PRIVATI / Aziende
Smart working, forma di conciliazione vita-lavoro o aumento della produttività? Analisi di 15 integrativi
Francesco Seghezzi, Bollettino Adapt, 29 agosto 2016
31 agosto 2016

Il lavoro agile arriverá in aula a settembre. Dopo mesi in cui il ddl presentato dal governo ha affrontato il vaglio della Commissione Lavoro del Senato, c’è una prima risposta alla domanda su che fine avesse fatto. Una domanda che sembra aver preoccupato più gli osservatori e i giuristi che il mondo delle imprese. Non passa mese infatti senza la stipula di nuovi accordi collettivi nazionali o aziendali che si occupano esplicitamente di regolare la pratica dello smart working. Non solo i settori in cui è più diffuso, come quello bancario, assicurativo o il mondo delle telecomunicazioni o dell’informatica, ma anche nel recente accordo tra i metalmeccanici di CISL e UIL e le piccole e medie imprese rappresentate da CONFIMI il lavoro agile è presente con una pagina sulle linee guida per la sua attuazione. Negli ultimi mesi infatti la nuova stagione di rinnovo dei contratti nazionali ha visto sia nel caso di Federculture che dell’industria alimentare la presenza dello smart working, che quindi entra a pieno titolo nelle relazioni industriali a livello nazionale.

Dal punto di vista aziendale invece sono almeno 15 gli accordi integrativi sul lavoro agile, individuati dall’Osservatorio ADAPT sullo Smart working, che le parti sociali hanno sottoscritto senza ancora la presenza di una normativa ad hoc, a riprova che l’autonomia collettiva ad oggi ha gli strumenti per poter muoversi autonomamente. Un numero di certo non vasto, ma che può dare alcune indicazioni importanti. 

Prima tra tutte il fatto che una legge è sì necessaria, ma per spingere e incentivare le parti a firmare accordi su questa nuova modalità di eseguire la prestazione lavorativa. In questo modo si può pensare di connettere l’utilizzo del lavoro agile non unicamente ad obiettivi di conciliazione vita e lavoro ma a esigenze (sempre più urgenti) di aumentare i livelli di produttività.


Smart working, forma di conciliazione vita-lavoro o aumento della produttività? Analisi di 15 integrativi
Francesco Seghezzi, Bollettino Adapt, 29 agosto 2016

 
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