TERZO SETTORE / Fondazioni
Il nostro ricordo di Pier Mario Vello
Si è spento improvvisamente il Segretario Generale di Fondazione Cariplo. Lo vogliamo ricordare riproponendo la sua intervista del giugno 2012
03 luglio 2014

Domenica 29 giugno si è spento improvvisamente all'età di 63 anni Pier Mario Vello, Segretario Generale di Fondazione Cariplo. La Redazione di Percorsi di secondo welfare si unisce al dolore della famiglia e degli amici, specialmente quelli della Fondazione che da oltre 8 anni lavoravano con lui.

Desideriamo ricordare il dottor Vello in maniera semplice, riproponendo un'intervista concessaci nel giugno 2012. In quell'occasione gli chiedemmo di raccontarci del progetto Fondazioni di Comunità promosso da Cariplo. L'entusiasmo e la precisione con cui ci raccontò della nascita, dell'evoluzione e delle prospettive delle fondazioni comunitarie lombarde rappresentò un'importante passaggio del nostro lavoro di ricerca su questo tema. Senza quella chiaccherata durata oltre due ore probabilmente non ci saremmo concentrati con così tanta energia su queste preziose realtà e, forse, non avremmo dedicato a queste peculiari istituzioni filantropiche un intero capitolo del nostro Primo Rapporto di ricerca. Nel corso di quell'intervista scoprimmo tante informazioni importanti per il nostro lavoro, ma cogliemmo anche elementi che facevano trasparire il modo curioso e positivo con cui Vello guardava la vita nelle sue diverse sfaccettature.

"La Politica, così come il mondo economico, dovrebbe valutare con molta più attenzione tutti gli aspetti legati al dono, alla solidarietà e alla gratuità, evitando di contrastarli o addirittura di deviarne gli scopi, impegnandosi invece per sostenerli. E’ solo attraverso questa strada che si può attivare un lavoro su e con la società civile che né il settore pubblico né il mondo dell’economia si sono dimostrati in grado di svolgere. Il pubblico, il privato e il privato sociale oggi hanno il dovere di lavorare insieme per il bene comune. La gratuità, il dono, sono elementi dirompenti di cui oggi abbiamo assolutamente bisogno e che né lo Stato né l’economia sono in grado di generare da soli. Negli ultimi anni ci siamo dimenticati di questi fattori che sono stati importanti per risollevare il nostro Paese perfino dal dramma del dopoguerra, e che hanno garantito la crescita economica, sociale e culturale."


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