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Trust in Life: ecco le organizzazioni vincitrici del bando sul "Durante e Dopo di Noi" promosso da UBI Banca
La Giuria di esperti ha selezionato le sette realtà aderenti alle reti di ANFFAS e CGM che si sono distinte per l'innovatività dei loro interventi a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie
16 luglio 2020

Il 16 luglio, durante un evento online, sono stati annunciati i vincitori del Bando “Trust in Life”, lanciato nel marzo 2019 da UBI Comunità con l’obiettivo di premiare e supportare i migliori progetti sul “Durante e Dopo di Noi” promossi da organizzazioni aderenti alle reti ANFFAS e Gruppo CGM. Il bando si colloca nell’ambito di “Trust in Life per il Durante e Dopo di Noi” (ve ne abbiamo parlato qui), progetto volto a mettere a disposizione delle persone con grave disabilità e delle loro famiglie - nel quadro normativo della Legge 112/2016 - servizi, supporti finanziari, strumenti e modelli di intervento innovativi, con particolare riferimento a quelli per il “Durante e dopo di noi”, gestiti attraverso lo strumento giuridico del trust, anche in chiave mutualistica “multi-beneficiario”.


Obiettivi, valutazione e risorse 

Il bando si proponeva di premiare i migliori progetti innovativi sviluppati nell'ambito della de-istituzionalizzazione (percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine), del supporto alla domiciliarità (percorsi di vita in convivenza attraverso l’utilizzo di case o appartamenti per massimo 5 persone) e dell'accrescimento della consapevolezza dei beneficiari (programmi di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana), in coerenza con la Legge 112/2016.

All'appello di UBI hanno risposto 22 Organizzazioni di tutta Italia appartenenti alle Reti ANFFAS e CGM, che sono state valutate da una Giuria di esperti composta da esponenti di UBI, Fondazione Italiana Accenture, CERIF - Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica, Percorsi di scondo welfare e Fondazione Dynamo. La valutazione strutturata ha preso in considerazione diversi aspetti, tra i quali l’aderenza delle proposte alle linee guida della L.112/2016, il grado di innovazione apportato dalle soluzioni presentate, la reputazione, l’affidabilità e l’esperienza delle Organizzazioni partecipanti e la sostenibilità dei progetti nel lungo periodo. Sulla base di questi criteri la Giuria ha selezionato i 7 progetti, per cui UBI Banca ha stanziato una somma complessiva di 250 mila euro - proveniente dai ricavi relativi alla commercializzazione della carta di credito Hybrid - e previsto la possibilità per ogni organizzazione di chiedere un finanziamento fino a 25 mila euro a tasso 0% e di aprire un conto corrente gratuito per 36 mesi. A tali risorse si aggiungono 4 incontri trimestrali organizzati da ANFFAS e CGM per facilitare lo scambio e l’interazione fra i vincitori in merito alla realizzazione, verifica e rendicontazione dei progetti.

"Con Trust in Life" ha spiegato durante l'evento di premiazione Riccardo Tramezzani, Responsabile dell’Area UBI Comunità, "UBI Banca ha confermato il proprio impegno nel supportare iniziative a elevato valore sociale in grado di contribuire alla costruzione di un nuovo sistema di welfare comunitario e sostenibile, grazie alla preziosa collaborazione di una pluralità di attori del settore non profit che mettono al centro delle loro attività valori economici, sociali e culturali. Quegli stessi valori che da sempre sono anche nel dna del Gruppo UBI”. 

Guido Cisternino, Responsabile Terzo Settore ed Economia Civile di UBI Banca, ha sottolineato come “gli strumenti e le soluzioni specialistiche proprie di un primario istituto di credito come UBI si sono conciliate perfettamente con le competenze e l’esperienza di due Reti di riferimento come Anffas e CGM, dando vita a un programma distintivo che oggi ci permette di premiare organizzazioni che coniugano nei loro progetti inclusione sociale, sostenibilità economica, attenzione alla comunità e al territorio, nonché di promuovere il benessere e l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità”.


Le organizzazioni vincitrici

Le sei organizzazioni vincitrici e i rispettivi progetti selezionati dalla Giuria sono stati:

  • Consorzio Sociale Il Filo da Tessere (BI) con il progetto «Valdilana - La valle delle abilità»
  • Anffas Ticino Onlus (VA) con «Vado a Vivere da solo»
  • CO&SO Consorzio di Cooperative Sociali (FI) con «Le chiavi di casa»
  • Anffas Brescia Onlus (BS) con «Cascina Mensi: abitare, lavorare, partecipare»
  • Anffas Sibillini (MC) con «La casa nel cuore»
  • Cooperativa Sociale Come Noi (PV) con «A casa mia».

A ogni organizzazione sono stati destinati 37 mila euro, oltre alle agevolazioni sopra ricordate. Ad esse si aggiunge la Cooperativa Sociale Eridano Onlus (BR) con il progetto «Il volo - Residenza transitoria per l’economia», a cui è stato assegnato il Premio speciale, del valore di 28 mila euro, assegnato da oltre mille dipendenti di UBI Banca che lo hanno votato attraverso la piattaforma digitale intranet del Gruppo.

Nel corso della premiazione Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas, ha voluto sottolineare che “iniziative come "Trust in Life" rappresentano una risposta concreta capace di riconoscere e sostenere la capacità del mondo associativo familiare e del Terzo Settore che è stato capace, pur in presenza di innegabili difficoltà registrate nella prima fase di avvio della legge 112, di mettere in atto soluzioni innovative che faranno certamente da "apri pista" ad altre analoghe e, si spera, sempre più numerose iniziative. Il tutto all’interno di un modello gestionale solido e sostenibile, in grado di mobilitare il territorio e attrarre risorse di varia natura, anche grazie alle agevolazioni e agli strumenti previsti dalla stessa Legge sul "Dopo di Noi".

Giuseppe Bruno, Presidente del Gruppo Cooperativo CGM, ha invece ricordato che “in un momento così complesso, ognuno può e deve fare la propria parte. Le persone con disabilità sono esposte a difficoltà maggiori e trovano spesso risposte insufficienti alle loro inderogabili istanze. Anche le famiglie chiedono sostegni adeguati, dovendo garantire ai propri figli in condizioni di fragilità una quotidianità "sufficientemente buona", ma sono affaticati da carenze sistemiche che si limitano alla fornitura di servizi di base che spesso sottodimensionano le risorse economiche a disposizione”. Bruno ha proseguito sottolineanche che "non a caso molte soluzioni giungono dal mondo del Terzo Settore attraverso azioni capaci di coinvolgere attori diversi. Queste iniziative non solo offrono soluzioni pratiche, ma sono premianti anche per il loro portato valoriale in quanto stimolano la diffusione e il sostegno di progettualità innovative di assistenza”.

 


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