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Il welfare aziendale non è solo piattaforma: il caso del Gruppo Hera
Circa il 99% dei lavoratori è iscritto all'infrastruttura tecnologica, ma il progetto HEXTRA si contraddistingue soprattuto per l'attenzione a genitorialità, smart working e Diversity Management.
28 novembre 2019

Già dal 2016 il Gruppo Hera, multiutility che si occupa della gestione di gas, luce, acqua e servizi ambientali in Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ha attivato un articolato piano di welfare aziendale. Il progetto, denominato HEXTRA, è destinato a tutti gli 8.770 dipendenti della società e nel tempo si è arricchito di interessanti azioni.


Il welfare del Gruppo Hera

Alla base del welfare del Gruppo si trova la piattaforma digitale attraverso la quale i lavoratori possono spendere il loro “conto welfare” annuale. Questo strumento, fornito dal provider Easy Welfare, consente di acquistare e richiedere rimborsi per i beni e i servizi definiti dalla normativa di riferimento: fondi per la previdenza complementare e la sanità integrativa, prestazioni per la cura dei figli, rimborsi per le spese scolastiche, servizi per familiari anziani o non autosufficienti. Inoltre sono disponibili altri interventi per il sostegno alle spese di tutti i giorni, come quelle per il trasporto e per gli spostamenti tra la casa e il luogo di lavoro, per gli abbonamenti alla palestra o al teatro, e molto altro.

Per perseguire una politica basata sull’equità tra tutti i dipendenti del Gruppo, Hera ha deciso di garantire un “budget” welfare uguale per tutti, senza distinzioni di ruolo, inquadramento o livello contrattuale. Allo stesso tempo però è stato scelto di realizzare un investimento maggiore per coloro che hanno figli in età scolare: la società ha quindi messo a disposizione di queste persone una quota ulteriore da utilizzare esclusivamente per le spese destinate all’istruzione, dall’asilo nido fino all’università.

Come indicato nel Bilancio di sostenibilità 2018 della società, lo scorso anno circa 8.580 lavoratori hanno effettuato l’iscrizione alla piattaforma, il 99% del totale; l’ammontare speso per le prestazioni di welfare è stato stimato in 4,2 milioni di euro.


Oltre la piattaforma…

Il piano welfare del Gruppo Hera non si ferma però alla piattaforma. All’interno del progetto HEXTRA vi sono infatti borse di studio per l’università, corsi di formazione per i figli dei dipendenti e centri estivi ed invernale, per i quali nel solo 2018 sono stati investiti oltre 600.000 euro.

In ambito di flessibilità e innovazione organizzativa è da sottolineare la presenza dello smart working, sperimentato per la prima volta nel 2017. Grazie ai buoni risultati in termini di produttività e soddisfazione ottenuti grazie all’introduzione del lavoro agile, negli ultimi due anni Hera ha deciso di incentivare tale pratica: grazie a giornate di formazione e la presenza di spazi “smart” aziendali in cui lavorare in autonomia, oltre 2.000 persone possono oggi lavorare in modalità smart working per alcune giornate al mese.

L’impegno del Gruppo Hera verso i suoi collaboratori è consolidato anche dalla presenza del Diversity Manager. Oltre che attività di ascolto e counselling, questa figura professionale si occupa di valorizzare e diffondere la cultura della diversità in azienda. In particolare, il manager ha avviato azioni per sostenere l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro e la parità di trattamento tra i generi; progetti specifici sono poi rivolti ai lavoratori con disabilità, i quali hanno la possibilità di svolgere percorsi specifici di inclusione.


Le misure per il sostegno alla genitorialità

Un punto importante del welfare di Hera riguarda poi il sostegno ai neo-genitori. Da oltre 10 anni sono previsti infatti congedi extra rispetto a quelli previsti dalla legge e svariate convenzioni con asili nido del territorio emiliano-romagnolo. Proprio per informare i genitori di tutte queste possibilità, la società ha realizzato l’opuscolo "Mamma&Papà al lavoro. Opportunità e diritti per un equilibrio tra tempi di lavoro e di cura dei figli".

Dal 2011 è infine attivo il progetto “Politiche del buon rientro”. L’iniziativa - che all’epoca fu sostenuto economicamente anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - si propone di sviluppare azioni innovative in ottica di conciliazione vita-lavoro e strumenti di supporto e sostegno a chi utilizza congedi di maternità, parentali e legati alla legge 104/1992. Tra queste misure sono presenti iniziative di formazione destinate in primo luogo alle neo-mamme che rientrano al lavoro dopo il periodo di congedo e azioni di sensibilizzazione mirate al cambiamento culturale in azienda rispetto al tema conciliazione dei tempi.


Welfare e conciliazione vita-lavoro nel settore utilities

L’articolato piano di Hera è valso alla società svariati riconoscimenti (qualche tempo fa vi abbiamo ad esempio segnalato questo). L’investimento di questa impresa nel campo del welfare non sembra però essere una cosa insolita nel settore delle utilities, cioè di quelle realtà che si occupano dell'erogazione dei servizi pubblici dell’acqua, dell’energia elettrica, del gas e della gestione dei rifiuti.

Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, secondo una recente indagine condotta dal provider Edenred Italia circa il 34% delle imprese di questo particolare comparto ha introdotto almeno una prestazione di welfare aziendale: ma tale percentuale cresce se si considera l’adesione a fondi di previdenza complementare (87%) e di sanità integrativa (75%).

Anche grazie ad alcune caratteristiche del settore - come la grande dimensione delle imprese e il forte radicamento con il territorio di appartenenza - sembra quindi che il mondo delle utilities stia compiendo degli investimenti importanti in questa direzione. Questo è però anche dovuto all’attenzione che le parti sociali hanno posto nel welfare in sede di contrattazione collettiva: già da alcuni anni il Ccnl del settore prevede infatti delle quote che le imprese devono destinare ad ogni lavoratore per la previdenza e la sanità integrativa, l’istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali e la regolamentazione dello smart working.

 


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