Expo, le aziende in crisi prestano i dipendenti
Tra i 650 operatori che Expo assumerà per far girare il motore dell'esposizione unviersale ci saranno anche alcuni lavoratori - tra i 60 e i 100 - di aziende dell'area metropolitana in crisi conclamata. Invece di andare in cassa integrazione o in mobilità, queste persona potranno essere impiegate temporaneamente dalla società di via Rovello | Alessia Gallione, Repubblica Milano, 15 dicembre 2014
 
Usa: perché cala l'occupazione femminile?
Le donne rappresentano una componente importante per l’economia americana: il tasso di occupazione femminile negli ultimi 60 anni è cresciuto costantemente, raggiungendo il suo apice – 74% delle donne tra i 25 e i 54 anni - nel 1999. Da allora però ha iniziato a decrescere, per fermarsi all’attuale 69%, al contrario di alcuni paesi europei dalle economie più deboli, come la Francia o l’Irlanda.
 
Il welfare privato seduce "solo" il 6% delle aziende
Solo il 6% delle aziende italiane eroga benefit del segmento gratificazione del personale, il 3% servizi legati a salute e benessere e l'1% legati al tema della mobilità. A rivelarlo uno studio che Sodexo Benefits & Rewards Services, costola del gruppo Sodexo, leader mondiale nelle soluzioni per la qualità della vita, ha condotto su un campione di 4.010 aziende. Francesco Prisco, Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2014
 
Un italiano su due confida nel welfare aziendale per avere coperture sanitarie
Un italiano su due confida nel welfare aziendale per avere coperture sanitarie. E' quanto emerge da un'indagine condotta dall'Osservatorio sanità di Unisalute, secondo il quale il 48% dei lavoratori si informa sulle misure previste dal proprio contratto di lavoro. Dentista, assistenza per la non autosufficienza e occhiali le prestazioni che gli italiani vorrebbero vedersi sempre garantite, anche una volta in pensione. | Quotidiano Sanità, 2 dicembre 2014
 
Maternità e lavoro: conciliare è possibile
Fare figli è un opportunità per tutti: per i genitori, per le comunità, per lo Stato e anche per le aziende, per le quali tuttavia la maternità di una lavoratrice viene ancora vissuta come un problema, generando ripercussioni negative sulle condizioni dell’occupazione femminile. Ma invertire questa situazione non è impossibile, ci sono sempre più esempi che lo dimostrano, anche se ancora troppo pochi. Quali strumenti possono fare della maternità un valore aggiunto?
 
WelfareNet: quando il welfare aziendale fa bene (anche) al territorio
In Veneto, che si conferma ancora una volta laboratorio di innovazione, si sta sviluppando un progetto che mira a rispondere a nuove necessità sociali ponendo in rete una vasta gamma di attori interessati allo sviluppo di forme di welfare aziendale, territoriale o contrattuale. L'iniziativa si chiama WelfareNet ed è nata da un'idea dell’Ente Bilaterale Veneto FVG, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, con l'obiettivo di diventare il punto di riferimento per tutte le esperienze di welfare innovativo che sono nate o stanno nascendo nelle province di Padova e Rovigo.
 
Welfare spa, se lo Stato sociale apre alle imprese
Nell'edizione del 22 novembre di pagina 99 we è stato pubblicato un lungo articolo sul ruolo del secondo welfare all'intenrno del nostro Paese. Nel contirbuto curato da Davide Vittori e Davide Vannucci anche molti dati tratti dal Primo rapporto sul secondo welfare in Italia. | Davide Vittori e Davide Vannucci, Pagina99we, 22 novembre 2014
 
Asili, lavanderia e home working, ecco i leader della felicità aziendale
Anche a La Repubblica si stanno accorgendo che c'è il secondo welfare e, in particolare, che esiste il welfare aziendale. Al giornale fondato da Eugenio Scalfari trattano con un po' di supponenza le imprese che stanno investendo in questo ambito, mischiano il concetto di benefit con quello di welfare, mettono a confronto realtà e contesti molto differenti, ma almeno iniziano a parlarne... | Irene Maria Scalise, La Repubblica, 24 gennaio 2014
 
“Ho dato alle mie dipendenti il tempo che serviva a me”
Al convegno di Valore D, l’imprenditrice Stefania Brancaccio ha raccontato come nell’azienda della sua famiglia sia riuscita a conciliare lavoro e famiglia, per lei e per le altre lavoratrici: “Molte tutele ci hanno rovinato, oggi serve work–life balance, dare la possibilità alle donne di rimodulare il tempo secondo le loro necessità” | Laura Preite, La Stampa, 20 novembre 2014
 
Un giorno in dono: UBI Banca e il volontariato d'impresa
Da un lato ci sono i dipendenti, che utilizzano un giorno di ferie per svolgere volontariato presso organizzazioni non profit impegnate nella realizzazione di progetti sociali meritevoli; dall’altro c’è l’azienda, che eroga a quelle stesse onlus il valore economico della giornata lavorativa donata dal dipendente; al centro c’è l’ONP, a cui è offerta una nuova strada per sostenere le proprie attività. E’ questo in parole povere il meccanismo su cui si fonda il progetto “Un giorno in dono”, realizzato da UBI Banca in collaborazione con Fondazione Sodalitas.
 
