TERZO SETTORE /
Co-produzione, sfide per un nuovo welfare
La prospettiva di un sistema in cui il pubblico compartecipa col non profit per strutturare un'offerta di servizi sociali costruiti dal basso
02 ottobre 2014

La necessità di ridefinire gli interventi pubblici nell’ambito dei sistemi di protezione sociale è diventata da diversi anni un’emergenza di primaria importanza. Il progressivo invecchiamento della popolazione e la crescente importanza della dimensione identitaria e relazionale dei servizi (e dei prodotti) acquistati sono i fenomeni che più impatteranno sul welfare del futuro dove la misurazione del benessere degli individui non si potrà basare sulle sole variabili economiche, ma dovrà essere più attenta ad aspetti qualitativi (da welfare a well-being).

L’implicazione diretta di questo approccio sul modello di welfare è l’assunzione di una prospettiva di maggior coinvolgimento, ovvero, la necessità di avviare un processo di co-produzione attraverso la partecipazione dei cittadini nella realizzazione dell’offerta di servizi di pubblica utilità, al fine di garantire la costruzione di un welfare caratterizzato da alti livelli di qualità, nonché democratico e capacitante. Un welfare dove i protagonisti sono plurali, come previsto anche dalla recente Carta della Responsabilità sociale condivisa del Consiglio d’Europa: Stato ed enti pubblici e locali, imprese, organizzazioni della società civile e famiglie.

Attraverso la valorizzazione delle capacità, dell’esperienza e del supporto mutuale delle persone-utenti, i processi di co-produzione fanno sì che, come afferma Needham, «le persone che usano i servizi contribuiscono a produrli». Due le caratteristiche che più delineano tale processo: la prima è la relazione che si costruisce tra le parti chiamate a produrre un servizio (fornitori professionali, utenti o altri membri della comunità); la seconda fa riferimento ad abilità, risorse e beni che ogni singola persona porta nel servizio e che consentono di raggiungere outcome migliori o una migliore efficienza.

Molteplici sono le attività che compongono un servizio che possono essere co-prodotte: dalla co-pianificazione (come la partecipazione deliberativa) alla co-progettazione (ad esempio la consultazione degli utenti); dalla co-prioritizzazione (i budget partecipati) al co-finanziamento (alcune forme di fund raising); dal co-management (ovvero la gestione comunitaria di beni comuni) alla co-erogazione (attività gestite dagli utenti, ecc.) e alla co-valutazione (cioè rating realizzati dagli utenti).
Con la co-produzione, quindi, la persona non usa semplicemente un servizio, ma lo pensa, lo progetta, lo produce, lo utilizza e lo valuta.

Principio fondamentale del fenomeno riguarda l’abilità di riconoscere le persone come risorsa e investire sulle capacità esistenti: il centro non è più il fallimento, lo svantaggio o la disabilità della persona, ma diviene fondamentale scommettere sulle sue capacità e sul come può utilizzarle. Un secondo principio riguarda reciprocità, mutualità e reti di supporto tra pari: la co-produzione si sviluppa incentivando l’impegno, le relazioni reciproche e le responsabilità mutuali tra professionisti, utenti e famiglia. Infine, sfuocare le distinzioni di ruolo, facilitando piuttosto che erogando è il terzo ed ultimo principio della co-produzione, la quale rende meno chiare le distinzioni tra professionisti ed utenti, così come tra produttori e consumatori di servizi. I primi sono chiamati a diventare più dei facilitatori che dei meri esecutori, mentre ai secondi viene domandato uno sforzo per l’acquisizione di nuove conoscenze ed abilità.

La sfida posta dalla co-produzione alle organizzazione di Terzo settore è duplice: ideale e organizzativa. Il nuovo sistema sociale deve sapersi ripensare integrando la propria dimensione solidaristica con un rafforzamento della capacità delle persone, focalizzandosi sulle relazioni, in un sistema in cui il soggetto pubblico compartecipa insieme alle organizzazioni non profit per fare in modo che la strutturazione dell’offerta avvenga “dal basso”. È in questa direzione il contributo specifico che il Terzo settore può dare ai processi di co-produzione, ovvero alimentando una cultura dell’innovazione, dell’imprenditorialità, della coesione sociale e della sostenibilità. Quanto mai è attuale il dibattito che si terrà alla XIV edizione delle Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile dedicate al tema "Dal dualismo alla co-produzione. Il ruolo dell’Economia Civile", dove importanti realtà del Terzo settore e non solo si confronteranno sul tema.


Riferimenti

Orlandini, M., Rago, S., Venturi, P., Co-produzione. Ridisegnare i servizi di welfare, Short paper 1/2014, AICCON

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