TERZO SETTORE /
Spazio Co-Stanza: un progetto che pone la persona al centro per una reale conciliazione vita-lavoro
Un insieme di servizi flessibili e modulabili per favorire la crescita individuale dal punto di vista umano, professionale, culturale e sociale
19 novembre 2019

Il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro si intreccia fortemente a quello della genitorialità. Sono diverse le iniziative che affrontano questi temi con uno sguardo integrato che include anche una riflessione rispetto alle opportunità che si generano per il mondo del lavoro e dunque per le imprese e per il territorio.
Abbiamo incontrato Michela Della Porta e Anna Andretta che, insieme a Maria Petrucci, sono le fondatrici di Spazio CO-STANZA.


Cos’è Spazio CO-STANZA?

CO-STANZA si trova a Firenze ed è un co-working con area baby per liberi professionisti e dipendenti - del settore pubblico e privato - che scelgono di lavorare in modalità agile, in uno spazio che offre al contempo l’accoglienza di una casa e la funzionalità di un ufficio. I genitori possono affittare una postazione lavorativa (desk o ufficio indipendente) e i loro bambini, nella stanza accanto, sono seguiti da un'educatrice.

Lo spazio offre ai propri utenti opportunità di scambio e condivisione e percorsi di crescita professionale e personale: consulenza psicologica e pedagogica, sostegno alla genitorialità, supporto alla creazione di micro-progetti per la conciliazione vita-lavoro e percorsi di orientamento sociale e professionale.

CO-STANZA intende essere un progetto di welfare condiviso e accessibile da imprese, terzo settore e Pubbliche Amministrazioni per offrire ai propri utenti postazioni lavorative, opportunità di scambio e condivisione e servizi alla persona. Attraverso un’ampia combinazione di servizi flessibili e modulabili l’obiettivo finale è favorire la crescita individuale dal punto di vista umano, professionale, culturale e sociale.


Quali motivazioni vi hanno spinto a creare questa realtà?

Le risorse disponibili sono frammentate e spesso male utilizzate e le modalità di risposta ai bisogni non sono più adeguate alle trasformazioni sociali: è fondamentale allora ragionare in una logica trasformativa con un approccio di sistema innovativo non solo nell’offerta ma anche nel ricomporre l’ecosistema alla base. Impresa e pubblica amministrazione, dipendenti e liberi professionisti, lavoratori condividono qui un unico spazio lavorativo, formativo e di benessere.


In che modo rispondete al bisogno di approccio integrato che giustamente rilevate?

CO-STANZA è un contenitore di servizi che agisce in modo integrato con l’obiettivo di non scindere la persona dai servizi. L’individuo è lavoratore e cittadino, il welfare aziendale deve generare welfare di comunità in cui far confluire servizi del pubblico e del privato.

La nostra sfida è quella di contribuire a innovare l’attuale sistema di welfare e sostenere sperimentazioni e condivisioni di spazi reali e virtuali che sappiano attivare risposte più efficaci, efficienti ed eque, rafforzando la dimensione comunitaria, coinvolgendo la società e i cittadini in processi partecipati e rendendo così maggiormente incisiva, stabile e sostenibile l’innovazione prodotta. Il nostro scopo è agire su tutti i livelli: individuale, contribuendo alla riduzione del gender gap (in un’ottica sostenibile e socialmente inclusiva) e offrendo luoghi e strumenti per conciliare l’ambito lavorativo e quello personale; aziendale, facilitando l’innovazione organizzativa delle imprese; territoriale, supportandone lo sviluppo economico e sociale.


Nel concreto, cosa offre Spazio CO-STANZA?

Lo spazio offre ai propri utenti opportunità di scambio e condivisione con attività ludico-didattiche per bambini e percorsi di crescita professionale e personale per gli adulti. L’impresa promuove inoltre iniziative culturali e di sostegno alla genitorialità attraverso corsi di formazione, seminari ed attività ludico educative per tutta la famiglia.

