CRC e Fondazione Cassa di Risparmio di Bra (ve ne avevamo parlato qui); la prima che ha luogo nel Mezzogiorno. La fusione è avvenuto sulla base del Protocollo firmato nel 2015 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dall'Acri, in cui si auspicano "forme di cooperazione e di aggregazione per il perseguimento di obiettivi comuni" e si invitano "le Fondazioni che, per le loro ridotte dimensioni patrimoniali non riescono a raggiungere una capacità tecnica, erogativa ed operativa adeguata" ad attivare "forme di collaborazione per gestire, in comune, attività operative fino a fusioni tra Enti". 


Sul sito della Fondazione Banco di Napoli è disponibile tutta la documentazione relativa alla fusione

 


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