Il "bonus" di sindacati e imprese che aiuta i lavoratori
Per spiegare l'inedito ruolo del secondo welfare, a dire il vero non proprio nuovo, vale la constatazione che quando esso viene adottato, oggigiorno sempre più, da grandi aziende e multinazionali, qualche volta anche in maniera paternalistica e unilaterale, è evidente che nella maggior parte dei casi ciò avviene d'intesa con i sindacati aziendali e territoriali. | Achille Paliotta, Il Sussidiario, 5 luglio 2015
 
Sanità integrativa, due italiani su tre auspicano interventi delle aziende
Quando si parla di cure per la salute, lo scenario attuale vede una offerta pubblica sempre più ridotta a cui si aggiunge un numero crescente di cittadini che non riesce a sostenere tali spese di tasca propria. Il tale contesto il 63% degli italiani ha però chiaro quale potrebbe essere il soggetto terzo in grado di supportare pubblico e privati cittadini: le aziende. Quasi due italiani su tre credono infatti che le aziende debbano occuparsi di cure sanitarie per i propri dipendenti.
 
I bambini? Vestiti e curati. Il welfare aziendale di Monnalisa
Da qualche settimana il welfare aziendale è diventato di casa da Monnalisa, azienda di abbigliamento per bambini con sede ad Arezzo. Presente in 60 Paesi, un fatturato da 39 milioni di euro e un export del 65%, quest'impresa ha deciso di integrare i benefit già attivi per i 140 dipendenti (rimborso viaggio casa/ufficio, orario elastico, mensa aziendale, sistema premiante) sostenendoli nelle spese per la salute, per la prevenzione, salvaguardandone il potere d'acquisto e riducendo, ove possibile, il cuneo fiscale.
 
Impact Investing e sviluppo urbano: verso l'assemblea di Italia Camp a Expo
Tradurre l'impact investing in politiche di rigenerazione urbana per lo sviluppo e la competitività locale. È questo il tema al centro dell'approfondimento sulla finanza di impatto che l'Assemblea ItaliaCamp 2015, che si svolgerà ad Expo Milano dal prossimo 11 Luglio, affronterà con un gruppo di lavoro all'interno del Padiglione dell'Unione Europea.
 
Partite Iva e free lance lanciano il “manifesto per un equo welfare”
L’associazione dei free lance Acta a Roma il 24 giugno lancia #PropostaDecente, per uscire dal welfare familiare ed entrare in una nuova prospettiva collettiva e di sviluppo che segni un nuovo welfare solidale. Al centro c’è un’idea semplice, chiara, aperta a tutti: ogni cittadino ha pari doveri nei confronti di uno Stato, che però deve concedere a tutti pari cittadinanza di diritti. | Walter Passerini, La Stampa, 23 giugno 2015
 
Come si espande il welfare delle imprese private
Mentre langue il primo welfare, quello con i soldi pubblici, si espande sempre più il secondo, quello delle imprese private. Il trend è molto sostenuto: se nel 2011 solo il 5% delle aziende aveva piani di welfare strutturati, nel 2014 la percentuale è salita al 17% e quest’anno sono coinvolte sempre più anche le piccole e medie imprese. | Enzo Riboni, Corriere della Sera, 23 giugno 2015
 
Virgin introduce la paternità pagata per un anno
“Se vi prendete cura dei vostri dipendenti, loro si prenderanno cura del vostro business”. Con queste parole Richard Branson, magnate inglese a capo del gruppo Virgin, ha spiegato la sua nuova policy aziendale: un anno di paternità pagata al 100% a tutti i dipendenti con almeno 4 anni di anzianità. | Benedetta Argentieri, La 27ª Ora, 13 giugno 2015
 
Dal diritto all’errore agli asili nido, le dieci cose che rendono felici i dipendenti
Ma gli italiani, secondo i dati del Barometro Ipsos 2015 che ha condotto per conto di Edenred un’analisi sulle aspettative dei dipendenti, vorrebbero una nuova organizzazione del lavoro e una nuova cultura manageriale fondata su tre pilastri: maggiore delega, lavoro di squadra e propensione al rischio. Sul fronte degli interventi di welfare aziendale, in base alle esigenze dei lavoratori emerse dallo studio, Edenred ha stilato un decalogo di cosa può rendere felice un dipendente.
 
Essere genitori: i congedi in Italia e in Europa
La condivisione dei carichi è una delle premesse per l’esercizio del diritto alla cura e per un accesso più equo al mercato del lavoro. Rosita Zucaro e Valeria Viale su InGenere.it analizzano cosa accade in Italia e in Europa in materia di congedi parentali e di paternità. | Valeria Viale e Rosita Zucaro, InGenere, 1 giugno 2015
 
Contratto professionisti, telelavoro più semplice negli studi
E' stato rinnovato il Contratto collettivo nazionale degli studi professionali. Il documento, tra le altre cose, definisce e disciplina il telelavoro con una regolamentazione essenziale e poco burocratica finalizzata a rendere la misura fruibile in maniera semplificata. | Giampiero Falasca e Giuseppe Latour, Sole 24 Ore, 27 maggio 2015
 
Usa, se le politiche family-friendly finiscono per penalizzare le donne
Le politiche Family-friendly possono favorire la conciliazione famiglia-lavoro, ma talvolta possono anche provocare effetti inattesi, ad esempio scoraggiare i datori di lavoro a assumere donne, perché temono che queste potrebbero assentarsi per lunghi periodi o fare uso di benefits costosi.
 
