TERZO SETTORE / Fondazioni
Nel solco della tradizione, senza paura di innovare: Fondazione Cariplo riflette sul futuro (per il) prossimo
Nel corso di un grande evento svoltosi alla Scala di Milano la fondazione milanese ha fatto il punto sui risultati raggiunti dall'attuale board e sulle prospettive dei prossimi anni. E, soprattutto, ha detto grazie al Presidente Guzzetti.
10 aprile 2019

Lunedì 8 aprile alla Scala di Milano si è svolto "Futuro (per il) prossimo", un grande evento con cui Fondazione Cariplo ha voluto fare il punto sui risultati raggiunti sotto la guida dell'attuale board (il prossimo 29 maggio saranno rinnovativi i vertici della Fondazione) e indiviudare le prospettive per gli anni a venire. Ma l'evento è stato soprattutto l'occasione per ringraziare il Presidente Giuseppe Guzzetti, che dopo 22 anni lascerà la guida dell'ente (leggi qui il suo discorso di fine mandato).

La mattinata, condotta dalla giornalista Tiziana Ferrario, è stata aperta dai saluti istituzionali del Sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Governatore della Lombardia Attilio Fontana e del Capo Rappresentanza a Milano della Commissione Europea Massimo Gaudina. Sul palco si sono quindi alternate riflessioni, esibizioni e suggestioni legate ai grandi temi di cui la Fondazione da sempre si occupa.

Nel corso dell'evento-spettacolo si sono così amalgamati gli interventi dei membri dell'attuale Comissione Centrale di Beneficenza, che hanno raccontato delle attività di Cariplo, e alcune esibizioni artistiche. Dapprima i bambini del Coro delle Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala che hanno cantato brani di Strauss, Rossini e Bizet; poi l'attrice Sonia Bergamasco, che ha letto una parte del XVII capitolo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, dedicato al tema della Provvidenza; infine il coro "La Nave" composto da volontari e detenuti del Carcere di San Vittore, che ha intonato il "Va' pensiero" del Nabucco verdiano. L'evento è stato concluso dal Presidente Guzzetti che con un applauditissimo discorso ha tracciato un bilancio della propria ventennale esperienza alla guida di Fondazione Cariplo e indicato alcune prospettive per il futuro. Di seguito vi proponiamo alcuni spunti interessanti emersi nel corso dell'evento (rivedibile integralmente qui).


Tra passato e futuro

Fondazione Cariplo si colloca in una una tradizione filantropica che ha più di 200 anni di storia. Fin dal 1816, infatti, a Milano esisteva un organismo - si chiamava Commissione Centrale di Beneficenza - che svolgeva attività a sostegno dei bisogni delle persone in difficoltà. Proprio questo organismo nel 1823 diede corpo alla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, la banca che nel 1991 darà vita all'attuale Fondazione Cariplo.

Dal '91 ad oggi la Fondazione ha sostenuto oltre 30 mila progetti di utilità sociale nei settori dell’ambiente, della cultura, della ricerca scientifica e del servizi alla persona, donando oltre 3 miliardi di euro. Tale risultato è stato raggiunto grazie a un patrimonio che attualmente vale circa 8 miliardi di euro. Tramite investimenti oculati, che spesso sono una leva di sostegno anche per l'economica reale, ogni anno il patrimonio si incrementa e genera i proventi necessari per quell'attività filantropica che ha reso la Fondazione un punto di riferimento per le politiche sociali e culturali. 

Una dinamica ben rappresentata dal motto latino della Fondazione"tute servare munifice donare": "conservare con cura per donare con generosità".


I risultati degli ultimi sei anni

Nel solco di questa lunghissima tradizione, negli ultimi sei anni la Fondazione Cariplo ha sviluppato una visione innovativa e interdisciplinare che le ha permesso di affrontare problemi complessi in modo organico, lavorando con istituzioni pubbliche, enti non profit e aziende. Sotto la guida dell'attuale board, la Fondazione ha infatti sviluppato relazioni forti sia livello nazionale che internazionale e, al contempo, ha irrobustito una struttura operativa sulla quale gli organi hanno poggiato la loro visione e gli obiettivi, con un approccio moderno e intersettoriale. Un approccio che ha permesso di mettere al servizio delle comunità non solo risorse economiche, ma anche energie, competenze, know how, con una costante attenzione alle persone più vulnerabili.

Come ha ricordato Giuseppe Guzzetti, infatti, la filantropia moderna non può essere ridotta alla distribuzione di risorse economiche: "l’attività più difficile non è “dar via i soldi”, ma individuare il metodo con cui promuovere l’innovazione, in particolare l’innovazione sociale alla base dello sviluppo delle nostre comunità".

Una scelta che evidentemente ha dato i suoi frutti. Dal 2013 al 2019, Fondazione Cariplo ha donato 970 milioni di euro - circa un terzo delle erogazioni fatte nei suoi 28 anni di storia - per la realizzazione di 6.714 progetti di utilità sociale. Complessivamente i progetti dedicati al sociale sono stati 1.934, a cui sono stati destinati circa 316 milioni di euro. A queste iniziative si aggiungono 219 progetti realizzati insieme alle Fondazioni di Comunità che operano in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con un impegno economico di 124,3 milioni di euro. 

 

 


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