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Flessibilità, ascolto e rilevazione dei bisogni: il piano di flexible benefits di EY
EY, società di consulenza che conta oltre 5.000 dipendenti e professionisti, ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento per il piano di welfare
10 giugno 2019

Alcune recenti indagini hanno evidenziato come i lavoratori più giovani siano particolarmente attenti alla possibilità di avere accesso a misure e benefit aziendali in grado di fornire una risposta ai bisogni sociali che si manifestano nel corso della vita. Tra queste vi abbiamo riportato i risultati della survey condotta da Edenred Italia e Orienta e quella di Jointly. Queste analisi hanno evidenziato come i più giovani siano interessati soprattutto ai servizi di work-life balance, agli strumenti di flessibilità oraria e alla formazione.

Ad accorgersi della centralità del welfare e delle misure di conciliazione per i lavoratori di giovane età è stata EY, realtà che si occupa di servizi professionali di consulenza direzionale, revisione contabile, fiscalità e transaction. La società ha infatti ottenuto il premio “Welfare e Millennials” nel corso dell’evento “Welfare Revolution”, promosso da Edenred Italia.


Il piano di welfare aziendale di EY

Nel nostro Paese EY conta oltre 5.000 dipendenti e professionisti. È proprio questa la platea di beneficiari del piano di flexible benefits inaugurato dalla società lo scorso 1° aprile. Il progetto, che ha previsto la partnership con il provider Edenred, ha previsto l’implementazione di una piattaforma digitale attraverso la quale i lavoratori potranno spendere il proprio “budget welfare”, stanziato annualmente dall’impresa.

Il portale mette a disposizione un insieme variegato di flexible benefits: si va dagli interventi per il sostegno all’istruzione (baby sitter, asilo nido, scuole di ogni ordine e grado, libri di testo, mensa, vacanze studio, ecc.) e per l’assistenza a familiari anziani e non autosufficienti (badanti, prestazioni mediche e infermieristiche, case di riposo e RSA, ecc.), fino alla previdenza complementare e alla sanità integrativa. Vi è poi la possibilità di utilizzare il proprio budget di flexible benefits per acquistare buoni spesa e altri servizi relativi alla sfera del tempo libero, come palestra, attività sportive, abbonamento per il cinema o il teatro, mostre, viaggi e vacanze, corsi di lingue, spese per il trasporto pubblico e altro.

“Il progetto di flexible benefits di EY si inserisce nel solco di un change management basato sui valori e comportamenti; in particolare, attraverso questa iniziativa abbiamo voluto essere sempre più vicini alle nostre persone non solo dal punto di vista professionale, ma - mettendo a disposizione sempre più servizi che riguardano la vita privata - anche alla loro sfera personale”, ha dichiarato Salvatore Muscia, Reward Leader di EY per la Region Mediterranean (Italia, Spagna e Portogallo) lo scorso 30 maggio nel corso dell’evento di premiazione Welfare Revolution. “Si tratta di un investimento molto rilevante, finalizzato a rendere sempre più flessibile il pacchetto di Total Reward delle persone e far sì che possano sempre più customizzarlo. Un piano 'fresco' che va incontro alle esigenze di un target estremamente giovane attraverso un paniere completo presentato con una comunicazione strutturata appositamente per mettere in primo piano i benefit più attrattivi per la popolazione aziendale di riferimento, che conta un’età media di 29 anni: l’80% di EY è infatti composta da under 30”.

“Tutto il progetto, dalla creazione del piano alla selezione dei benefit, fino alla scelta dei canali e delle azioni di comunicazioni più efficaci, sono il frutto di un’attenta analisi degli stili di vita e delle caratteristiche del target di riferimento. Inoltre ci siamo posti l’obiettivo di informare e coinvolgere i dipendenti dell’azienda puntando sull’interattività e sul divertimento focalizzandosi sull’experience e sui canali di comunicazione digitale”, ha concluso Salvatore Muscia.


Ascolto e flessibilità: i punti di forza di EY

Da segnalare poi la presenza di ulteriori iniziative che vanno ad arricchire il paniere di offerte di servizi di EY. Tra queste ci sembra interessante segnalare la possibilità di attivare lo smart working, e quindi la possibilità di lavorare da casa o in qualsiasi altro luogo per alcuni giorni al mese, e un insieme di misure rivolte alle neo-mamme volte a favorire il rientro dalla maternità e la gestione - anche dal punto di vista economico - di quel periodo delicato che riguarda i primi 18 mesi di età del bambino.

Inoltre, tutto il progetto di EY è stato affiancato da un progetto di comunicazione che ha previsto svariati eventi. Una particolarità è stata la creazione di un “Welfare Point” gestito dagli esperti di Edenred. Attraverso questo apposito “ufficio”, tutti i collaboratori della società possono richiedere informazioni in merito all’accesso alla piattaforma e ai servizi disponibili; attraverso il “Welfare Point” è quindi possibile dialogare e confrontarsi con un esperto, che può indirizzare al meglio le richieste dei lavoratori.

Questo strumento rappresenta un passaggio importante, in quanto può contribuire a ridurre quel mismatch tra servizi di welfare aziendale messi a disposizione dalle imprese e i reali bisogni sociali dei dipendenti che - come sottolineato da alcune recenti ricerche - può spesso crearsi.


 


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