Rivolgendosi in particolare alle neomamme libere professioniste, italiane e straniere, interviene offrendo soluzioni concrete per garantire pari opportunità professionali alle donne nella conciliazione della dimensione materna e lavorativa (ad esempio attraverso percorsi di sostegno alla persona e all’azienda che mirano a trasformare la genitorialità in opportunità di crescita e innovazione, individuando le competenze acquisite attraverso la crescita di un figlio, trasversalmente rivendibili nel mondo del lavoro); favorendo al contempo un ambiente di scambio dove diversi modelli di maternità e paternità, cura ed educazione, trovano terreno fertile di confronto. Nell’affrontare il tema della conciliazione però partiamo dal considerare il benessere del bambino, per questo lavoriamo nel mettere in rete i tasselli del mosaico di vita di genitore e bambino in modo armonico, senza penalizzare l’interesse delle parti e senza dare alla sfera lavorativa più centralità di quella privata e di cura.

Per fare questo, l’Impresa si avvale di una consolidata equipe multidisciplinare di professionisti/coworker specializzati (psicoterapeuti, logopedisti, counsellor, coach per l’empowerment personale e professionale, tutor dell’apprendimento, neuropsicomotricisti, pedagogisti, avvocati del lavoro e della famiglia, educatori e artisti) con competenze complementari ed esperienze decennali. Il modello proposto è quello di un vero e proprio sistema di servizi integrati che affronta, attraverso strumenti formativi innovativi, e con un linguaggio sempre adeguato all’età, e al bisogno, tematiche connesse alla quotidianità di ciascuno.


Prima si è parlato di sostenibilità. In che modo i servizi che offrite raggiungono diverse tipologie di utenti?

E’ stato creato il Centro Psico-Solidale (CPS) che offre - attraverso interventi diretti di consulenza psicologica e psicoterapia, attività di sostegno alle famiglie e a gruppi in difficoltà - una realtà del privato sociale solidale e accessibile. Il Centro infatti accoglie la persona a condizioni sostenibili, salvaguardando la qualità professionale degli interventi. Inoltre consente, a coloro che per motivi economici non riescono ad accedere ad interventi erogati nel settore privato, di accedere a prestazioni di sostegno psicologico e di presa in carico psicoterapica a tariffe agevolate in base all’ISEE.

Inoltre sono stati stipulati accordi con alcuni provider di welfare aziendale per offrire, mediante le loro piattaforme, i propri servizi a prezzi convenzionati per i dipendenti delle aziende clienti.


In che modo state lavorando per favorire lo sviluppo di un welfare di comunità?

È tra i nostri obiettivi la costituzione di una comunità che - fatta di imprese, istituzioni, organizzazioni e soprattutto persone - alimenti il confronto e lo scambio delle diverse competenze ed esperienze.

Per questo nel 2018 è stato costituito un Comitato di Ricerca e Progettazione, un’alleanza tra privato, pubblico e no profit che ha l’obiettivo di lavorare a livello di welfare territoriale. Ne fanno parte CGIL, CISL e UIL Toscana, Confindustria Firenze, CNA Firenze, il Comune di Firenze, Sociolab, Valuedo Srl, EDA, Hermes Consulting, Good Point e le professioniste Eleonora Pinzuti, Monica Paliaga e Simona Fontana.

CO-STANZA è il contenitore di questa rete e noi socie siamo il collante di soggetti fisici e giuridici che si rendono complementari e rendono il proprio servizio più scalabile. Chi è entrato nel Comitato dà qualcosa al progetto, si è partiti con una co-progettazione, a partire dal punto di vista di ciascuno. Ad oggi il Comitato ha elaborato un businnes plan con l’obiettivo di implementare le attività nei 5 poli della città di Firenze, nel luglio di quest’anno i sindacati ne hanno convalidato il modello e il prossimo passo sarà la promozione nelle aziende pubbliche e private e nel terzo settore del pacchetto di servizi CO-STANZA, in sinergia con le associazioni di categoria.

Una segnalazione specifica merita il Comune di Firenze che si avvale e/o segnala i nostri servizi ai propri lavoratori e all’utenza cittadina agendo in una triplice veste: come cliente – permettendo ai propri dipendenti di lavorare in modalità agile c/o gli spazi portando il welfare anche nel settore pubblico; come investitore - una risorsa e opportunità di riaprire spazi in disuso ed attivare processi di rigenerazione fisica, spaziale e sociale; come attore sociale - considerato che il progetto si rivolge a “persone in transizione”, piccole imprese, giovani in cerca di occupazione ed a fasce deboli e svantaggiate garantendo per tutti i servizi tariffe agevolate in base all’ISEE.


Per saperne di più

Spazio CO-STANZA

 


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