Le spese scolastiche aumentano? Ci pensa l’azienda
L’ultima frontiera del welfare aziendale? Offrire ai dipendenti un supporto economico per lo studio, la formazione e l’educazione dei figli. Secondo il Codacons, anche quest’anno libri e materiale scolastico avranno un impatto non di poco conto sui bilanci delle famiglie, con un costo di 1.100 euro per alunno. Oltre a zaini, cartelle, quaderni e penne, il peso maggiore è la spesa per i libri di testo, da un minimo di 300 euro a un massimo di 600 euro per studente. E per chi ha figli iscritti all’università, il costo delle tasse è un salasso sulle casse familiari. | Lidia Baratta, Linkiesta, 16 settembre 2015
 
Il welfare aziendale di Monnalisa SpA
«Pagherò i campi estivi e i libri scolastici per i miei figli». Chiara Menicatti, 46 anni, due figli di otto e 15 anni, in Monnalisa si occupa di risorse umane, formazione e gestione della certificazione della responsabilità sociale Sa8000 con un contratto part time all’80 per cento. E ha già pensato cosa potrà fare con i benefit in arrivo, frutto del nuovo sistema premiante: niente iscrizione in palestra o corso di lingue per sé, piuttosto un aiuto per coprire le spese per i figli. | Il Sole 24 Ore, 1 settembre 2015
 
Elettronica SpA, orari a misura di famiglia
Elettronica Spa (Elt), un’impresa, con sede a Roma, di circa 700 dipendenti, di cui circa 300 laureati e 300 tecnici specializzati, che produce in tutto il mondo sistemi di difesa elettronica, ha deciso di scommettere su un programma di welfare aziendale innovativo, condiviso con tutti i rappresentanti sindacali, Cgil, Cisl e Uil. Il contratto collettivo nazionale di riferimento è il metalmeccanico e grazie allo strumento dell'accordo di secondo livello (che nel moderno mercato del lavoro è sempre più fondamentale) è stato possibile realizzare azioni innovative a favore del personale aziendale. | Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 21 agosto 2015
 
Lavoro a Ferragosto, una novità da capire
Mentre ci si accapiglia sui dati Istat e/o Inps per tentare di capire se le strategie per l’occupazione stiano dando o meno segni di efficacia irrompe all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del lavoro a Ferragosto. Di primo acchito potrebbe apparire come un paradosso sintetizzabile così: di lavoro ce n’è poco per tanti e tanto per pochi. Più semplicemente si tratta di alcuni casi emblematici che vanno però esaminati con cura non solo perché generano nell’immediato un conflitto ma soprattutto perché contengono segnali anticipatori di ciò che verrà. Ovvero di un’economia più nervosa, meno prevedibile e piena di contraddizioni. | Dario Di Vico, Corriere della Sera, 14 agosto 2015
 
Bevservice punta sul welfare
Aumento del 20% per i lavoratori di BevService, azienda con quartier generale a Campogalliano, nata nel 2013 da uno spinoff di Coca Cola Hbc. Lo prevede il primo integrativo sottoscritto in Confindustria Modena dal management e dalle delegazioni di Fai, Flai e Uila. Un’intesa che arriva a seguito di una complessa fase di riorganizzazione. Molto ricco il capitolo welfare e conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. In particolare, cresce di un giorno il permesso per genitori di figli interessati da patologie di particolare gravità, rispetto ai due previsti dal ccnl dell’industria alimentare. | Francesco Prisco, Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2015
 
Saving cost bond: nuove soluzioni per gli investimenti locali
I Saving cost bond si possono configurare come un modello di finanziamento potenzialmente applicabile a tutti gli interventi, i servizi e gli investimenti che sono in grado di creare efficienze gestionali e riduzione dei costi. Nonostante la denominazione, che fa riferimento al concetto di bond, i Scb non rappresentano un’obbligazione tradizionale in quanto sono privi di rendimento certo. Essi si concretizzano in obbligazioni dove restituzione e rendimento sono variabili e connessi alla performance conseguita in termini di risparmi ottenuti. | Luca Bisio e Marco Nicolai, Quotidiano Enti Locali e PA, 30 luglio 2015
 
Così le aziende puntano sul welfare
Cresce il welfare aziendale in Italia e cresce il numero di imprese che lo inseriscono nella contrattazione di secondo livello. E’ quanto emerge da un’interessante ricerca di OD&M Consulting, società di consulenza di specializzata nella gestione delle risorse umane di Gi Group, sullo stato dell’arte del secondo welfare in Italia. | Camilla Gaiaschi, Nuvola del Lavoro, 31 luglio 2015
 
Nestlé lancia la Maternity protection policy
Nestlé lancia la Maternity Protection Policy, un programma che garantisce a tutti i dipendenti, in tutto il mondo, l'applicazione di standard elevati di tutela della genitorialità per le persone del Gruppo. La Policy, che troverà applicazione a livello globale, fa di Nestlé un vero e proprio punto di riferimento mondiale sui diritti dei lavoratori in tema di politiche di conciliazione e work life balance. | Avvenire, 31 luglio 2015
 
Fenomeno cobaby: "Io gioco dove lavorano mamma e papà"
Per rispondere all'esigenza sempre maggiore di conciliare i tempi della famiglia e del lavoro alcuni coworking hanno iniziato a offrire un servizio in più: lo spazio per i più piccoli dove lasciare i propri figli. Da Mestre a Matera, ecco le realtà che facilitano la vita ai neogenitori. | Ilaria Dioguardi, La Repubblica, 25 luglio 2015
 