Nell’azienda dove si può scegliere fra 16 formulazioni di orario diverse
L’età media è 37 anni: persone giovani, alle prese con la famiglia, i figli piccoli da portare e riprendere. È nato da un’esigenza concreta il nuovo accordo integrativo triennale 2014-2016 per i 100 lavoratori specializzati della Berto’s di Tribano (Padova), multinazionale tascabile specializzata nella produzione di attrezzature professionali per la cucina fondata nel 1973 da Giorgio Berto, 30mila pezzi all’anno, per il 75% in più di cento Paesi e 21 milioni di ricavi nel 2013 (+8,5%), confermati anche quest’anno. | Barbara Ganz, Sole24Ore, 11 novembre 2014
 
No allo scambio welfare-contratto
Sul Sole 24 Ore il racconto del “Welfare aziendale: nuove vie della contrattazione”, organizzato dal sindacato FABI a cui hanno partecipato di Tiziano Treu, Commissario dell’Inps, Domenico Polizzi, Responsabile Legislazione del Lavoro di Eni Spa, Roberto Poetto, Direttore Risorse Umane di FATA Spa (Finmeccanica), il Segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, i responsabili delle Relazioni industriali e del Personale dei Gruppi Banco Popolare, IntesaSanpaolo, Monte Paschi di Siena, Ubi, Unicredit, e Franca Maino, Direttrice di Percorsi di secondo welfare. | Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2014
 
Lab Altobello: il coworking sbarca anche a Venezia
Fino a non molto tempo fa pochi in Italia sapevano cosa fosse il coworking. Oggi invece sono sempre più numerosi i professionisti che vorrebbero potere accedere a spazi di lavoro condiviso per svolgere le proprie attività. Non deve quindi stupire che dopo la diffusione in grandi centri come Milano e Roma, questo sistema inizi a diffondersi anche in altre zone del Paese. A Mestre da qualche tempo opera Lab Altobello, che ha concentrato la propria attività sullo sviluppo di servizi che favoriscano la conciliazione famiglia-lavoro.
 
Welfare aziendale, quando la contrattazione supplisce ai buchi dello Stato
In tempo di crisi e di tagli alla spesa pubblica, i benefit in welfare possono risultare appetibili quasi quanto il denaro contante. Poco meno di 50 mila dipendenti del settore bancario hanno infatti colto l’opportunita’ offerta dai sindacati di categoria, scegliendo di veder remunerata la propria attivita’ con strumenti alternativi ai tradizionali ‘premi’. I dati sono stati presentati oggi a Torino, nel corso del convegno “Welfare aziendale: nuove vie della contrattazione”, organizzato dalla FABI | Il Diario del Lavoro, 13 ottobre 2014
 
Welfare aziendale, nuovo piano per Unindustria Treviso
Unindustria Treviso ha attivato un nuovo piano di servizi di welfare aziendale per le imprese associate. Grazie alle convenzioni stipulate con le strutture del territorio, i dipendenti delle aziende aderenti all'associazione datoriale potranno accedere a prestazioni sanitarie e servizi alla persona a costi agevolati, oltre che a un innovativo progetto, “il carrello spesa”, per l’acquisto di beni di consumo. Un progetto interessante, volto a rendere accessibili opportunità che ciascuna impresa faticherebbe a realizzare singolarmente.
 
Imprenditoria femminile: una risposta alla crisi?
Nel 2012 le imprese femminili crescevano, nonostante la crisi. Quando le titolari sono donne – spiegava Maurizio Ferrera, commentando i risultati di una ricerca di Confartigianato – c’è più flessibilità, multitasking, capacità di delegare e di fare gioco di squadra. I dati 2014 di Unioncamere ci restituiscono una fotografia incoraggiante ma carica di contraddizioni. E qualche spunto per le politiche future.
 
Anche in Italia arriva il Coffice
Dopo l'esperienza di Londra arriva anche a Roma il Coffice, il caffè-ufficio in cui si può trovare uno spazio adatto a lavorare, incontrare collaboratori, organizzare una presentazione o, più semplicemente, godere del proprio libero. Il tutto senza dover spendere nulla per il cibo e le bevande consumate al tavolo, ma pagando il tempo trascorso nel locale. | Federica Colonna, Corriere della Sera, 1 agosto 2014
 
Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale 2014
Il 7 e 8 ottobre 2014 presso l’Università Bocconi si svolgerà la seconda edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, il più importante evento italiano dedicato all’evoluzione della responsabilità d’impresa in termini di innovazione sociale e sostenibilità. In occasione della manifestazione è stato lanciato anche un interessante concorso, “Comune Partecipativo”, che premierà le esperienze collaborative o partecipative realizzate dai Comuni. Le idee più creative presentate dalle PA saranno valutate direttamente dai cittadini attraverso Twitter.
 
La difficoltà di conciliare famiglia e lavoro in Italia
Confrontata con altri paesi Ue, l’Italia offre un numero di settimane esiguo per il congedo parentale, pari a 26, 8 in full-rate equivalent, nel periodo successivo ai primi mesi di vita del neonato. Se abbinato all’assenza di asili nido e di altre strutture di supporto alla custodia dei figli, ciò obbliga spesso le donne alla difficile scelta di dedicarsi esclusivamente alla famiglia o al lavoro. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 29 luglio 2014
 
Donne con idee per fare smart working salgono al Piano C
Back to work al femminile: un’iniziativa che mira a reintrodurre nel mondo del lavoro donne che varcano la sua soglia per la prima volta, che devono reinserirsi dopo la maternità o lavorano da anni, ma sono insoddisfatte. Come? Offrendo loro non un posto ma tre mesi retribuiti all’interno di Piano C, uno spazio creato nel 2012 a Milano con un centinaio di coworker iscritte e una community di 2500 iscritti. A offrire l’occasione di lavoro è Cisco che ha chiesto alle donne di stilare una lista di dieci linee guida per sviluppare uno smart working al femminile. | Giulia Cimpanelli, Corriere della Sera, 9 luglio 2014
 

 
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