TERZO SETTORE /
5x1000: quali sono i comportamenti degli italiani? Prova a rispondere un volume di Fondazione CRC
La Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo ha recentemente pubblicato il suo Quaderno 39, dal titolo 'Il dono del 5x1000. Sussidiarietà fiscale e Terzo settore'
28 settembre 2020

L’istituto del 5x1000 è uno strumento fondamentale di raccolta fondi e di finanziamento degli enti del Terzo Settore, la cui importanza è costantemente cresciuta negli ultimi anni. I dati più recenti confermano però che circa la metà dei cittadini non usufruisce di questa opportunità e che le scelte sulla destinazione delle risorse sono concentrate, da un lato, su alcune importanti organizzazioni nazionali e polverizzate, dall'altro, su molte piccole associazioni, anche a livello locale.

Proprio allo scopo di approfondire le caratteristiche di tale istituto, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) ha dedicato un'intera pubblicazione al tema "Il dono del 5x1000. Sussidiarietà fiscale e Terzo settore". In particolare, il volume presenta i risultati di un’approfondita indagine empirica svolta dai ricercatori dell’Università di Torino e sviluppata grazie ai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, e arricchita attraverso la somministrazione di questionari e la realizzazione di interviste e focus group a contribuenti e beneficiari del Terzo Settore residenti in provincia di Cuneo.

La ricerca ha stimato che la percentuale dei contribuenti che ha espresso una preferenza per la destinazione del 5x1000 è cresciuta negli anni 2009-2015 del 6%, passando dal 47% al 53%. Se più della metà dei contribuenti italiani dona il 5x1000, un'importante scoperta dell'indagine è che a incidere fortemente è il tipo di modulo con cui si presenta la dichiarazione dei redditi: questa forma di donazione è scelta infatti dal 70% di coloro che compilano il 730 o l'Unico PF, mentre la percentuale si ferma allo 0,6% tra coloro che consegnano la Certificazione Unica.

Il fronte dei beneficiari è caratterizzato invece da una "concentrazione e polverizzazione" degli importi: le prime 10 organizzazioni (tra le quali Emergency, AIRC e Unicef…) percepiscono dai 2 ai 60 milioni di euro annui e raccolgono il 27% del totale, mentre il resto è distribuito su 50 mila enti, molti dei quali non raggiungono i 500 euro annui. A ricevere la maggioranza delle somme sono la Lombardia e il Lazio, ma questo non significa che i contribuenti di queste regioni siano più inclini a devolvere il 5x1000: secondo lo studio, la provenienza delle quote non presenta differenze territoriali, né di sesso o di reddito.

In merito ai risultati dell'indagine, Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC ha affermato che "le grandi sfide sociali che ci attendono, acuite dall'emergenza sanitaria esplosa con la pandemia Covid-19, ci impongono di elaborare un’accurata riflessione rispetto al contributo che come Fondazione possiamo dare nella costruzione di comunità sempre più solidali e generative. In questa riflessione ben si inserisce l’approfondimento realizzato insi eme all’Università di Torino, sull’istituto del 5x1000. Analisi che conferma quanto questo istituto rappresenti un importante strumento di sussidiarietà fiscale in mano a cittadini, istituzioni e soggetti del Terzo Settore, con ancora ampie potenzialità di crescita, sia a scala nazionale sia locale, a cui tutti possiamo concorrere".


Per scaricare il Quaderno 39 di Fondazione CRC "Il dono del 5x1000. Sussidiarietà fiscale e Terzo settore"

 


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