Se anche Zara spinge sul welfare integrativo
Zara Italia lo scorso 23 aprile ha siglato il primo accordo integrativo aziendale per permettere ai 3.500 dipendenti sparsi nel Paese di godere di orari agevolati, usufruire di aspettativa non retribuita al termine dei congedi parentali, gestire l’organizzazione del lavoro a livello decentrato e avere un accesso facilitato ai periodi di congedo formativo sia in termini di percentuale che di anzianità. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 29 aprile 2015
 
Addio scrivania, anche in ufficio tramonta il 'posto fisso'
Tablet e smartphone mandano in pensione i desk individuali a favore di quelli mobili: così a Londra le società risparmiano spazio. E soldi per gli affitti. | Enrico Franceschini, la Repubblica, 22 aprile 2015
 
Il welfare on demand, occasione per i giovani
Su Repubblica Andrea Mencattini, Chief Life & Employee Benefit Generali Italia, spiega i vantaggi del secondo welfare a partire dall'esperienza del proprio Gruppo, che detiene una raccolta premi di 470 milioni di euro (2013) per il settore employee benefit con quote di mercato del 29% negli infortuni e del 25% nelle coperture malattie, e con oltre 12mila aziende assicurate in Italia ed un portafoglio clienti costituito da più di 2 milioni di assicurati. | Vito de Ceglia, Repubblica, 20 aprile 2015
 
Il welfare aziendale si rinnova e cresce
Su Affari & Finanza Christian Benna affronta il tema del welfare aziendale provando a capire come e quanto il fenomeno si stia diffondendo nel nostro Paese. All'interno dell'articolo ampio spazio è dedicato alle dichiarazioni di Giulia Mallone, che ha presentato alcune informazioni e considerazioni sviluppate da Percorsi di secondo welfare nelle proprie ricerche. | Christian Benna, Affari & Finanza, 13 aprile 2015
 
Fenomeno flexible benefit, l'azienda offre ai dipendenti i servizi "cuciti" su misura
Vito de Ceglia si interroga su welfare aziendale e flexible benefit, chiedendo a Franca Maino, direttrice di Percorsi di secondo welfare, di aiutare i lettori di Affari & Finanza a comprendere lo stato dell'arte e il futuro di questi strumenti sempre più importanti. | Vito de Ceglia, Affari & Finanza, 13 aprile 2015
 
Il welfare solidale della Lardini di Ancona
Un premio aziendale annuo da 900 euro, l’accesso al part-time per le dipendenti in maternità, l’implementazione del fondo pensione integrativo Previmoda,: l’aumento dei riposi compensativi individuali, il rientro al lavoro guidato e concordato tra le parti nel periodo post parto e, soprattutto, i permessi solidali. Sono questi i contenuti dell’accordo integrativo firmato lo scorso 30 marzo presso la Lardini di Filottrano, in provincia di Ancona. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 10 aprile 2015
 
Aumentano i papà babysitter, boom di congedi parentali
E' aumentata dal 7% del 2008 al 12% del 2013 (da 19mila a 33mila) la quota di padri che sceglie il congedo parentale per accudire i figli neonati dopo il periodo di maternita' obbligatoria a favore della madre. Lo rivela una ricerca dell'Aldai - Associazione lombarda dirigenti aziende industriali. | Agi, 6 aprile 2015
 
Lavoro smart, l’esperimento per Expo: orari elastici, costi d’ufficio ridotti e meno traffico
Cosa succederebbe se le aziende di Milano permettessero ai dipendenti di alternare vita d'ufficio e “lavoro agile” sullo schermo di uno smartphone? È l'esperimento suggerito da SmartforExpo, il progetto presentato oggi dall'associazione omonima e patrocinato da Palazzo Marino lungo i sei mesi dell'Esposizione Universale. Obiettivo: far lavorare il 10% della popolazione aziendale da casa o in spazi di coworking per almeno due giorni al mese. | Alberto Magnani, Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2015
 
La (dis)occupazione femminile? Ora tocca alle aziende
Viviamo un tempo di transizione dove la crisi, destrutturando l’identità, ha introdotto la precarietà in tutte gli aspetti del vivere quotidiano. L’approdo ad una crescita stabile e strutturale richiede pertanto la capacità di attrezzare le donne e gli uomini a vivere questa fase investendo nel loro capitale formativo. Di qui il richiamo ad una nuova economia che abbia come obiettivo la promozione del benessere umano e della crescita. | Giovanna Martelli, La 27ªOra, 4 aprile 2015
 

 
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