TERZO SETTORE /
Capacity building e innovazione digitale per l'imprenditoria sociale: il caso di ''biellawelfare''
Enrico Pesce, responsabile del progetto, ci spiega come è stata pensata la piattaforma digitale che fornirà un sostegno anche in questi giorni di emergenza legata al Coronavirus
19 marzo 2020

Recentemente vi abbiamo parlato di “biellawelfare” (qui trovate un nostro articolo), un’iniziativa promossa dal Gruppo Cooperativo CGM, in collaborazione con Moving e con il supporto della rete di cooperative del Consorzio sociale Filo da Tessere. Attraverso tale progetto è stata ideata una piattaforma digitale che racchiude una selezione di servizi alla persona attivati dalle cooperative che operano sul territorio.

Tale piattaforma - la cui attivazione è stata anticipata - è stata ideata anche con l'obiettivo di fronteggiare la grande emergenza che stiamo vivendo legata alla diffusione del Coronavirus. Per capire meglio come funziona questo strumento e quali sono le prestazioni disponibili abbiamo fatto alcune domande a Enrico Pesce, Presidente del consorzio sociale "Il Filo da Tessere".


Come nasce l’idea di “biellawelfare”? Come mai avete scelto di innovare l’offerta di servizi alla persona adottando una piattaforma digitale?

Inizialmente il progetto - che ha avuto una lunga incubazione e un percorso di sviluppo strutturato - era stato pensato con l’intento di realizzare un sistema in grado di integrare i servizi realizzati dalle imprese sociali e dalle cooperative del territorio e le politiche di welfare aziendale delle imprese locali. I soggetti coinvolti si proponevano quindi di dar vita ad un modello di welfare integrato, volto a far incontrare e combinare le esperienze del Terzo Settore con quelle private.

Il nostro obiettivo era dunque quello di riproporre nella provincia di Biella - che è l’area interessata - un modello simile a quello che è già stato sperimentato e avviato dal Gruppo Cooperativo CGM e da CGMwelfare a Tradate e nel padovano, ri-progettando il tutto in modo tale da rispondere ai bisogni di questo territorio.


Come mai avete deciso di avviare il progetto in tempi più “stretti” rispetto a quelli previsti?

L’iniziativa è stata di fatto accelerata e fatta partire prima rispetto a quelle che erano le tempistiche previste a causa della situazione emergenziale che si è venuta a creare con il diffondersi del Coronavirus. Proprio in conseguenza delle nuove misure previste dal Governo, la piattaforma e i servizi al suo interno sono stati ripensati e riadattati allo scopo di poter rispondere alle esigenze dei cittadini della provincia biellese nelle modalità stabilite dalle autorità.

Come ho detto, l’idea era quella di implementare una piattaforma territoriale - cioè capace di unire e rendere disponibile a tutti le prestazioni e i servizi offerti dalle cooperative locali - e al tempo stesso aziendale, quindi in grado di coinvolgere anche le imprese del biellese che adottano azioni di welfare aziendale e contrattuale. La situazione emergenziale che ci troviamo ad affrontare ci ha portato ad attivare - per ora - solo le misure delle imprese sociali con l’obiettivo di fornire sin da subito un aiuto concreto alla popolazione più debole e a rischio.

Nei prossimi mesi il progetto andrà avanti: continueremo a sviluppare la piattaforma in modo tale da consentire una vera e propria integrazione della domanda e dell’offerta di prestazioni di natura sociale, sia di tipo aziendale sia del Terzo Settore.


Quali sono le prestazioni attualmente attive e che possono essere richieste attraverso la piattaforma “biellawelfare”?

Al momento la piattaforma mette a disposizione i servizi di otto cooperative della provincia. L’intento è quello di costruire una rete molto più ampia - cosa che faremo nel prossimo futuro - ma al momento abbiamo preferito accelerare l’avvio della progettualità per i motivi che ho spiegato.

Per quanto riguarda le prestazioni a disposizione, si va da interventi per l’educazione dei figli, alla cura degli anziani, al supporto di persone fragili. Attraverso il portale digitale si ha la possibilità di prenotare per qualche ora una baby-sitter a domicilio, fare i compiti o lezioni a distanza, ricevere la spesa a casa, riservare un servizio domiciliare di cure infermieristiche e sanitarie, accedere a un servizio telefonico di assistenza per gli anziani 24 ore su 24 e altro ancora.

Ci tengo a sottolineare che proprio per far fronte ad una situazione difficile per molti anche dal punto di vista economico oltre che sociale sarà possibile attivare misure di prezzo calmierato grazie all’intervento di finanziatori privati. Per le fasce con i redditi più bassi i costi potranno essere ridotti del 50%; in alcuni casi i servizi potranno essere forniti a titolo gratuito: ciò è possibile grazie al sistema di pagamento integrato con il welfare pubblico e privato.

 


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