Il "bonus" di sindacati e imprese che aiuta i lavoratori
Per spiegare l'inedito ruolo del secondo welfare, a dire il vero non proprio nuovo, vale la constatazione che quando esso viene adottato, oggigiorno sempre più, da grandi aziende e multinazionali, qualche volta anche in maniera paternalistica e unilaterale, è evidente che nella maggior parte dei casi ciò avviene d'intesa con i sindacati aziendali e territoriali. | Achille Paliotta, Il Sussidiario, 5 luglio 2015
 
Sanità integrativa, due italiani su tre auspicano interventi delle aziende
Quando si parla di cure per la salute, lo scenario attuale vede una offerta pubblica sempre più ridotta a cui si aggiunge un numero crescente di cittadini che non riesce a sostenere tali spese di tasca propria. Il tale contesto il 63% degli italiani ha però chiaro quale potrebbe essere il soggetto terzo in grado di supportare pubblico e privati cittadini: le aziende. Quasi due italiani su tre credono infatti che le aziende debbano occuparsi di cure sanitarie per i propri dipendenti.
 
I bambini? Vestiti e curati. Il welfare aziendale di Monnalisa
Da qualche settimana il welfare aziendale è diventato di casa da Monnalisa, azienda di abbigliamento per bambini con sede ad Arezzo. Presente in 60 Paesi, un fatturato da 39 milioni di euro e un export del 65%, quest'impresa ha deciso di integrare i benefit già attivi per i 140 dipendenti (rimborso viaggio casa/ufficio, orario elastico, mensa aziendale, sistema premiante) sostenendoli nelle spese per la salute, per la prevenzione, salvaguardandone il potere d'acquisto e riducendo, ove possibile, il cuneo fiscale.
 
Impact Investing e sviluppo urbano: verso l'assemblea di Italia Camp a Expo
Tradurre l'impact investing in politiche di rigenerazione urbana per lo sviluppo e la competitività locale. È questo il tema al centro dell'approfondimento sulla finanza di impatto che l'Assemblea ItaliaCamp 2015, che si svolgerà ad Expo Milano dal prossimo 11 Luglio, affronterà con un gruppo di lavoro all'interno del Padiglione dell'Unione Europea.
 
Partite Iva e free lance lanciano il “manifesto per un equo welfare”
L’associazione dei free lance Acta a Roma il 24 giugno lancia #PropostaDecente, per uscire dal welfare familiare ed entrare in una nuova prospettiva collettiva e di sviluppo che segni un nuovo welfare solidale. Al centro c’è un’idea semplice, chiara, aperta a tutti: ogni cittadino ha pari doveri nei confronti di uno Stato, che però deve concedere a tutti pari cittadinanza di diritti. | Walter Passerini, La Stampa, 23 giugno 2015
 
Come si espande il welfare delle imprese private
Mentre langue il primo welfare, quello con i soldi pubblici, si espande sempre più il secondo, quello delle imprese private. Il trend è molto sostenuto: se nel 2011 solo il 5% delle aziende aveva piani di welfare strutturati, nel 2014 la percentuale è salita al 17% e quest’anno sono coinvolte sempre più anche le piccole e medie imprese. | Enzo Riboni, Corriere della Sera, 23 giugno 2015
 
Virgin introduce la paternità pagata per un anno
“Se vi prendete cura dei vostri dipendenti, loro si prenderanno cura del vostro business”. Con queste parole Richard Branson, magnate inglese a capo del gruppo Virgin, ha spiegato la sua nuova policy aziendale: un anno di paternità pagata al 100% a tutti i dipendenti con almeno 4 anni di anzianità. | Benedetta Argentieri, La 27ª Ora, 13 giugno 2015
 
Dal diritto all’errore agli asili nido, le dieci cose che rendono felici i dipendenti
Ma gli italiani, secondo i dati del Barometro Ipsos 2015 che ha condotto per conto di Edenred un’analisi sulle aspettative dei dipendenti, vorrebbero una nuova organizzazione del lavoro e una nuova cultura manageriale fondata su tre pilastri: maggiore delega, lavoro di squadra e propensione al rischio. Sul fronte degli interventi di welfare aziendale, in base alle esigenze dei lavoratori emerse dallo studio, Edenred ha stilato un decalogo di cosa può rendere felice un dipendente.
 
Essere genitori: i congedi in Italia e in Europa
La condivisione dei carichi è una delle premesse per l’esercizio del diritto alla cura e per un accesso più equo al mercato del lavoro. Rosita Zucaro e Valeria Viale su InGenere.it analizzano cosa accade in Italia e in Europa in materia di congedi parentali e di paternità. | Valeria Viale e Rosita Zucaro, InGenere, 1 giugno 2015
 
Contratto professionisti, telelavoro più semplice negli studi
E' stato rinnovato il Contratto collettivo nazionale degli studi professionali. Il documento, tra le altre cose, definisce e disciplina il telelavoro con una regolamentazione essenziale e poco burocratica finalizzata a rendere la misura fruibile in maniera semplificata. | Giampiero Falasca e Giuseppe Latour, Sole 24 Ore, 27 maggio 2015
 
Usa, se le politiche family-friendly finiscono per penalizzare le donne
Le politiche Family-friendly possono favorire la conciliazione famiglia-lavoro, ma talvolta possono anche provocare effetti inattesi, ad esempio scoraggiare i datori di lavoro a assumere donne, perché temono che queste potrebbero assentarsi per lunghi periodi o fare uso di benefits costosi.
 

 
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