PRIVATI / Filantropia d'impresa
L'impegno di Intesa Sanpaolo nel contrasto al Coronavirus
Donazioni, progetti ad hoc e raccolte fondi: così il Gruppo bancario realizza azioni filantropiche per limitare gli effetti legati alla pandemia di Covid-19
01 aprile 2020

Negli ultimi giorni sono stati molteplici gli interventi e le donazioni promosse da enti filantropici, imprese e privati cittadini allo scopo di contrastare gli effetti legati alla pandemia di Covid-19. Tra le realtà che si sono mosse in questa direzione c’è Intesa Sanpaolo. Di seguito vi raccontiamo le principali azioni realizzate dal Gruppo bancario in relazione all’emergenza Coronavirus.


100 milioni di euro per l’emergenza sanitaria

Tra le prime iniziative messe in campo da Intesa vi è lo stanziamento di 100 milioni di euro destinati al rafforzamento delle strutture ospedaliere e sanitarie. A tale scopo, l’istituto di credito ha siglato un protocollo di collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e con il Commissario Straordinario per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Come detto, queste risorse saranno utilizzate in via prioritaria per sostenere economicamente gli enti del servizio sanitario nazionale chiamati sui territori a far fronte all’emergenza, con l’obiettivo specifico di incrementare il numero di posti letto in terapia intensiva di 2.500 unità. Il contributo potrà essere inoltre utilizzato per altri interventi, come l’incremento dei posti di terapia sub-intensiva, l’implementazione di attrezzature e apparecchiature medicali, la predisposizione di nuove strutture e altre necessità di carattere temporaneo.

*Aggiornamento del 1 aprile 2020. A seguito di di un accordo tra i vertici di Intesa Sanpaolo, il Commissario Straordinario Domenico Arcuri e il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, sono state definite le modalità con cui la maggior parte di queste risorse saranno distribuite. In particolare, 53,5 milioni di euro sono stati destinati all'acquisto di apparecchiature mediche e di altro materiale medicale richiesto dal Commissario Straordinario in accordo con la Protezione Civile: ventilatori, caschi, respiratori, mascherine, guanti, tute; 26,5 milioni di euro sono invece stati devoluti a strutture sanitarie individuate dalla Protezione Civile sulla base dei bisogni delle diverse situazioni emergenziali presenti nei territori del nostro Paese.


La costruzione dell’ospedale da campo a Bergamo

Di seguito, con uno stanziamento di 350mila euro, Intesa Sanpaolo ha contribuito alla realizzazione dell’ospedale da campo - costruito dall’Associazione Nazionale Alpini - alla Fiera di Bergamo. Tali fondi permetteranno di acquistare ventilatori, sistemi radiologici, apparecchi per il laboratorio analisi, monitor, aspiratori e altri materiali necessari all’attività sanitaria.

In merito Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato che l’intento è quello di “esprimere la vicinanza alle comunità bergamasche con questo impegno concreto, che porterà strumenti e materiali indispensabili a far funzionare presto questa struttura messa in campo con grande tempestività e disponibilità dalla Fondazione ANA Onlus.

“Il contributo per la realizzazione dell’ospedale da campo a Bergamo”, ha proseguito Messina, “potrà essere incrementato anche grazie all’attivazione, fino al 6 aprile, di una raccolta fondi dedicata a questo specifico progetto e già operativa sul sito www.forfunding.it, la piattaforma di crowdfunding del Gruppo Intesa Sanpaolo aperta a tutti”.


La raccolta fondi “Abitare la Cura”

Nel mese di marzo L’Eco di Bergamo, Caritas diocesana e Confindustria Bergamo hanno promosso la raccolta fondi “Abitare la Cura”, che consente di adeguare e riconvertire delle strutture già presenti (come hotel, case di riposo e case comunitarie) per l’accoglienza dei pazienti affetti da Covid-19. Intesa Sanpaolo ha deciso di sposare la campagna, contribuendo con 50mila euro.

Il progetto si propone di garantire l’accoglienza gratuita in strutture organizzate ai pazienti ospedalieri del territorio bergamasco che devono completare il periodo di isolamento domiciliare ma che, per motivi logistici o sociali, non hanno le possibilità di effettuarlo presso il proprio domicilio. Grazie ad “Abitare la cura” i pazienti possono così lasciare l’ospedale in un momento in cui ogni posto letto significa la salvezza per altri malati e, allo stesso tempo, essere seguiti dagli infermieri e operatori esperti.


Gli stanziamenti attraverso il “Fondo di Beneficenza”

Altre risorse per l’emergenza arriveranno poi grazie al Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, che erogherà 14 milioni di euro. Una parte di questo denaro sarà destinato a progetti di ricerca medica sul Covid-19: Università ed enti di ricerca italiani riconosciuti possono candidare i progetti secondo le procedure standard di accesso alle risorse del Fondo. Le iniziative da sostenere saranno individuate attraverso un processo di selezione condotto da una commissione di esperti con criteri definiti e trasparenti.

Sarà possibile candidare i progetti all’interno di questo sito internet.


Le misure per i lavoratori del Gruppo

Infine, sin dallo scorso 18 marzo, Intesa Sanpaolo ha adottato misure speciali anche per i suoi collaboratori. In primo luogo, il Gruppo bancario consente a tutti coloro che ne hanno la possibilità di lavorare in modalità smart working; a tutti gli altri collaboratori sono invece riconosciute sei giornate di ferie aggiuntive, rispetto alle previsioni di legge e del CCNL. Le giornate saranno fruibili dalla fine dell’emergenza Coronavirus ed è prevista anche la possibilità di monetizzazione.

 


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