PRIVATI / Aziende
I buoni pasto, piccolo grande welfare
12 gennaio 2012

Sul Corriere della Sera del 10 gennaio Dario Di Vico parla dei buoni pasto, ne ricorda l’utilità e si interroga sul loro futuro. E’ possibile che la quota detassata sia ancora di 5,29 euro? E’ ormai difficile consumare un pasto con quella cifra. E quanto costa all’erario la detassazione dei ticket restaurant? Intorno ai 470 milioni, ma le associazioni di categoria sostengono sia meno. Di Vico auspica che il Governo non torni indietro, e continui ad agevolare questo strumento di sostegno al reddito dei lavoratori. E conclude: “Invece, pur valutando le compatibilità di politica fiscale, un aumento del ticket a dieci euro apporterebbe sicuramente un piccolo contributo alla coesione sociale. E rivedrebbe un valore monetario fermo da ben ventitré anni”.

Il 9 gennaio Alberto Brambilla, sempre dal Corriere della Sera, fa proposte per agevolare la crescita. Un tema che andrebbe affrontato secondo Brambilla su tre livelli: semplificazione, agevolazioni e incentivazioni. Per quanto riguarda le agevolazioni, e considerando che gli stipendi in Italia sono bassi rispetto alla media europea, e non sarà facile che si alzino, il welfare aziendale può svolgere un ruolo importante. Ma non senza rivedere il regime della tassazione e delle deduzioni. D’accordo con Di Vico, Alberto Brambilla propone di aumentare l'importo deducibile per le imprese, dagli attuali 5,29 euro ad almeno 10. E aggiunge: l’introduzione di un “buono trasporti” per compensare l’aumento dei costi di trasporto; maggiore informazione per i datori di lavoro circa la possibilità di offrire welfare aziendale ai dipendenti (magari alzando anche qui l’importo deducibile, fermo a 258,25); una revisione del sistema fiscale per i dipendenti che riequilibri il carico tra questi ultimi e i lavoratori autonomi.

Graziella Gavezzotti, amministratore delegato di Edenred Italia, risponde sul blog di Dario Di Vico “La nuvola del lavoro”, fornendo ulteriori spunti di riflessione. Certo che l’importo non è più adeguato, e certo che l’alimentazione è al primo posto tra le priorità dei cittadini. Una recente ricerca di Edenred e Astra Ricerche sui bisogni dei lavoratori indica però come ci siano altre necessità, prima tra tutte quella di bilanciamento tra vita e lavoro, con orari flessibili e agevolazioni per coloro che hanno oneri di cura dei propri cari. Anche per quanto riguarda la conciliazione vita-lavoro, il voucher può essere uno strumento di welfare immediato e flessibile a supporto della famiglia. 

 

Riferimenti:

I buoni pasto, piccolo grande Welfare
Corriere della Sera, 10 gennaio 2012

Più Welfare in Azienda così Cresce il Salario ma non l'Imponibile Irpef
Corriere della Sera, 9 gennaio 2012

Lettere alla Nuvola – Buono pasto? Il welfare per tutti
La nuvola del lavoro, 10 gennaio 2012

L’articolo 51 del TUIR

Il sito della società Edenred, azienda leader a livello internazionale nell'emissione di buoni servizio
 

 
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Giorgio | 15.01.2012
il Prof. Brambilla sa che molta di quella defiscalizzazione ritorna nelle casse dello Stato, via Consip, con lo strumento gare d'appalto?: con il recupero di diverse decine di milioni di € sotto forma di sconto approfittando di una sciagurata ed inammissibile concorrenza tra le società emettitrici agguerrite una contro l'altra e l'altra parte di defiscalizzazione ritorna nelle casse delle Aziende datrici di lavoro anch'esse beneficiate dalla stessa sciaguratissima concorrenza. La formula, per far recuperare gran parte della defiscalizzazione, che è un costo pubblico, esiste e può creare opportunità al consenso di ulteriore incremento della defiscalizzazione e della cessazione di vantaggi(sconti) indebiti alle Aziende private che già godono di vantaggi dovuti alla assenza di costi per mense proprie che lo strumento Buono Pasto permette loro di bypassare. indirizzo della cassaforte dov'è custodita la formula: ssm.aipe@gmail.com Presidenza A.I.P.E. Giorgio Bolesan
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